Cori razzisti, Salvini: "Il Napoli sbaglia se si ferma"

Il ministro degli Interni: "Lascia uno sport bello come il calcio in mano a pochi violenti e pochi deficienti"

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"Il Napoli non fa bene a fermarsi in caso di cori razzisti, perché lascia uno sport bello come il calcio in mano a pochi violenti e pochi deficienti". Questa la replica a distanza del ministro dell'Interno Matteo Salvini al club azzurro, che aveva ribadito la linea dura. "Fa bene un campione come Seedorf a dire che se c'è un coro sbagliato, se ci sono fischi contro un bianco un nero un giallo un verde, la risposta non deve essere la chiusura ma devono essere gli applausi del 99% dei tifosi per bene".

"Ogni settimana ci sono 12 milioni di tifosi che seguono gli eventi sportivi e seimila teppisti, da non confondere con i tifosi che sono il 99%", aveva detto Salvini al termine della riunione straordinaria dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, avvenuta lunedì con i vertici dello sport e il Capo della Polizia. Un concetto che il ministro degli Interni ha ribadito nel corso di un'intervista a 24Mattino su Radio 24 rispondendo a una domanda sulla decisione del Napoli di smettere di giocare in caso di cori razzisti. E sugli scontri avvenuti a Roma due sere fa durante la festa per i 119 anni della Lazio. "Sui teppisti che hanno fatto casino l'altra sera, farò tutto il possibile perché non mettano piu' piede in uno stadio, ma mettano piede in galera".

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