"Cosa è successo con Rowe? È un giocatore che già in passato aveva mostrato qualche problema caratteriale, sapete benissimo cosa successe quando arrivò a Bologna". Così Claudio Fenucci ha commentato in conferenza stampa l'addio di Jonathan Rowe e il suo passaggio all'Atalanta.
"In ritiro si era già mostrato insofferente sebbene non ci fossero state offerte per lui - spiega l'Ad rossoblù - È venuto meno il rispetto verso i compagni, tenendolo si sarebbe potuto creare un impatto negativo sul gruppo. Cambiaghi sta facendo meglio di lui e merita di giocare".
Cedere un giocatore come Rowe sarebbe stata una scelta ben ponderata: "Facendo un bilancio, e vedendo la situazione conflittuale che si stava creando anche con gli agenti, abbiamo deciso di venderlo per il bene del Bologna", ha analizzato Fenucci. Per il manager "con l'Atalanta è stata realizzata un'operazione positiva, prelevando per le giovanili un 2006 che ci piaceva molto e ricavando dei soldi che potremo reinvestire il prossimo anno".
A chi chiede se col senno di poi il Bologna avrebbe potuto teneresi Castro, venduto alla Roma per 30 milioni più bonus, Fenucci risponde: "Non ci piaceva l'idea di vendere un giocatore dopo solo un anno con noi, ma la vera natura del giocatore - si riferisce a Rowe - è emersa dopo che la cessione di Castro era già stata conclusa".