Nba: Gallinari stende i Knicks

Nona partita di fila oltre quota 20 punti per il 'Gallo', Aldridge ne mette 48 e costringe i Celtics al 4° ko consecutivo

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E con questa fanno 9. Continua il momento d'oro di Danilo Gallinari che, per la nona partita di fila, sale sopra quota 20 punti (26 nella notte) e aiuta i Clippers a superare New York 124-113. È crisi per i Celtics che, contro gli Spurs di Belinelli (5 punti), incassano il quarto ko consecutivo sotto i colpi di super Aldridge: 115-96 il punteggio. Tutto facile per Milwaukee, che piega Cleveland 127-105 e allunga in testa alla Eastern Conference.

NEW YORK KNICKS-LOS ANGELES CLIPPERS 113-124
Ritorno dal sapore dolce nella 'sua' New York per Danilo Gallinari che, con 26 punti, trascina i Los Angeles Clippers alla vittoria: 124-113 il punteggio finale. Il 'Gallo', per la nona partita consecutiva sopra quota 20 punti segnati, è l'anima di una squadra in forma e pronta per affrontare i playoff. Oltre all'azzurro, coach Doc Rivers può contare su quella che, a conti fatti, è la migliore panchina della Nba: Montrezl Harrell ne mette 24, mentre Lou Williams è ancora una volta il miglior realizzatore della squadra con 29 punti (15 dei quali nel solo quarto periodo). Davanti al proprio pubblico, ormai abituato a fragorose sconfitte, New York ha il merito di restare sempre in partita grazie ai 26 punti di Emmanuel Mudiay e alla doppia doppia da 20 punti e 14 rimbalzi dell'ex DeAndre Jordan, ma non basta. Grazie a questa vittoria (la decima nelle ultime 11 partite giocate), Los Angeles (44-30) sale addirittura al quinto posto nella Western Conference, mentre New York (14-60) resta la squadra con il peggior record di tutta la lega.

BOSTON CELTICS-SAN ANTONIO SPURS 96-115
Sorride anche Marco Belinelli che, con i suoi San Antonio Spurs, apre ufficialmente la crisi dei Boston Celtics. Gli uomini di coach Gregg Popovich espugnano il TD Garden vincendo 115-96 e costringono i biancoverdi alla quarta sconfitta consecutiva. Il protagonista indiscusso del match è LaMarcus Aldridge, che gioca una partita eccezionale, chiudendo con numeri da capogiro: 48 punti, 13 rimbalzi e 6 assist, con buone percentuali al tiro (20/31 dal campo). A questo, si aggiungono la doppia doppia di DeMar DeRozan (16 punti e 11 rimbalzi) e i 12 di Patty Mills. Sono 5, invece, i punti di Marco Belinelli, che incappa in una brutta serata al tiro (1/6 dalla lunga distanza). Oltre alla delusione per la quarta sconfitta in fila, a preoccupare coach Brad Stevens ci sono anche gli acciacchi di Jayson Tatum e Al Horford. Kyrie Irving non riesce a fornire il solito contributo, chiudendo con 11 punti e 12 assist, mentre il migliore è Marcus Smart, che si ferma a quota 14. San Antonio (43-31) resta l'ottava forza della Western Conference, mentre Boston è quinta a Est, ma sempre più lontana dagli Indiana Pacers (45-29).

MILWAUKEE BUCKS-CLEVELAND CAVALIERS 127-105
Spesso e volentieri le sfide di fine marzo contro avversi di caratura notevolmente inferiore possono nascondere numerose insidie. Non è così per i Milwaukee Bucks, che nella notte superano senza troppi patemi i Cleveland Cavaliers 127-105 e allungano in testa alla Eastern Conference sui Toronto Raptors. Troppa la differenza di valori in campo, con la squadra di coach Mike Budenholzer che non ha nemmeno bisogno del miglior Giannis Antetokounmpo. Per il 'Greek Freak' una normale giornata in ufficio: 26 punti, 10 rimbalzi e 11/16 al tiro. Tutto il quintetto di Milwaukee chiude in doppia cifra, con Khris Middleton che ne aggiunge 17 e Brook Lopez, che ne mette 14. Dall'altra parte, invece, ai Cavs non possono bastare la doppia doppia da 20 punti e 19 rimbalzi di Kevin Love e i 19 punti di Jordan Clarkson in uscita dalla panchina. Grazie a questa vittoria e al contestuale ko di Toronto contro Charlotte, i Bucks (55-19) portano a 4 partite il vantaggio sui canadesi, mentre Cleveland (19-55) incassa la sconfitta numero 55 di una stagione da dimenticare alla svelta.

TORONTO RAPTORS-CHARLOTTE HORNETS 114-115
Una magia di Jeremy Lamb tiene vivo il sogno playoff degli Charlotte Hornets. Un buzzerbeater folle, da centrocampo, dell'ex Uconn regala ai Calabroni il successo per 115-114 sul campo dei Toronto Raptors e permette alla squadra di coach Borrego di restare a due partite dall'ottavo posto a Est. Una partita da incorniciare per Charlotte, che ha la forza di resistere anche al tentativo di rimonta finale dei canadesi, la seconda miglior squadra della Eastern Conference. Il miglior marcatore tra le fila dei Calabroni è Dwayne Dotson, che chiude con 20 punti, ai quali si aggiunge la doppia doppia da 15 punti e 13 assist del solito Kemba Walker. Sono 13, invece, i punti di Lamb dalla panchina, che ha il merito di aver regalato la giocata (forse) più folle della stagione. A Toronto non basta la solita prova di Kawhi Leonard, che sfiora la doppia doppia, chiudendo con una prova da 28 punti e 9 rimbalzi. In totale sono sei gli uomini in doppia cifra per i Raptors, che alzano troppo presto il piede dall'acceleratore e si arrendono alla grande voglia di playoff degli Hornets.

