L'ANALISI

Il Milan sperimentale scopre i falsi nueve con la testa al Liverpool

La partita con la Salernitana ha costretto Pioli a trovare ancora una volta delle nuove soluzioni 

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Nessuno può negare che, da quando si è seduto sulla panchina del Milan, Pioli si sia trovato quasi sempre a gestire situazioni di emergenza. L'elenco degli indisponibili è ormai il motivo portante delle vigilie rossonere e la partita con la Salernitana non ha fatto eccezione. A tutto questo, poi, si è aggiunto l'infortunio di Pellegri in avvio. Non volendo rischiare Ibrahimovic a pochi giorni dalla partita decisiva per il futuro europeo contro il Liverpool, Pioli si è affidato a una soluzione inedita e intrigante. 

Partito con Saelemaekers e Leao larghi e Diaz alle spalle di Pellegri, con l'infortunio dell'attaccante l'allenatore rossonero ha messo in campo Krunic rinunciando di fatto a una punta pura e affidandosi al doppio falso nueve, nel senso che il nuovo entrato e Brahim Diaz si scambiavano di continuo la posizione tra la trequarti e il centro dell'attacco. Svuotando l'area, c'era la possibilità di riempirla con gli inserimenti da dietro (una soluzione particolarmente sfruttata da Kessie). Il resto lo hanno fatto i principi che ormai regolano la manovra del Milan. I tagli in velocità degli esterni alti hanno permesso ai rossoneri di sviluppare una manovra fluida e veloce fatta di scambi con pochi tocchi che, quando gli sbocchi centrali sono bloccati, può trovare sfogo sull'esterno, soprattutto a sinistra, dove Leao e Theo Hernandez sanno fare la differenza. 

Certo, la Salernitana non è un'avversaria particolarmente temibile ma la partita di San Siro, oltre ad aver portato il Milan a guidare da solo la classifica, ha confermato a Pioli di possedere un impianto collaudato, capace di sviluppare il proprio gioco prescindendo dagli interpreti, e di sapersi muovere con concetti precisi anche sfruttando soluzioni inedite. Ora la testa è al Liverpool. Non tutto dipende dai rossoneri, ma una prestazione convincente contro la squadra di Klopp potrebbe essere la base per alimentare quell'autostima fondamentale nella corsa scudetto.  

 

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