A differenza del primo Ministro britannico Andy Burnham, che il 31 luglio ha chiesto pubblicamente le dimissioni di Gianni Infantino dalla presidenza della Fifa, Emmanuel Macron non ha ancora reagito ufficialmente alla crisi che sta scuotendo la Federazione mondiale, la sua governance e la sua amministrazione. Ma, secondo quanto scrive L'Equipe, il capo di Stato francese è "personalmente coinvolto" da diversi giorni, una vicenda che va ben oltre l'ambito sportivo. E che sta portando a mettere in discussione la condotta di Infantino, in seguito all'annuncio del progetto - poi abbandonato - di vendere ad investitori privati quote del Mondiale per nazionali e di quello per club. Macron, scrive L'Equipe, si e' mosso "allineandosi alla linea dura adottata dalla Uefa", nell'intento di "preservare l'unità del calcio mondiale ed evitare qualsiasi spaccatura duratura tra continenti e confederazioni", ed é intervenuto fin dall'inizio della crisi, con numerose telefonate e intavolando discussioni. E ha ignorato - pur non essendo l'unico leader politico in questa situazione - il principio teorico di "non interferenza" del potere esecutivo negli affari istituzionali dello sport.