il caso

D'Onofrio fu denunciato alla Procura Federale ma l'Aia non lo dismise

Gravina lo aveva segnalato alla Procura Figc perché aveva parlato al telefono con un guardalinee su cui invece avrebbe dovuto indagare

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© ansa

Si arricchisce di nuovi particolari la vicenda Rosario D'Onofrio, fino a sabato capo procuratore dell'Associazione Italia Arbitri e arrestato con l'accusa di far parte di una rete che distribuiva droga tra Spagna e Italia. La Repubblica è riuscita ad ascoltare alcune telefonate registrate da un ex guardalinee, Robert Avalos, proprio con D'Onofrio. In questi audio si sente l'ex procuratore AIA suggerire ad Avalos di creare "caos" verso i designatori che secondo l'ex guardalinee lo stavano penalizzando troppo nelle valutazioni.

Il quotidiano romano parla di una partita in cui Avalos era stato giudicato negativamente e per questo l'ex guardalinee aveva mandato un messaggio notturno ai designatori per esprimere il proprio malumore. Il giorno dopo il voto di Avalos era sceso di un punto, cosa possibile se ci fosse stato un errore materiale di inserimento, ma D'Onofrio avrebbe comunque dovuto indagare per capire se ci fosse stato dolo.

E invece comunicava proprio con la persona su cui avrebbe dovuto indagare. "Parliamoci chiaro, da come si stanno muovendo la vogliono far fuori" dice l'ex procuratore AIA ad Avalos. "Lei deve scrivere un esposto che venga inviato alla procura... Lei fa questo e basta, poi me la vedo io" anche se poi l'ex guardalinee fu dismesso.

La Repubblica sottolinea come quegli audio arrivarono sino a Gabriele Gravina che dunque segnalò il caso alla Procura Federale suggerendo all'Associazione arbitri di rimuovere un procuratore che si era mosso in quella maniera. Ma, nonostante questo, l'AIA decise comunque di non prendere provvedimenti.

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