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Nba: Utah non si ferma più, anche i Clippers vanno ko. Atlanta torna al successo

I Jazz battono i californiani 114-96: è la nona vittoria consecutiva. 40 punti di Young lanciano gli Hawks (9 per Gallinari) in casa Celtics. Vittorie per 76ers, Blazers e Warriors

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Gli Utah Jazz sono inarrestabili: la squadra con il miglior record della Nba vince la nona partita consecutiva battendo 114-96 i Clippers con 24 punti di Mitchell e la doppia-doppia da 23+20 di Gobert. Tornano al successo gli Hawks: 122-144 a Boston, con 40 di Young (9 per Gallinari). I 76ers superano Houston 118-113, i Blazers espugnano New Orleans 126-124. Warriors e Pacers ok all’overtime, vincono anche Grizzlies, Wizards, Magic e Bulls.

LOS ANGELES CLIPPERS-UTAH JAZZ 96-114
Inarrestabili. I Jazz di questo 2021 continuano l’incredibile serie di vittorie e raggiungono quota 9 successi consecutivi, con un record di 20 vinte e una sola persa prendendo in considerazione le partite giocate dal 9 gennaio in poi. Nemmeno una squadra in discreta forma come quella allenata da Tyronn Lue, che veniva da quattro vittorie di fila, le ultime due senza gli infortunati Kawhi Leonard e Paul George (ancora assenti stanotte), riesce a interrompere la corsa di Utah, che raggiunge il successo grazie ad un parziale di 68-45 dopo l’intervallo, con Donovan Mitchell top scorer a quota 24 punti e Rudy Gobert mattatore in entrambi i lati del campo con 23 punti e ben 20 rimbalzi. Davvero troppo per i Clippers, che resistono finché possono ma non trovano soluzioni efficaci né in attacco (miglior marcatore Lou Williams con appena 16 punti) né in difesa per contrastare lo strapotere di quella che resta, al momento, la miglior squadra della Nba a livello di record.

BOSTON CELTICS-ATLANTA HAWKS 114-122
Quanto è dolce il ritorno alla vittoria, soprattutto se arriva dopo quattro sconfitte di fila: gli Hawks provano a rialzarsi e lo fanno con un bel successo sul parquet dei Celtics, con un Trae Young protagonista indiscusso della serata grazie a una prestazione da 40 punti e 8 assist che cancella, dall’altra parte, lo sforzo da 35 punti di Jayson Tatum e i 22 di Jaylen Brown. Ma Atlanta non è solo Young: Clint Capela, infatti, firma l’ormai ‘canonica’ doppia-doppia, stavolta da 23 punti e 14 rimbalzi, mentre John Collins ne aggiunge 20 alla causa. Nel referto degli ospiti ci sono anche 9 punti dell'azzurro Danilo Gallinari: per lui è solo 3/13 dal campo, ma al di là delle conclusioni sbagliate il suo impatto si conferma positivo come già avvenuto nelle uscite più recenti.

PHILADELPHIA 76ERS-HOUSTON ROCKETS 118-113
Nonostante la pericolosa sbandata nel finale, con Houston che quasi riesce a rientrare dal -29, i Sixers conquistano un importante successo, il primo dopo tre ko consecutivi, battendo una squadra sempre più in crisi, che non vince da otto partite. Il miglior giocatore della serata è Joel Embiid: per il camerunense ci sono 31 punti a tabellino, con 11 rimbalzi e 9 assist a confermarne la presenza decisiva a tutto campo e la capacità anche di fare le veci, dove necessario, dell'influenzato (non Covid) Ben Simmons. Oltre a Embiid, ottime prove per Seth Curry, autore di 25 punti con 3/5 da tre, e Tobis Harris, che ne segna 24 raccogliendo anche 15 rimbalzi. I Rockets registrano invece un John Wall da 28 punti e 7 assist, ma davvero poco altro: urge il rientro in campo di Christian Wood, più decisivo di quel che si potesse pensare solo poche settimane fa.

