Nba: Golden State travolge anche Indiana, si interrompe la striscia dei Clippers

I campioni in carica infilano l'undicesima vittoria consecutiva. LA si arrende agli Hawks

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Undici vittorie consecutive e nessuna voglia di fermarsi. I Golden State Warriors demoliscono 132-100 gli Indiana Pacers, trascinati dai 23 punti nel solo primo tempo di Curry. Brutta battuta d'arresto per i Los Angeles Clippers che, ancora privi di Gallinari, si arrendono 123-118 agli Atlanta Hawks. Nonostante l'assenza di Irving, Boston liquida Brooklyn 112-104, mentre Denver compie una rimonta da record per riuscire a superare Memphis (95-92).

INDIANA PACERS-GOLDEN STATE WARRIORS 100-132
Quando ti basta un tempo per piegare le resistenze di una delle migliori squadre della lega, vuol dire che stai giocando a un livello superiore. Un livello a cui solo i Golden State Warriors riescono a esprimersi. Contro Indiana, terza forza della Eastern Conference, arriva una vittoria schiacciante, mai in discussione, che mette in guardia tutte le avversarie: la corsa per il Larry O'Brien Trophy passa ancora, inevitabilmente, dalla Baia. Più che il 132-100 finale (peggior sconfitta stagionale per Indiana) impressionano le modalità con cui gli Warriors hanno portato a casa la W: nel primo tempo, infatti, è Curry a rubare la scena, realizzando 23 dei suoi 26 punti e tirando con un impressionante 9/10 dal campo. Nella ripresa, invece, Steph lascia la scena ai suoi compagni (e che compagni), che allargano la forbice del punteggio: sono 18 i punti di Kevin Durant e 16 quelli di Klay Thompson. A questi, si aggiungono anche i 22 di DeMarcus Cousins, al suo massimo stagionale dopo il rientro dall'infortunio. Per Indiana, alla seconda sconfitta consecutiva, non è bastato il video messaggio di Victor Oladipo, proiettato alla Bankers Life Fieldhouse, per caricare i suoi compagni. L'infortunio dell'ex Indiana Hoosiers rischia davvero di complicare la stagione dei Pacers che, fino a questo momento, erano stati semplicemente perfetti. Tra le fila di Indiana, il miglior realizzatore è Myles Turner, che chiude con 16 punti e 6 rimbalzi, mentre sono 15 quelli di Bogdan Bogdanovic.

MEMPHIS GRIZZLIES-DENVER NUGGETS 92-95

Dopo la vittoria contro gli Indiana Pacers, Memphis è andata davvero a un passo dal portarsi a casa un altro scalpo importante in poco più di 48 ore. Solo una rimonta da record dei Nuggets, infatti, permette a Denver di recuperare 25 lunghezze di svantaggio negli ultimi due quarti e di imporsi 95-92 al termine di una partita pazzesca. Il merito di questa impresa va al solito Nikola Jokic, che chiude con 24 punti, 5 rimbalzi, 3 assist e il canestro del definitivo sorpasso a 29 secondi dalla sirena finale. Parte subito fortissimo Memphis, che chiude un primo tempo dominato con 19 punti di vantaggio, approfittando delle difficoltà al tiro della squadra di coach Mike Malone. Il margine aumenta nel secondo tempo, con i padroni di casa che arrivano a toccare anche il +25, salvo poi sgretolarsi nell'ultimo quarto e incassare un parziale di 35-15 che li costringe alla sconfitta numero 31 in stagione regolare. Mai nella propria storia, invece, Denver aveva collezionato 34 vittorie a fronte di sole 15 sconfitte. Oltre ai 24 del già citato Jokic, per i Nuggets ne arrivano 20 da Will Burton e 18 da Malik Beasley in uscita dalla panchina. Ha ben poco da rimproverarsi, invece, Memphis, che lotta finché ha energie in corpo: è di 28 punti e nove rimbalzi il bottino di Marc Gasol, a cui si aggiungono i 23 punti con 11 rimbalzi di Mike Conley.

