Nba: Milwaukee torna a vincere, a Portland non bastano i 51 punti di Lillard

I Bucks superano Indiana 117-98 dopo due sconfitte consecutive, i Trail Blazers alzano bandiera bianca con OKC dopo un overtime (129-121)

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È già finita la mini crisi dei Milwaukee Bucks, tornati a vincere dopo due sconfitte consecutive. La miglior squadra della Nba supera Indiana 117-98 grazie ai soliti sospetti: 29 punti (con 12 rimbalzi) per Antetokounmpo e 27 punti per Middleton. È servito un overtime a OKC per avere ragione dei Portland Trail Blazers e di un indiavolato Lillad (51 punti): 129-121 il punteggio finale. Decidono i 32 (con 14 rimbalzi) di George e i 37 di Westbrook.

MILWAUKEE BUCKS-INDIANA PACERS 117-98
Il peggio è alle spalle. Dopo due sconfitte consecutive, i Milwaukee Bucks tornano al successo e lo fanno con una grande prova di forza contro una delle migliori squadre della Eastern Conference. Al Fiserv Forum, gli uomini di coach Mike Budenholzer superano Indiana 117-98 grazie al contributo dei soliti sospetti: Giannis Antetokounmpo chiude con 29 punti, 12 rimbalzi e 5 assist, mentre Khris Middleton ne aggiunge 27 con un eccellente 4/7 dalla linea dei tre punti. Al termine di un primo tempo equilibrato, in cui Indiana riesce ad arginare lo strapotere tecnico e atletico dei padroni di casa, l'inerzia si sposta nella terza frazione. Dopo essersi preso uno sciocco fallo tecnico, il 'Greek Freak' riversa la propria frustrazione sul parquet, propiziando un parziale di 13-0, che spacca in due la partita. Nel quarto periodo, poi, Milwaukee piazza un altro 12-0, che manda definitivamente i titoli di coda sul match. A Indiana non bastano i 22 punti di Myles Turner, il miglior marcatore della squadra, che aggiunge anche 17 rimbalzi al proprio bottino, e i 17 di Bojan Bogdanovic. Da segnalare anche il primo punto con la maglia dei Bucks davanti ai propri tifosi di Paul Gasol, che resta sul parquet 11 minuti, catturando anche 5 rimbalzi. Grazie a questo successo, Milwaukee si conferma la miglior squadra di tutta la Nba, portando a 49 il numero di W in regular season. Indiana, invece, alle prese con le pesantissime assenze di Victor Oladipo d Domantas Sabonis, deve iniziare a guardarsi le spalle dalla risalita dei Philadelphia Sixers, che puntano con decisione al terzo posto nella Eastern Conference, distante ormai solo mezza partita.

PORTLAND TRAIL BLAZERS-OKLAHOMA CITY THUNDER 121-129 (OT)
Oklahoma City è la terza forza della Western Conference. Grazie al successo all'overtime per 129-121 contro Portland, OKC supera Houston di mezza partita e i Trail Blazers di una partita piena. Un match folle e caratterizzato da diversi episodi controversi, quello del Moda Center, deciso solo da un superlativo Russell Westbrook nell'extra time. Per la quarta volta in stagione (in altrettanti confronti), i Thunder escono vincenti dalla sfida con i rivali di Divison al termine di in una partita in pieno clima playoff, e l'incandescente finale di gara è lì a testimoniarlo. A farne le spese è Jusuf Nurkic, espulso per doppio fallo tecnico in seguito a un incontro un po' troppo ravvicinato con Paul George a pochi secondi dall'ultima sirena. Il bosniaco, che sarebbe dovuto andare in lunetta a tirare due pesantissimi tiri liberi, viene invece rimpiazzato da Skal Labissiere, furbescamente designato, come da regolamento, da coach Billy Donovan. L'haitiano, che non ha certo nella freddezza il proprio punto di forza, fa 0/2, ma nella lotta a rimbalzo viene fischiato un fallo di Morris ai danni di Al-Farouq Aminu. Il numero 8 non sbaglia e pareggia i conti a quota 113 a 4 secondi dalla fine. Sul possesso successivo, Westbrook perde ingenuamente il pallone, mentre l'ultima preghiera di Lillard da centrocampo non tocca nemmeno il ferro, costringendo così le due squadre al supplementare. Il numero 0 di OKC, però, trova il modo di farsi perdonare nell'overtime, realizzando 8 punti, che spengono le resistenze dei Trail Blazers, a cui non sono serviti nemmeno i 51 punti (massimo stagionale) di un indiavolato Damian Lillard. Per i Thunder, ci sono 37 punti per Russell Westbrook, a cui si aggiungono i 32 (con 14 rimbalzi di Paul George).

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