COPPA ITALIA

Coppa Italia: l'ultima spiaggia di Allegri e le finali di Gasp

Il tecnico della Juve rischia un'altra stagione senza titoli, quello dell'Atalanta è a tre vittorie dall'impresa

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Mai come in questo caso la distanza tra tutto e niente è questione di millimetri. Con gli occhi lucidi dietro a un sorriso largo, Gian Piero Gasperini, reduce dall'ennesima, grande prova della sua Atalanta ha fatto un punto, banale ed estremamente concreto, sulla stagione della sua Dea: "Siamo a tre punti - ha detto intendendo chiaramente a tre vittorie - da tutti i nostri obiettivi. Abbiamo fatto tanto, ma non abbiamo ancora fatto niente". E in effetti l'analisi è lucida come non mai: a partire dalla finale di Coppa Italia di mercoledì sera contro la Juventus - esclusiva Mediaset su Canale 5 e sportmediaset.it - i nerazzurri si giocano tutta la stagione in tre partite. Una per centrare la qualificazione alla prossima Champions (in campionato mancano tre punti da conquistare tra Lecce, Torino e Fiorentina), una per provare a vincere l'Europa League contro il Leverkusen e una, appunto, per strappare alla Juve la coppa di casa nostra. 

Il problema è che tutto o niente vale anche per Allegri che, è innegabile, ha centrato l'obiettivo minimo imposto dalla società (il ritorno in Champions), ma potrebbe concludere un'altra stagione senza titoli. Il tutto, probabilmente, sul tramonto di un'avventura che va concludendosi e che, semmai, dipende proprio dalla vittoria in Coppa Italia. Nel senso: è più che probabile che Allegri non sia alla guida dei bianconeri nella prossima stagione, ma se ancora esiste una minima possibilità che il tecnico toscano conservi il suo posto, questa è certamente legata a un successo contro l'Atalanta. 

L'Atalanta, già, una bestiaccia che, oggi, nessuno vorrebbe avere sulla propria strada. Se prendessimo in considerazione solo le ultime partite, per la Juve non ci sarebbe speranza. I bianconeri vengono da un periodo che più nero non si può con 15 punti sui 45 disponibili nelle ultime 15 partite di campionato. I nerazzurri vanno che è una bellezza, sono arrivati in fondo a tutte le competizioni, sognano un clamoroso e storico double e demoliscono qualunque avversario passi dalle loro parti. Per informazioni chiedere alla Roma e a De Rossi che, sconfitto 2-1 ieri sera, ha candidamente ammesso che avrebbe potuto finire malissimo...

La prima missione di Allegri, quindi, sarà ritrovare la sua Juve. Una Juve che sia solida e sorniona, che sappia aspettare e colpire, che metta in campo la propria storia vincente per sopperire al gap fisico, e in questo momento anche tecnico, che la separa dall'Atalanta. Perché, questo è chiaro, l'Atalanta di oggi è più forte della Juve. E, anche se Gasperini si è affrettato a rifiutare questa scomoda etichetta, arriva alla finale di Coppa Italia da favorita d'obbligo. 

Certamente quella che andrà in scena mercoledì sera sarà una gara estremamente interessante, la sintesi di filosofie opposte, un passaggio generazionale tra la scuola italiana di Allegri e quella europea, aperta, coraggiosa, di Gasperini. Per entrambi potrebbe essere l'ultimo regalo a Juventus e Atalanta. Dopo, forse, la vita sarà altrove. 

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