L'espulsione di Embolo in Argentina-Svizzera, quarti di finale dei Mondiali, nasce da un'interpretazione sbagliata del regolamento. L'International Football Association Board (Ifab), che stabilisce le regole del gioco, ha chiarito che la clausola dell'errore di identificazione del calciatore - per la quale l'arbitro fu richiamato al Var - può essere utilizzata solo per identificare il giocatore che ha commesso un fallo, piuttosto che per rivedere o modificare il fallo stesso, come nei casi di simulazione. L'Ifab ha riferito che rivedrà il protocollo Var. Nel corso della Coppa del Mondo, sono stati due i casi di simulazioni non ravvisate in campo e poi 'corrette' al Var: in Usa-Paraguay nella fase a gironi, l'arbitro Makkelie aveva ammonito lo statunitense Tim Ream per uno sgambetto sull'attaccante Miguel Almiron, poi era stato richiamato dando il giallo al paraguaiano. Stessa situazione, poi, con il giallo a Leandro Paredes per fallo su Breel Embolo, con lo svizzero ammonito per la seconda volta dopo la revisione al Var. Ma, come chiarisce l'Ifab, entrambi i cartellini non avrebbero dovuto essere rivisti: decisioni finali corrette, ma determinate da una procedura non prevista dalle regole del calcio.