Ventura: "Non vado più all'Ikea"

L'ex ct a 'Radio Anch'io Sport': "Tavecchio? Non l'ho mai più sentito, e mi fermo qui".

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Gian Piero Ventura volta pagina e chiude con una battuta l'amaro capitolo Nazionale. "E' difficile smaltire la delusione, quanto successo è qualcosa di epocale - ha spiegato l'ex ct a 'Radio Anch'io Sport - Ho la coscienza a posto, ma non vado più all'Ikea. Tavecchio? Non l'ho mai più sentito, e mi fermo qui". Sul futuro: "Ho una grandissima voglia di tornare ad allenare. In estate ho rifiutato una offerta dalla Serie A ".

L'onta per la clamorosa debacle contro la Svezia sarà impossibile da cancellare e lo accompagnerà per sempre, ma Ventura ha voglia di ricominciare e di lasciarsi, per quanto possibile, il passato alle spalle. "Mi hanno sempre insegnato che nel calcio si vince in 11 e si perde in 11 sono una persona con la coscienza a posto e professionale - ha spiegato Ventura - In estate ho rifiutato una offerta dalla Serie A perché non abbiamo trovato l'intesa su quelli che erano i programmi". L'ex ct non ne fa un problema di categoria. "Ripartire anche dalla Serie B? Non è un discorso di categorie, l'importante sono i programmi".

L'ex ct si augura che Mancini possa lavorare in pace e con tranquillità, a cominciare dall'imminente appuntamento con la Nations League di venerdì contro la Polonia. "La seguirò con passione, da grande tifoso, l'azzurro per me è un valore che pesa - ha aggiunto - . Spero che Mancini abbia la possibilità di lavorare su un materiale che c'è. I nostri giovani giocano poco e fanno poche coppe internazionali, però continuo a sostenere che c'è un'infornata incredibile di potenziali grandi talenti, e quando inizieranno a esprimersi sarà un bene per il futuro dell'Italia".

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