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Mancano all'appello i reduci dal Mondiale e soprattutto i nuovi attaccanti, ma finora è stato fatto un buon lavoro
di Enzo Palladini© Getty Images
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Scampoli di buona Juventus in attesa del ritorno dei reduci dal Mondiale e dell'arrivo dei rinforzi. Al di là della condizione dei singoli, la squadra è messa bene in campo come da tradizione spallettiana, ha le idee chiare sulla circolazione di palla e sulla fase difensiva. Mancano uomini più che idee nel reparto offensivo, ma questo è un dato di fatto chiaro a tutti, tifosi e addetti ai lavori. Se un merito va ascritto all'allenatore bianconero, è quello di avere sfruttato al meglio questo anomalo precampionato postmondiale, mettendo in piedi sempre formazioni dignitose e tentanto di riciclare qualche pedina che potrebbe essere rilanciata sul mercato portando in cassa del cash sempre utilissimo.
Spalletti insiste con la difesa a quattro, che sembra essere una scelta pressoché definitiva per questa stagione. Lo dimostra la scelta di utilizzare Kalulu in un'inedita posizione di terzino sinistro. Se avesse avuto ancora il dubbio, poco gli sarebbe costato mischiare le carte con Kalulu nella linea a tre con Gatti e Kelly, Celik e Cambiaso esterno. Invece no. Celik da una parte, Kalulu dall'altra, Gatti e Kelly in mezzo. Per non creare malintesi, Cambiaso va altro a sinistra, sulla linea dei trequartisti. Anche nella ripresa l'assetto è stato mantenuto, con la sola inversione di fascia tra Celik e Kalulu. E anche stavolta, comunque, la Juventus non ha subito gol e questa non può essere certo definita una notizia negativa.
Meglio dirlo a bassa voce, però Douglas Luiz sembra stia tornando un giocatore di calcio, forse addirittura un giocatore da Juve. Dopo il buon primo tempo di Liegi, Spalletti l'ha inserito nella formazione iniziale, in mezzo al campo al fianco di Locatelli. I segnali sono positivi, il brasiliano ha ancora un piede calibrato per piazzare un passaggio a quaranta metri, ma sembra anche motivato, tanto che il gol dell'1-0 è stato tutto suo, con un pallone recuperato sulla trequarti eseguendo una perfetta riaggressione e sinistro chirurgico all'incrocio dei pali. Bisogna solo capire se può risolvere il suo vero problema, quello degli infortuni. Nella ripresa il brasiliano è stato sostituto da Koopmeiners, altro giocatore da recuperare se possibile. Magari in questo caso è tutto più complicato, però qualche giocata (difensiva) l'ha mostrata.
In attesa dei nuovi arrivi Kolo Muani e Alajbegovic, sperando in un recupero a breve scadenza di Yildiz, l'attacco è un settore per il momento deficitario. Nella squadra del primo tempo la punta vertice era Milik, lontano anni luce dal giocatore che eravamo abituati a vedere prima del calvario di infortuni a ripetizione. La sua partita è durata un tempo, poi è subentrato Durmisi. Alla sue spalle, impalpabile l'apporto sulla destra di Zhegrova, che si conferma giocatore da fiammate alternate a lunghe pause. Solo un tempo anche per lui, poi la mossa è stata quella di inserire Joao Mario, ma a sinistra con lo spostamento di Cambiaso a destra. Miretti trequartista e Cambiaso ala (prima sinistra poi destra) hanno dato in base alle loro possibilità. Buona volontà non accompagnata a giocate potenzialmente decisive. Ma Spalletti sa che questo quartetto offensivo non sarà mai titolare nelle partite vere. Magari in un futuro non lontano potrebbe essere utile anche il giovane Justin Oboavwoduo, che è entrato nella seconda metà del secondo tempo e ha segnato il gol del 2-0 su una bella verticalizzazione di Adzic. Anche questa a suo modo è una bella notizia.