NEW ORLEANS PELICANS-PORTLAND TRAIL BLAZERS 124-126
Uno spettacolare Damian Lillard consegna a Portland la sesta vittoria consecutiva, che vale il quarto posto in solitaria nella competitiva Western Conference. Il leader carismatico della squadra dell’Oregon realizza ben 43 punti, con 7/12 da due e 7/16 dalla distanza, aggiungendo al proprio referto anche 16 assist, molti dei quali arrivano nelle mani di un sempre più convincente Gary Trent jr, autore di 23 punti. La serata da ricordare degli ospiti fa passare nettamente in secondo piano la comunque ottima prestazione di Zion Williamson: per la scelta numero 1 del Draft 2019 non ci sono solo 36 punti a tabellino, ma anche la soddisfazione di essere il primo giocatore nella storia della Nba a segnare almeno 23 punti di media tenendosi sopra il 60% dal campo nelle prime 50 partite da professionista. Non è sufficiente, però, per evitare la quarta sconfitta nelle ultime cinque. Per i Pelicans, inoltre, ancora zero minuti per Nicolò Melli, che nelle ultime dieci partite ha giocato un totale di 8 minuti e 49 secondi.

GOLDEN STATE WARRIORS-MIAMI HEAT 120-112 ot
Gli Heat aprono una nuova serie negativa in questa stagione a dir poco deficitaria perdendo al supplementare in casa degli Warriors, bravi a non intestardirsi nella ricerca dell’assist a tutti i costi per uno Steph Curry che segna sì 25 punti, ma sbaglia anche 15 delle 20 (!) triple tentate. Il due volte Mvp della stagione regolare fa molto meglio alla voce assist, con 11 a referto, e non è un caso che siano ben tre i giocatori con la canotta di Golden State a realizzare almeno 20 punti: Kent Bazemore ne segna addirittura 26 dalla panchina, Kelly Oubre jr e Andrew Wiggins ne aggiungono 23. Miami, nonostante sette uomini in doppia cifra guidati dai 24 punti di Bam Adebayo, parte bene arrivando fino al +19 ma cala alla distanza, perdendo ancora in California dopo il ko in casa dei Clippers. Per Erik Spoelstra le domande sono tantissime, le risposte invece latitano.

MINNESOTA TIMBERWOLVES-INDIANA PACERS 128-134 ot
Finisce all’overtime anche la sfida del Target Center, ed è tra l’altro il secondo supplementare consecutivo per i Pacers. A differenza di quanto avvenuto quarantott’ore prima contro i Bulls, però, Domantas Sabonis e compagni portano a casa un successo importante per tornare al quarto posto ad Est, superando i Celtics sconfitti contro Atlanta. Il lituano si conferma leader indiscusso della sua squadra e mette a segno una spettacolare tripla-doppia da 36 punti, 17 rimbalzi e 10 assist, firmando anche i due tiri liberi a 11 secondi dalla fine del quarto periodo che portano le due squadre ai cinque minuti extra. Accanto a Sabonis si segnala poi un ottimo Malcolm Brogdon, che segna 32 punti, 6 dei quali nell’overtime. A Minnesota non basta così la doppia-doppia da 30 punti e 10 rimbalzi di Karl-Anthony Towns: sono otto le sconfitte nelle ultime dieci uscite.

