VERSO ATALANTA-INTER

Inter, Inzaghi: "La Juve è il passato, ora via l'euforia: con l'Atalanta sfida scudetto"

Il tecnico nerazzurro: "Sanchez in grande forma ma per la formazione devo ancora decidere"

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Lazio, Juve e ora Atalanta: due sfide su tre archiviate come meglio non si poteva, ora arriva la terza. La più difficile, se non altro perché giunge dopo i 120 minuti di Supercoppa. Certo, la botta di adrenalina regalata dal gol di Sanchez ha alleggerito il carico di stanchezza, tolto tante tossine dai muscoli e consegnato a piene mani un prezioso carico di euforia ed entusiasmo, ma la tappa del Gewiss Stadium resta pur sempre una di quelle a cinque stelle di difficoltà: "E' una sfida scudetto importantissima - ha esordito in conferenza Simone Inzaghi - tra due squadre molto propositive e votate all'attacco. Vincere la Supercoppa è stato bellissimo ma ora la partita con la Juve è il passato: mettiamo da parte l'euforia e prepariamoci al meglio". Molta pretattica sulla formazione: "Sanchez ha fatto benissimo ma sta giocando bene ormai da mesi. Titolare domani? Per le decisioni ho ancora tempo".

LA CONFERENZA DI INZAGHI
Buon pomeriggio mister, che tipo di partita dobbiamo aspettarci contro l'Atalanta dopo la vittoria in Supercoppa?

"Penso che mercoledì sera abbiamo vinto meritatamente contro la Juventus, avversario che ha fatto un'ottima gara, rimanendo sempre in partita. E' stato un momento bellissimo, era quello che volevo per i ragazzi. Ma è già il passato. Domani dovremo sbollire l'euforia, ci aspetta una gara complicata contro una squadra fortissima. Sarà una partita fisica, la decideranno tanto i duelli, contro determinate squadre bisogna essere bravi a vincerli, a essere sempre lucidi, in alcuni momenti bisogna saper soffrire. Dovremo lasciarci anche alle spalle la Supercoppa".

Negli anni passati Gasperini l'ha ispirata nel modo di intendere e proporre calcio?
 "Lui e l'Atalanta da anni fanno bene, il calcio si è evoluto nel modo di coprire gli spazi. Domani sarà una partita importante per entrambe, fisica e bellissima come all'andata".

Quella con l'Atalanta è una sfida scudetto? E domani aprirà la gabbia del leone Sanchez?
"Assolutamente sì, è una sfida scudetto sicuramente perché sono quarti e negli ultimi anni l'Atalanta è sempre arrivata in alto. Continuano a migliorarsi. Per quel che riguarda Sanchez è stato determinante, è un grandissimo giocatore e sono felice di allenarlo come tutti gli altri. Vedere l'azione che ci ha dato la Supercoppa, una azione partita da Correa, continuata poi da Dimarco, la palla la tocca poi Darmian e segna Sanchez, con Vidal che penso sia stato determinante perché ha fatto un ingresso molto buono: ecco per un allenatore è una soddisfazione avere dei subentrati che giocano in questo modo. Oggi valuterò come stanno quelli che hanno giocato 120 minuti per prendere delle decisioni sulla gara che andremo ad affrontare".

Detto che deve decidere la formazione, possiamo però dire che quel gol può segnare un nuovo inizio per Sanchez?
"Già prima della Supercoppa Alexis aveva giocato le ultime partite nel migliore dei modi, ha qualità ed è sempre positivo, vuole sempre imparare anche se è un grandissimo campione. Non penso servisse il gol, già da due mesi dal ritorno in campo dopo l'infortunio stava facendo benissimo".

Senza giri di parole, visto che se ne parla tanto: le piacerebbe allenare Dybala?
"Non mi piace parlare dei giocatori delle altre squadre. Penso ai miei, di cui sono orgoglioso. Satriano incluso che adesso andrà a giocare altrove".

L'Inter sta facendo molto bene negli scontri diretti dopo delle difficoltà iniziali: cosa è cambiato?
"Penso alla consapevolezza, ho rivisto le prime partite della stagione e facevamo un buonissimo calcio. Abbiamo perso qualche punto importante all'inizio, ma ho visto sempre ottime prestazioni. Ora viaggiamo tutti, anche chi subentra, nella stessa direzione".

Mourinho undici anni fa, prima di Madrid, disse che le finali si vincono. Lei ne ha vinte quattro delle ultime cinque giocate: qual è il segreto?
"Il mio segreto è che sono stato fortunato a guidare squadre che determinate partite non le sbagliano. Sapevamo che dovevamo dare quel qualcosa in più, andare sotto e ribaltare appartiene a squadre molto brave e che sanno determinare".

Dopo il premio per la vittoria della Supercoppa, ora si aspetta un premio sul mercato?
"Siamo in contatto col presidente, i dirigenti lavorano poi 24 ore su 24, vedremo come poterci migliorare perché il calcio è in costante evoluzione. Guardiamo alle occasioni".

I giocatori sono tutti coinvolti, anche chi ha giocato meno come Vecino e Sensi: potrebbero partire a gennaio?
"Hanno avuto meno spazio, ho parlato con loro e ho detto che li terrei con me sempre. Sono forti e di qualità. Se rimarranno qua troveranno spazio, se vorranno andare per giocare di più sarà una loro scelta".

E' d'accordo nel dire che si affrontano le squadre che giocano meglio a calcio?
"Penso di sì, sarà una grande partita da vedere, bella e intensa. Cercheremo di prepararla nel migliore dei modi".

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