BOSTON CELTICS-BROOKLYN NETS 112-104

La dura lezione subita contro i Golden State Warriors è solo uno sbiadito ricordo per i Boston Celtics, che nella notte superano, con merito, una delle squadre più in forma della lega, Brooklyn, e proseguono nella propria risalita a Est. I Nets, reduci da sei vittorie consecutive, che ne hanno rilanciato le ambizioni anche in chiave playoff, si arrendono 104-112 al Barclays Center, non senza lottare. La vittoria di Boston, infatti, arriva solo nel quarto quarto, dopo che i padroni di casa erano riusciti a recuperare i 10 punti di svantaggio con cui le due squadre erano andate all'intervallo lungo. Nel finale, però, le numerose assenze dei Nets (non ultima quella di Spencer Dinwiddie) si fanno sentire e Brooklyn deve arrendersi sotto i colpi di Marcus Smart e Jaylen Brown, che ne mettono 21 a testa. Sono 16, invece, quelli di Aron Baynes, a cui si aggiungono i 14 di Terry Rozier, che ha il difficile compito di non far rimpiangere nientepopodimeno che Kyrie Irving. Dopo essere stato definito un 'peso' da un anonimo giocatore di Golden State, Gordon Hayward risponde con una prova da 2 punti che, forse, conferma in parte le illazioni del collega. Ai Nets, invece, non basta la prova del solito D'Angelo Russell, che ne mette 25, ai quali si aggiungono i 20 di Shabazz Napier in uscita dalla panchina. In doppia cifra anche Rondae Hollis-Jefferson, che si ferma a quota 14 punti con 9 rimbalzi.

LOS ANGELES CLIPPERS-ATLANTA HAWKS 118-123
Fino a questo momento, l'assenza di Danilo Gallinari non è stata così pesante per i Los Angeles Clippers che, senza il loro numero 8, sono riusciti a conquistare 3 vittorie consecutive, confermandosi all'ottavo posto della Western Conference. Contro gli Hawks, però, è arrivata una brutta sconfitta per 123-118, che rischia di complicare nuovamente il cammino dei Clips verso la post season. Allo Staples Center, sono gli ospiti ad avere in mano, fin dalla palla a due, il pallino del gioco, con Trae Young che semina il panico nella difesa poco attenta di coach Doc Rivers. Alla sirena sono 26 i punti per il giovane rookie, che aggiunge anche 4 rimbalzi e 8 assist al proprio bottino. Los Angeles prova a restare aggrappata al punteggio grazie ai canestri di Tobias Harris, ma la fisicità di John Collins sotto alle plance (22 punti e 6 rimbalzi per lui alla sirena finale) e le bombe da distanza siderale di Young la rispediscono sistematicamente indietro. Ai Clippers non bastano i 30 punti dell'ex Detroit Pistons e i 21 del solito Lou Williams, in uscita dalla panchina. In totale sono sette gli uomini in doppia cifra per coach Doc Rivers: 10 punti con 10 rimbalzi per Patrick Berverley e 18 punti con 4 rimbalzi per Montrezl Harrell, l'uomo chiamato a tamponare l'assenza del ‘Gallo'. Dall'altra parte, chiude in doppia doppia Dewyne Dedmon (13 punti e 10 rimbalzi), mentre sfiora solo l'impresa Alex Len, che ne mette 19 con 9 rimbalzi.

CHARLOTTE HORNETS-NEW YORK KNICKS 101-90
E con questa fanno 10, in fila! Continua il momento negativo dei New York Knicks, che incassano l'ennesimo ko dell'ennesima stagione da dimenticare. Questa volta, a fare festa sono gli Charlotte Hornets, che si impongono 101-92 davanti agli occhi divertiti di Michael Jordan, presente allo Spectrum Center. La partita corre lungo i binari dell'equilibrio fino alla fine del terzo periodo, con New York che riesce a tenere la testa avanti anche grazie ai canestri dalla lunga distanza di un ispiratissimo Kevin Knox. Nel finale, però, si accendono Jeremy Lamb e Kemba Walker, che si caricano il peso dell'attacco degli Hornets sulle spalle e piazzano il parziale di 30-21 che chiude i conti. Il miglior realizzatore tra le fila dei padroni di casa è proprio Lamb, che mette a referto una prova da 15 punti e 9 rimbalzi, ai quali si aggiungono anche i 15 di un Tony Parker decisivo in uscita dalla panchina. Per New York, invece, oltre ai 19 punti con 3 rimbalzi di Knox, davvero poco altro da sottolineare. Se non la doppia doppia di Tim Hardawy Jr., che chiude con 17 punti e 10 rimbalzi. Una vittoria chiave per la stagione di Charlotte, che blinda il proprio ottavo posto nella Eastern Conference. L'ennesima sconfitta (la numero 39 a fronte di 10 vittorie) per i Knicks, penultimi in classifica davanti solo ai Cleveland Cavaliers.

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