IL CASO

Arresto D'Onofrio, atti inchiesta sul narcotraffico trasmessi alla Figc

Ministro Abodi: "Dobbiamo recuperare la credibilità e riaffermare la reputazione, che passa attraverso la trasparenza"
 

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© ansa

"Dobbiamo recuperare la credibilità e riaffermare la reputazione, che passa attraverso la trasparenza, la sincerità e anche la tempistica". Così il ministro per lo sport Andrea Abodi sul caso di Rosario D'Onofrio, procuratore capo dell'associazione arbitri, arrestato nei giorni scorsi per traffico internazionale di droga. "Mi aspettavo la tempestività che si è determinata in un consiglio straordinario annunciato nel giro di 24 ore", ha aggiunto riferendosi al consiglio Figc convocato per domani alle 10. La Dda di Milano ha trasmesso alla Figc, come richiesto da quest'ultima, copia degli atti dell'inchiesta per narcotraffico internazionale.

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La Figc ha convocato per domani mattina alle 10 un consiglio federale con all'ordine del giorno "le modifiche al regolamento dell'associazione italiana arbitri concernenti le competenze della giurisdizione domestica". "Mi aspetto l'ascolto di chi avrà necessità e la voglia di parlare - ha poi aggiunto Abodi a proposito del caso D'Onofrio a margine della cerimonia dei Collari d'oro al Coni - Si deve sentire libero di poter parlare, perché il nostro mondo in generale deve abbandonare le zone grigie".

La Dda di Milano ha trasmesso alla Figc, come richiesto da quest'ultima, copia degli atti dell'inchiesta per narcotraffico internazionale a carico, tra
gli altri, di D'Onofrio. Lo stesso D'Onofrio, accusato di essersi occupato della "logistica" di carichi di droga, usando una mimetica militare, anche nel periodo del lockdown nella primavera 2020 e già arrestato in flagranza nel maggio 2020 (divenne procuratore degli arbitri nel marzo 2021), venerdì scorso si è avvalso della facoltà di non rispondere dopo l'ultimo arresto, sulla base di ordinanza cautelare, interrogato dal gip Massimo Baraldo.

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