Spalletti: "Yildiz un campione, per me Vlahovic vuole restare. Nel mondo arbitrale bisogna mettere un po' di ordine".
Il tecnico bianconero prima del Verona ricorda anche Zanardi: "Ha trasmesso nella vita qualcosa di indescrivibile"
Dopo Allegri anche Luciano Spalletti, tecnico della Juventus, ha dedicato un pensiero ad Alex Zanardi in apertura della conferenza stampa che precede la sfida col Verona All'Allianz Stadium. "Ho avuto la fortuna di conoscerlo, quello che ha trasmesso nella vita è indescrivibile - ha esordito il tecnico toscano -. Siamo davanti a un uomo unico nella vita e nello sport". Parole sacrosante da parte di Spalletti che poi ha confermato la presenza di Kenan Yildiz contro gli scaligeri, già retrocessi: "Negli ultimi due allenamenti non ha avuto alcun fastidio, non ha avuto dolori. Quindi ci sarà. Lui sa quanto è importante per noi e viceversa, lo ritengo un campione e mi sento fortunato ad allenarlo. Discorso uguale per Vlahovic, è fondamentale. Si sta allenando con grande professionalità e può darci una grande mano. Per come si sta allenando, con entusiasmo per me ha voglia di restare a Torino".
Inevitabile una domanda sul caso arbitri che sta sconvolgendo la Serie A: "Non sono un profondo conoscitore della faccenda ma posso dire che nella mia carriera ho conosciuto diversi allenatori capaci - ha proseguito Spalletti -. Non so bene cosa sia successo ma credo che adesso ci sia bisogno di ricreare un po' di ordine. Col Verona troveremo un arbitro di talento (Ayroldi, ndr), mi auguro che faccia il massimo delle sue possibilità".
"Per il quarto posto non bisogna fare calcoli, bisogna solo mantenere un certo livello - ha proseguito Spalletti in conferenza -. Ci stiamo allenando con grande voglia ed è il rendimento giornaliero che ti fa raggiungere un obiettivo. Noi dobbiamo pensare alla Champions, non al quarto posto" ha aggiunto Spalletti.
L'ultima battuta è sullo spettacolare 5-4 tra Psg e Bayern Monaco in Champions League: "In Europa chi punta sulla sicurezza non viene premiato - l'analisi dell'ex tecnico di Udinese e Napoli -. La Champions premia chi crea lo scompiglio e non chi lo evita, l'intenzione è sempre quella di rompere l'equilibrio con le giocate dei singoli. Il calcio va in questa direzione, non paga solamente mantenere un ritmo basso e mantenere un ordine. In questo senso la partita col Milan di San Siro non mi ha soddisfatto. Giocare quel tipo di partite rimpicciolisce un po'. Porti a casa il risultato ma non prendere posizione non mi piace. Ci siamo adattati alle regole del Milan e non va bene. In Champions League c'è un livello differente".