MEMPHIS GRIZZLIES-OKLAHOMA CITY THUNDER 122-113
I Grizzlies provano a mettere fine al prolungato periodo di appannamento che li aveva portati sotto la quota psicologica del 50% di vittorie in stagione battendo grazie a un brillante ultimo quarto (36-28 il parziale) una delle peggiori squadre della Lega, i Thunder penultimi ad Ovest. Ben sei gli uomini in doppia cifra tra i padroni di casa, con Jonas Valanciunas e Grayson Allen che firmano 22 punti ciascuno: il lituano raccoglie anche 12 rimbalzi, mentre l’ex ‘bad boy’ di Duke University mette a segno 6 triple, massimo in carriera per lui. Da non sottovalutare, poi, l’impatto di Ja Morant, che pur tirando male (4/14 complessivo per lui) mette a referto una tripla doppia da 15 punti, 12 assist e 11 rimbalzi. Okc ha poche armi per rispondere: Shai Gilgeous-Alexander segna 22 punti, Mike Muscala ne aggiunge 21 dalla panchina, ma la squadra di Mike Daigneault non riesce proprio a risollevare una stagione finora da dimenticare.

WASHINGTON WIZARDS-DENVER NUGGETS 130-128
Difficile parlare di rinascita, ma non possono non attirare l’attenzione degli appassionati le tre vittorie consecutive degli Wizards, che dopo Celtics e Rockets affondano anche i Nuggets. Tutto si decide negli ultimissimi secondi: Jamal Murray firma gli ultimi tre dei suoi 35 punti con una bomba dalla distanza che vale il pareggio a quota 128 a 2.7 secondi dalla fine, ma Bradley Beal sfrutta come meglio non si può l’ultimo possesso subendo un fallo sul tiro (ingenuità di JaMychal Green) a un solo decimo dalla sirena finale. Beal non trema dalla linea della carità e arriva così a 25 punti totali (cui aggiunge 10 assist) ma soprattutto consegna la vittoria alla squadra della capitale. Oltre a Beal, da segnalare l’ennesima tripla-doppia in carriera di Russell Westbrook, che a 12 punti e altrettanti assist aggiunge 13 rimbalzi, e i 35 dalla panchina di Davis Bertans, che anche grazie a un irreale 9/11 da tre aggiorna il proprio massimo in carriera. Dall’altra parte funzionano Murray e il solito Nikola Jokic (33 punti), ma non basta ad evitare il secondo ko consecutivo.

ORLANDO MAGIC-NEW YORK KNICKS 107-89
I soliti Knicks. Quando tutto pare funzionare a meraviglia, arriva una sconfitta tanto inattesa quanto pesante, contro un avversario che aveva vinto due partite nelle dieci precedenti, che rimette in discussione quanto di buono raccolto finora. All’Amway Center non c’è partita, soprattutto dopo l’intervallo: il 54-33 di parziale di terzo e quarto periodo raccontano la storia di una partita in cui Terrence Ross è implacabile grazie a 30 punti in altrettanti minuti (partendo dalla panchina), Evan Fournier ne aggiunge 19 e Nikola Vucevic, pur non ispiratissimo in attacco (8/24 al tiro) firma comunque una doppia-doppia da 16 punti e altrettanti rimbalzi. Stavolta ai Knicks non basta il solo Julius Randle, che mette a segno 25 punti: si torna a casa con una sconfitta che porta la squadra di Tom Thibodeau due partite sotto ‘quota 500’.

CHICAGO BULLS-DETROIT PISTONS 105-102
Zach LaVine fa e (quasi) disfa allo United Center, dove i Bulls conquistano un bel successo in rimonta provando così a risalire in classifica per continuare a sperare in un posto ai playoff. Dopo un brutto primo tempo chiuso sul -18, Chicago si risveglia improvvisamente nel terzo periodo con una brillante rimonta che li porta a contendersi fino agli ultimi secondi la vittoria: LaVine, con 37 punti a referto, è il protagonista principale dei suoi, ma sbaglia a 7 secondi dalla fine il libero che avrebbe dato due possessi di vantaggio ai Bulls, che concedono il tiro del possibile pareggio a Delon Wright. Quest’ultima, in realtà, è una scelta discutibile, perché in campo c’era anche un Jerami Grant autore di 43 punti, con 4/9 dalla distanza: a prendersi il tiro è invece Wright (12 per lui in serata), che manda il pallone contro il ferro e non riesce ad evitare la prima sconfitta dopo due successi consecutivi.

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