Marchisio, Italia nel cuore: "Spero nella Nazionale"

Il centrocampista dello Zenit: "Se Mancini dovesse chiamare io risponderei"

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Claudio Marchisio ha detto addio alla Juve e alla Serie A, ma l'Italia resta sempre nei suoi pensieri di calciatore. Soprattutto la Nazionale. "Voglio essere ancora protagonista in azzurro e spero in una chiamata - ha spiegato il Principino -. Dipende però dall'allenatore, che ha un compito molto difficile". "Ma se Mancini dovesse chiamare, io risponderei presente", ha aggiunto il centrocampista dello Zenit San Pietroburgo.

Poi qualche parola sulla Juventus e sul passaggio al club russo. "La Juventus è sempre la più forte, mancano ancora tante partite ma ha una rosa talmente ampia e forte che è sicuramente la favorita - ha spiegato Marchisio a Sky -. Cristiano Ronaldo ha portato in più alla Juve la sua grande professionalità che ha nel lavoro quotidiano e questo ha alzato ancora di più la consapevolezza, la forza e la voglia di voler continuare a vincere in tutta la squadra". "Era mia intenzione andare in una nuova squadra per giocare di più e quindi abbiamo preso questa decisione senza nessun rimpianto perché la vita va avanti - ha proseguito -. La voglia di continuare a giocare e di vincere è ancora tanta. Nello spogliatoio ne parlavo già con Chiellini e Barzagli, ed essere ascoltato, oltre ai loro consigli, per me è stato molto importante". "Adesso penso al presente che per me è molto importante, anche perché lo Zenit vuole tornare a vincere e noi tutti lo vogliamo - ha aggiunto il Principino -. Il nostro obiettivo è voler arrivare il più lontano possibile in Europa League e riportare il campionato qui a San Pietroburgo".

Poi sulle sensazioni provate all'esordio con lo Zenit. "Ero emozionato e agitato - ha spiegato Claudio -. In quel momento mi presentavo a dei nuovi tifosi in uno stadio nuovo e allo stesso momento davanti a me i miei figli e mia moglie ai quali stavo facendo affrontare una nuova esperienza". "Il numero 10 l'ho scelto per vari motivi, tra cui quello di Alessandro Del Piero, è sempre stato il mio idolo sin da bambino, e anche perché erano i numeri disponibili, sono arrivato quando la stagione era già iniziata - ha concluso -. Non mi considero un vero 10, ho un ruolo diverso però sono legato a questo numero avrei voluto tanto indossarlo e c'è stata la possibilità".

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