Fifa, Blatter "Non sono il Diavolo"

Il presidente: "Platini? Uomo onesto, ma un po' primadonna. Ha un virus contro di me"

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In un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, Joseph Blatter (80 anni e 40 passati alla Fifa, 17 da presidente) va al contrattacco. "Sono scioccato. Mi hanno sospeso 90 giorni senza neanche ascoltarmi. Vi assicuro che i 2 milioni di franchi a Platini sono legittimi. E che sto subendo qualcosa che sembra l'Inquisizione. Non sono il diavolo. Credo in Dio e, se Dio esiste, non può esserci l'inferno. Quindi neanche il diavolo".

Nell'intervista Blatter ha continuato nella sua difesa: "A vita! Squalificati a vita! Anche Platini. Cosa abbiamo fatto? Abbiamo preso tutti i soldi Fifa e siamo scappati? Abbiamo ucciso qualcuno? Non sono il diavolo. Credo in Dio e, se Dio esiste, non può esserci l'inferno. Quindi neanche il diavolo. I 2 milioni di franchi a Platini? A fine '98 Michel mi ha detto che avrebbe voluto lavorare con me a un milione all'anno. Un validissimo contratto orale. Non c'era il progetto Goal per aiutare i paesi più poveri, non c'era il calendario internazionale, lui ha lavorato bene. Poi a sorpresa è stato eletto alla Fifa e all'Uefa, a sorpresa perché l'Europa non l'amava: era l'unico con me. E io non mi sono più occupato del pagamento, per una cosa o per l'altra, ma ho dato l'ordine di pagare. La richiesta è passata per la commissione finanze e il Congresso".

Ma Franco Carraro aveva detto che nel bilancio quei soldi non c'erano: "Lui era revisore. La prima parte del pagamento è nel bilancio, la seconda no, ma io non sono un contabile Fifa. E che fosse o meno nel bilancio era un debito da pagare". Se mi fanno male le dimissioni? Non mi sono dimesso, ho rimesso il mandato, è diverso. Per salvare la Fifa, perché c'era il caos. Dicevano che la Fifa era la mafia, ora vedono che è vittima. Sono ancora presidente e dovevano farmi finire il mandato". E su Platini, ha concluso: "Un uomo onesto. Un po' primadonna. Ma non tutta l'Europa oggi lo appoggia, tanti sono con me e contro di lui. Lo spagnolo Villar mi è stato vicino".

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