INDIANA PACERS-DENVER NUGGETS 124-88
La più grande sorpresa della notte arriva da Indianapolis. Non tanto per la vittoria dei padroni di casa contro i Denver Nuggets, quanto piuttosto per il tenore del ko. Dopo quattro sconfitte in fila, infatti, i Pacers giocano (forse) la miglior partita della propria stagione, piegando la prima della classe a Ovest 124-88. Partita mai realmente in discussione, con i Nuggets che vengono travolti già dalla palla a due: all'intervallo lungo il vantaggio dei padroni di casa è di 16 punti, che aumenta in un secondo tempo in cui la squadra di coach Mike Malone non fa letteralmente mai canestro, tirando con un pessimo 35% di squadra. Il migliore tra le fila dei Pacers è, ancora una volta, un ispiratissimo Bojan Bogdanovic, ormai sempre più leader offensivo della squadra, che chiude con una prestazione da 35 punti, 6 rimbalzi e un ottimo 13/16 dal campo. Dall'altra parte, invece, è Nikola Jokic l'ultimo a mollare: 19 punti, 11 rimbalzi e 8 assist per il centro serbo. Grazie a questa vittoria, Indiana allunga nei confronti dei Boston Celtics, mentre i Nuggets devono lasciare la vetta della Western Conference ai Golden State Warriors.

GOLDEN STATE WARRIORS-DETROIT PISTONS 121-114
Vittoria e primato per i Golden State Warriors, che approfittano della sconfitta di Denver contro Indiana per tornare, da soli, al comando della Western Conference. Contro Detroit, una delle squadre più in forma della lega, arriva una vittoria convincente. Alla Oracle Arena finisce 121-114 per i padroni di casa, che si affidano agli Splash Brothers: Steph Curry, rientrato sul parquet dopo la 'serata libera' contro Dallas, ne mette 26, ai quali si aggiungono i 24 di Klay Thompson. Come se non bastasse, a questi si sommano anche la doppia doppia da 14 punti e 11 assist di Kevin Durant e la prova da 14 punti e 8 assist di Draymond Green. Dall'altra parte, invece, oltre alla solita doppia doppia da 12 punti e 11 rimbalzi di Andre Drummond, arrivano 24 punti da Blake Griffin e 20 da Luke Kennard, ma non basta. Grazie a questo successo, i campioni in carica (50-23) raggiungono quota 50 vittorie in stagione regolare per il sesto anno consecutivo. Detroit (37-36), invece, scivola al settimo posto a Est, con un margine di vantaggio rassicurante nei confronti di Miami, ottava.

NEW ORLEANS PELICANS-HOUSTON ROCKETS 90-113
James Harden non può sempre mettere 61 punti, ma anche quando il 'Barba' gioca una partita 'normale', Houston non ha alcun problema a portare a casa una vittoria. Contro New Orleans, i Razzi texani si impongono 113-90 e trovano l'ottavo successo nelle ultime 10 partite giocate. Per Harden una notte tranquilla, in cui chiude con 28 punti, 3 rimbalzi e 4 assist, senza bisogno di strafare. Sono sei gli uomini dell'attacco di coach Mike D'Antoni a toccare la doppia cifra, con Chris Paul che ne mette 10, conditi da 13 assist e ben 5 palle rubate. Eric Gordon ne aggiunge 18, mentre si ferma a quota 8 punti Clint Capela, che cattura però la bellezza di 17 rimbalzi. Dall'altra parte, New Orleans non entra mai in partita, finendo sotto di 14 punti già alla fine del primo quarto. Anthony Davis resta in campo 20 minuti, in cui segna 12 punti e prende 10 rimbalzi. Il miglior marcatore è Frank Jackson, che si ferma a quota 19, mentre sono 15 i punti di Julius Randle, che non riesce più a essere incisivo come nelle scorse settimane.

LOS ANGELES LAKERS-SACRAMENTO KINGS 111-106

LeBron James lo ha promesso ai tifosi: quest'anno non sono arrivati i playoff, ma il digiuno dei Lakers è destinato a finire molto presto. Per tenere fede al proprio voto, il 'Re' gioca una partita encomiabile, chiudendo in tripla doppia: 29 punti, 11 rimbalzi e 11 assist, che vale la vittoria nel derby californiano sui Sacramento Kings: 111-106 il punteggio finale. Rondo a parte, tutto il quintetto gialloviola tocca la doppia cifra. Alla prestazione monstre di James, si aggiungono i 29 punti di Kyle Kuzma, la doppia doppia di JaVale MaGee (17 punti e 14 rimbalzi) e i 16 di un ispirato Kentavious Caldwell-Pope. Sacramento, invece, insegue dall'inizio alla fine e subisce il break decisivo nella terza frazione di gioco. Il migliore tra le fila dei Kings è, ancora una volta, Marvin Bagley III, che ne mette 25 (con 11 rimbalzi) uscendo dalla panchina. Con questo ko, ammesso e non concessero che ci credessero ancora, i Kings (36-37) vedono allontanarsi in maniera pressoché definitiva il treno playoff, con i San Antonio Spurs che mantengono 6 partite e mezzo di vantaggio nei loro confronti.

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