"Laziale da sempre? Mio padre allo stadio mi portava sempre in tribuna Tevere, ho fatto anche il raccattapalle insieme a Scamacca. Avevo bisogno di un progetto come questo dopo un anno difficile all'Inter, dove sono stato penalizzato dall'infortunio". Nostalgia di casa e voglia di rivalsa: sono queste le emozioni che guidano la prima conferenza stampa di Davide Frattesi in maglia biancoceleste.
"Gattuso mi ha convinto con una chiamata: ha detto che "sarebbe venuto a prendermi" e che aveva bisogno di me, spiegandomi la situazione - racconta il centrocampista - Sono uno che quando sente cose impossibili si fa coinvolgere, e se c'è da dare una mano a uno come il mister lo fai volentieri". Frattesi spiega di essere "venuto con entusiasmo e aspettative in una piazza dove è possibile ambire a obiettivi importanti".
Fondamentale l'aspetto psicologico quando si sceglie di lasciare una big: "Dopo un anno in cui sono stato male anche di testa ho capito che i soldi non sono così importanti", riflette il giocatore. Poi la doverosa precisazione: "Non intendo che guadagniamo due euro l'ora, ma nella vita non conta solo lo stipendio. Cambierei tutto ciò che ho in banca per rivedere mia nonna cinque minuti". La perdita di nonna Stefania ha infatti pesato molto sulla scelta di Davide di tornare a "casa, diventata una priorità". "Me ne sono andato che avevo sedici anni, ora voglio godermi di più la famiglia", spiega il neo-acquisto della Lazio.
Un anno, quello passato, che è stato difficile anche da un punto di vista sportivo visti i pochi minuti giocati all'Inter. Frattesi, tuttavia, ha dato la sua motivazione: "c'erano tanti centrocampisti forti e ho incominciato la stagione con un infortunio serio, dovendo aspettare dicembre prima di potermi allenare bene. Troppo tardi in un club che punta a vincere e che ha una competizione così serrata".