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L'ANALISI

Inter devastante ma... 'poco cinica': nella corsa a tre con Napoli e Milan servirà esserlo

Contro il Bologna una delle migliori versioni dei nerazzurri che hanno concretizzato meno di quanto creato

05 Gen 2026 - 08:37

L'Inter si applica e risponde bene, anzi ottimamente: alle vittorie di Napoli e Milan replica con una prestazione da nove in pagella e torna prima in classifica, inaugurando questo inizio di 2026 nel miglio dei modi. Il 3-1 al Bologna ha messo in risalto tanti aspetti positivi, al di là ovviamente della vetta ritrovata, a una settimana dal big match di San Siro contro Conte (prima però l'infrasettimanale con  la trasferta di Parma di mezzo).

Una delle migliori prestazioni della formazione di Chivu, si è detto. Il 3-1 al Bologna rappresenta il quinto successo consecutivo in campionato di Chivu. Contro i rossoblù, tabù degli ultimi anni in Serie A e non solo (vedasi il recente confronto diretto in Supercoppa), si è vista una grande Inter. Tre gol rifilati a una squadra che ne aveva subiti 14, gli stessi dei nerazzurri prima del fischio d'inizio del Meazza, seppur ora con soli 2 punti ragranelllati nelle ultime 5 partite.

Una sensazione di dominio, soprattutto dopo il raddoppio di Lautaro. E adesso i numeri contro le squadre di alta classifica, se proprio non si vuole parlare di big, iniziano a tornare: vittorie contro Como, Atalanta e Bologna. Certo, i ko con Juventus, Napoli e Milan restano, ma ora fanno meno male. Dopo un mese, inoltre, torna la Thu-La: Marcus e il Toro non segnavano nella stessa partita dal 4-0 al Como dello scorso 6 dicembre.

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Tutto bene? Qualcosa da aggiustare c'è. Perché questa partita, seppur finita 3-1, maschera fino a un certo punto un problema che l'Inter spesso si trascina nel corso del campionato: l'incapacità di sfruttare la grande quantità di occasioni create. La traversa da pochi passi di Lautaro, le parate di Ravaglia, gli errori di misura tanto nelle conclusioni quanto nell'ultimo passaggio: il risultato sta infatti stretto a Chivu. Cosa che si è vista anche a Bergamo, dove un errore aveva spianato la strada alla vittoria contro l'Atalanta.  Per battere Conte e Allegri, insomma, non basterà forse la sola bellezza, ma servirà anche una buna dose di cinismo.