L'ANALISI

Il Napoli non è ancora guarito ma questo centrocampo e alcune staffette possono raddrizzare la situazione in stile Allegri

Favasuli può essere un'arma preziosa, ma bisogna lavorare sulla fase offensiva per dare una mano a Hojlund 

di Enzo Palladini
13 Set 2026 - 21:29
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 © Getty Images

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Troppo scontato rilanciare la teoria del "corto muso". L'1-0 del Napoli sul Bologna per ora è solo una boccata d'ossigeno per una squadra che stava cominciando ad andare in una pericolosa apnea. I 6 punti incamerati dopo 4 partite non sono un bottino all'altezza delle aspettative dei tifosi partenopei, però almeno adesso Allegri può consolarsi considerando che la squadra sta cominciando a prendere la sue sembianze e la sua filosofia. Una vittoria sofferta ma meritata, arrivata al termine di una gara in cui gli azzurri sono stati superiori dal punto di vista territoriale, hanno avuto anche qualche buona opportunità e hanno rischiato solamente all'inizio, con il gol annullato a Theate per un fuorigioco di centimetri. Però sono arrivati 3 punti che concedono la possibilità di riflettere meglio sull'assetto della squadra. 

Cominciamo dai lati positivi. Il primo è l'atteggiamento. Meno distrazioni rispetto alle uscite precedenti, una maggiore aggressività in mezzo al campo che nasce soprattutto dalla scelta di schierare il cosiddetto "doppio play", ovvero Gilmour accanto a Lobotka. Questo assetto ha consentito allo slovacco di pensare molto di più alla fase di costruzione (e addirittura alla finalizzazione che non è il suo mestiere) anziché fare il difensore aggiunto come era successo nelle gare precedenti. Vantaggio aggiuntivo: più libertà per De Bruyne, che è riuscito a costruire alcune buone opportunità per la squadra dopo una partenza che ha infastidito Allegri per un eccesso di attitudine offensiva. L'altro lato positivo di questa gara è la forza dei sostituti, Favasuli ha giocato un tempo da grandissimo esterno alto, pur essendo tendenzialmente un esterno basso. Lang, offerto a tutte le squadre d'Europa durante il mercato, ha dimostrato di possedere degli spunti interessanti. Ritrovata anche la sicurezza del pacchetto difensivo, con Rafa marin che dopo le prime prestazioni incerte, è salito di livello ed è diventato un buon complemento di Rrahmani. 

Ci sono ancora delle lacune su cui lavorare, questo è ovvio. In questo momento, Hojlund sta attraversando una fase negativa. Gioca molto di sponda, ma non ha la potenza che aveva mostrato fino alla partita di San Siro contro l'Inter. Non è del tutto colpa sua, perché comunque la squadra non lo aiuta moltissimo. Il problema è che deve giocare almeno tre quarti di ogni partita, perché Lucca non ha ancora quella personalità che potrebbe consentirgli di avere più spazio. Ecco perché Allegri avrebbe desiderato avere un attaccante alternativo in più, magari affidando lo stesso Lucca a qualche allenatore in grado di farlo crescere (in prestito). Un po' sotto i livelli abituali Politano, timido nelle sua giocate offensive. Vergara ha la buona volontà di sempre, ma qualche volta, soprattutto giocando a sinistra e non potendo rientrare sul suo piede forte, pasticcia un po'. In assoluto, è proprio la fase offensiva che fatica, ma si sa che le squadre di Allegri non sono mai troppo sbilanciate in avanti. 

Il Napoli non è guarito, per ora. Non è nemmeno tornato al livello delle due passate stagioni. Ha imparato alcune cose, però. Non ha sprecato il tesoretto che si è conquistato con tanta fatica, Si è scrollato di dosso un po' delle paure che l'avevano attanagliato dopo le tre sconfitte consecutive. Adesso serve una buona prestazione contro la ritrovata Fiorentina, per riordinare le idee durante la lunga sosta.