NBA

Nba: un LeBron James da record abbatte Gallinari, vittoria per i Pelicans di Melli 

I Lakers volano con la tripla doppia del loro giocatore più rappresentativo, in California sorridono anche Sacramento e Golden State

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LeBron James riscrive ancora una volta la storia della Nba mettendo la sua firma nel 112-107 con cui i suoi Lakers battono i Thunder: sono 25 punti, 11 rimbalzi e 10 assist per la tripla doppia, unico di sempre ad averne realizzata almeno una contro tutte le squadre della Lega. Sconfitto Danilo Gallinari, che pure segna a sua volta 25 punti. Di punti ne fa invece 14 Nicolò Melli, e i Pelicans battono 115-104 Portland. Ok Sacramento e Golden State.

LOS ANGELES LAKERS-OKLAHOMA CITY THUNDER 112-107
C'era un record che ancora mancava a LeBron James, ma il Re trova il modo di colmare il gap nella notte dello Staples Center, quella che consegna ai suoi Lakers la dodicesima vittoria stagionale e la fuga su Houston nella Western Conference. In una sfida non banale contro Oklahoma City (gli ospiti, sempre sotto praticamente dall'inizio, hanno la forza di non uscire mai dalla partita tanto da riportarsi a -2 all'ultimo possesso) si registra infatti una tripla doppia di portata storica: LeBron chiude infatti a quota 25 punti, 11 rimbalzi e 10 assist contro OKC, che era l'unica squadra Nba contro cui mai aveva raggiunto un risultato del genere. E da oggi è il primo e finora unico giocatore della storia ad aver trovato una tripla doppia contro tutte e trenta le franchigie del campionato. E dire che prendendo in esame i soli punti realizzati contro i Thunder c'è chi fa meglio di lui (è Anthony Davis, che ne realizza 34), mentre dall'altra parte è di altissimo livello la prova di Danilo Gallinari: il Gallo chiude a quota 25 (esattamente come LeBron) ed è tra i protagonisti dell'esaltante rimonta che porta al già citato -2 ospite. Ma non basta.

NEW ORLEANS PELICANS-PORTLAND TRAIL BLAZERS 115-104
Si comincia a respirare aria un po' più pulita a New Orleans, dove i Pelicans sembrano essersi messi alle spalle il disastroso inizio stagionale e finalmente stanno ingranando. Lo dimostra la delicata sfida dello Smoothie King Center contro Portland, con tanto di sorpasso in classifica (la franchigia dell'Oregon è ora abbastanza clamorosamente penultima a Ovest), ma soprattutto una prestazione in crescendo per New Orleans che arriva alla sirena trovando non solo la seconda vittoria di fila per la prima volta quest'anno, ma un successo che appare davvero indiscutibile e incontestabile. Merito di Jrue Holiday (in doppia doppia con 22 punti e 10 assist), di Brandon Ingram (autore di 21 punti dopo quattro partite di assenza) e anche di Nicolò Melli, escluso dal quintetto titolare ma capace di chiudere a quota 14 punti dopo 27 minuti in campo. I Blazers continuano ad essere una delle squadre con più problemi dell'intera Nba, come confermato dal record di 5-10, eppure i motivi per sorridere non mancherebbero: dai 22 punti di un CJ McCollum top scorer di serata a un Hassan Whiteside da 14+14, arrivando all'esordio dell'eterno Carmelo Anthony, che bagna la sua prima stagionale timbrando 10 punti. Quello che mancano, però, sono i risultati.

MEMPHIS GRIZZLIES-GOLDEN STATE WARRIORS 95-114
Rialzano la testa anche i Warriors, ma la strada è ancora lunga. Golden State torna infatti a vincere e lo fa anche piuttosto autorevolmente al FedExForum di Memphis, ma la classifica continua a piangere dato che il terzo successo stagionale giunge dopo 7 ko di fila e 12 complessivi. I californiani sono però in serata e trovano la fuga giusta già nel secondo quarto, grazie a un parziale di 26-4 che poi si tradurrà nel 33-16 finale. Il migliore è Alec Burks, che chiude a quota 29 punti, ma anche Glenn Robinson (20 punti) e un Draymond Green tutto al servizio della squadra (8 punti, 10 rimbalzi e 11 assist) si rendono utili. Dolorosa invece la caduta dei Grizzlies, che in una sola notte si ritrovano dalle posizioni di rincorsa ai playoff ai bassifondi della Western Conference. Non basta infatti la solita prova di buon livello da parte di Ja Morant, che segna 20 punti ma con una cattiva percentuale di plus/minus, anche perché l'unico compagno a dargli una mano è il rookie partito dalla panchina Brandon Clarke (17 punti). E inevitabilmente ai ragazzi del Tennessee non basta.

SACRAMENTO KINGS-PHOENIX SUNS 120-116
I Kings si confermano squadra tra le più interessanti e lunatiche dell'intera lega, trovando il sesto successo stagionale (tutti nelle ultime otto partite) e facendo per la prima volta capolino a ridosso della zona playoff, ma battendo i Suns in un'altra partita pazza. Phoenix si ritrova infatti anche a -25 nel corso del terzo quarto, ma riesce poi a segnare qualcosa come 61 punti negli ultimi 18 minuti in cui Sacramento sembra come paralizzata dalla paura di vincere. Il tabellone finale premia invece i californiani, che si godono la crescita di Richaun Holmes (20 punti e 15 rimbalzi) ma anche le rinnovate doti di leader di un Bogdan Bogdanovic che parte dalla panchina e chiude a quota 31 punti. Il ko fa invece molto male a Phoenix (che trova 30 punti con Devin Booker, 20 con Kelly Oubre e Mikal Bridges), perché a Ovest i Suns sono ottavi e i Kings ormai noni. Con la franchigia dell'Arizona che sa di rischiare di aver dato ossigeno nella rincorsa alla post-season a una rivale che nel corso della stagione potrebbe rivelarsi una gatta durissima da pelare.

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