AFFARI DI LUSSO

La trattativa Tonali sull'asse Milano-Brescia: Inter, ricordi Pirlo, Altobelli e Beccalossi?

I nerazzurri, interessati al centrocampista, hanno già chiuso diverse operazioni storiche con le Rondinelle: ma non sempre è andata bene...

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Con quel piede educato, quella visione di gioco già matura malgrado i 20 anni e quella completezza che gli permette di giocare praticamente ovunque in un centrocampo a tre, Sandro Tonali si è conquistato le copertine in Serie A anche se la sua squadra, il Brescia, ha sempre navigato nei bassifondi della classifica. Normale che un talento del genere attragga l'interesse delle big, ma ce n'è una che sembra in pole position rispetto alle altre. L'Inter, infatti, è fortemente interessata al calciatore e Antonio Conte, come dimostrano i casi di Barella e Sensi, non ha problemi a far crescere i giovani con il lavoro di campo. Il centrocampista che nel fisico ricorda Andrea Pirlo (ma che si ispira a Rino Gattuso) avrebbe già detto un sì di massima ai nerazzurri, tuttavia c'è da imbastire una trattativa che vada oltre i primi contatti tra le società, ricordando che su Tonali ci sono anche Juventus e Napoli.

Certo, tra Inter e Brescia l'asse si è rivelato produttivo varie volte nel corso degli anni. Sedici i calciatori che, con varie formule, sono passati dalle Rondinelle alla Milano nerazzurra. I primi a fare le valigie sono Giovanni Chiecchi e Giuseppe Peruchetti nel 1936, ma certamente si ricordano tre trasferimenti ben più famosi. Il più recente è anche quello foriero di rimpianti per i tifosi dell'Inter. Andrea Pirlo, infatti, raggiunge Appiano Gentile nel 1998, dopo un campionato positivo a livello personale (29 partite e quattro gol) ma negativo per il suo Brescia, che era finito in B. Al Maestro viene dato un vestito che non esalta al massimo le sue qualità: da trequartista lascia intravedere lampi di classe pura ma senza continuità, sia per la gioventù (20 anni) sia per la stagione disastrosa dell'Inter, che nel 1998-99 viene diretta da quattro allenatori diversi. Passa alla Reggina e gioca da protagonista, poi la seconda esperienza fallimentare in nerazzurro e il ritorno al Brescia, dove viene spostato davanti alla difesa da Carlo Mazzone: Massimo Moratti non ci crede di più e lo vende al Milan per 35 miliardi più Drazen Brncic. Adriano Galliani, che evidentemente ha notato le prestazioni dell'ultimo Pirlo, torna a Milanello convinto di aver fatto un affare. Malgrado le proteste dei tifosi, che sono convinti di aver preso un “bidone” dai cugini, ha ragione l'amministratore delegato: Pirlo, confermato in cabina di regia, sboccia definitivamente e diventa uno dei migliori interpreti della storia del ruolo.

Rimpianto enorme per l'Inter, ma è anche l'unico nella storia degli affari con il Brescia. Dalle Rondinelle, infatti, arrivarono tra il 1977 e il 1978 due giocatori che si sarebbero rivelati molto importanti alla causa: Alessandro Altobelli ed Evaristo Beccalossi. I gol di “Spillo” e la fantasia del “Becca” portarono l'Inter del “Sergente di ferro” Eugenio Bersellini a dominare il campionato 1979-80, l'ultimo prima di quello dei record (1988-89). La firma di quello scudetto fu quasi tutta bresciana: di firma, per Tonali, i tifosi nerazzurri si accontenterebbero di quella sul contratto. E sarebbe un bell'accontentarsi: ma Juventus e Napoli saranno d'accordo?

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