Italia poco brillante, vittoria sofferta e qualche fischio: la sfida con Israele avvicina gli azzurri agli spareggi e fa comunque felice il ct Ventura: "Era evidente che la proirità era il risultato. Sono contento perché abbiamo giocato per 80' nella metacampo avversaria". Poi il messaggio ai giocatori: "Se si fa bene arrivano gli applausi, se si fa male i fischi. Ma se vuoi essere squadra non ascolti né gli uni né gli altri".
L'1-0, secondo Ventura, non rispecchia la bontà della prova degli azzurri. Ma qualche bacchettata c'è, soprattutto per un primo tempod avvero brutto: "Nel primo tempo siamo stati un po' melensi, abbiamo fatto tutto quello che non dovevamo fare: eravamo tutti nelle posizioni giuste ma nessuno si è preso la responsabilità di leggere le giocate. Non siamo andati sugli esterni, ma non aveva senso entrare per vie centrali. Nella ripresa abbiam messo i palloni che dovevamo mettere, e abbiam avuto palle gol a ripetizione".
Dopo la batosta di Madrid, Ventura ha visto comunque un miglioramento: "È un piccolo passo avanti, anche per quanto riguarda la convinzione, ma c'è del lavoro da fare. Se vuoi essere squadra non ascolti i fischi o gli applausi. Se fai bene prendi gli applausi. Quando riaffronteremo squadre come la Spagna, tutti si accorgeranno i passi avanti che avremo fatto. Con la consapevolezza e con la disponibilità dei calciatori, insieme ad altri che potranno essere convocati, potremo fare qualcosa di buono".
Nessuna Apocalisse, quindi. Ventura spiega: "Già nel momento del sorteggio del girone avevamo messo in preventivo la possibilità di fare lo spareggio. Se avessimo fatto una vittoria in Spagna avremmo ribaltato la normalità".
Poi si è tornati anche sul calendario e sulla condizione fisica: "Molti giocatori quest'anno hanno giocato poco o niente. Lo avevamo detto, si è verificato. Inutile tornarci sopra, basta guardare le italiane nei preliminari di Champions: il Napoli per passare il turno ha fatto un ritiro classico senza tournée. Ma sono cose che sapevamo già".