L'INTERVISTA

Milan, Fonseca si sfoga: "Amorim accolto da Cardinale, io invece..."

Il tecnico portoghese oggi al Lione si toglie alcuni sassolini dalle scarpe: ""Ero stato voluto per cambiare mentalità. Non mi hanno dato il tempo"

17 Lug 2026 - 12:35
SeguiLogo SportMediasetsuSeguici su
videovideo

Qualche giorno dopo il volo in elicottero su Milanello di Gerry Cardinale per accogliere Ruben Amorim, il primo allenatore portoghese della storia del Diavolo, Paulo Fonseca, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe sfogandosi nel corso di un'intervista a SportWeek, in edicola domani: “Ho visto che Amorim è arrivato a Milanello e c'era Cardinale in persona ad attenderlo. Quando arrivai io invece non c'era nessuno. Ero stato voluto per cambiare mentalità. Non mi hanno dato il tempo, ma abbiamo giocato tante belle partite. E dopo di me non è più successo”.

“Sono deluso, sì - ha detto il tecnico attualmente sulla panchina del Lione - perché due anni fa venni chiamato per un motivo: cambiare lo stile di gioco della squadra. 'Vogliamo che il Milan diventi dominante, che abbia la palla e giochi nella metà campo avversaria', mi fu detto dal club. Perfetto, risposi, è la mia stessa idea di calcio. Ma la verità è che per cambiare ci vuole tempo e giocare questo calcio in Italia non è facile. Per riuscirci bisogna cambiare prima di tutto la testa dei giocatori. Vi sembrerò arrogante, ma io ero avviato su quella strada e, dopo di me, non ho mai più visto il Milan esprimere la qualità di gioco mostrata con il sottoscritto in panchina”.

Infine anche un commento sul suo complicato rapporto con alcune figure influenti dello spogliatoio come Theo Hernandez e Rafael Leao, esclusi in occasione della partita con la Lazio per la scarsa propensione difensiva mostrata a Parma e poi protagonisti del celebre 'ammutinamento' durante il cooling break dell'Olimpico: “In Italia spesso i giocatori pesano più del club. Se qualcuno, pure forte, non meritava, con me non giocava, perché nessuno è più grande del Milan”.