Nba: Belinelli trascina gli Spurs contro Phoenix, a Houston non basta James Harden

L'azzurro ne mette 17 nel successo per 126-124 di San Antonio sui Suns, il 'Barba' scrive 37 ma vince New Orleans 121-116

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James Harden continua nella sua folle corsa sopra quota 30, ma contro New Orleans nemmeno i 37 punti del 'Barba' regalano la vittoria a Houston: 121-116 il punteggio finale. Successo al fotofinish per San Antonio che, anche grazie ai 17 di Belinelli, piega Phoenix 126-124. Non c'è LeBron James e i Lakers vengono travolti 121-105 da Philadelphia, tutto facile per Milwaukee, che supera 115-105 Detroit e si conferma la miglior squadra della lega.

HOUSTON ROCKETS-NEW ORLEANS PELICANS 116-121 
James Harden allunga la propria striscia di partite consecutive sopra quota 30 punti ma, contro New Orleans, i 37 del 'Barba' non bastano: 121-116 il punteggio finale per i Pelicans. Nonostante l'assenza di Anthony Davis, che ha rotto gli indugi, annunciando di voler essere ceduto, New Orleans si ricompatta e fa vedere al proprio leader di poter giocare (e vincere) anche senza di lui. Per i ragazzi di coach Alvin Gentry arriva, infatti, la miglior prestazione stagionale, che consente di ottenere uno scalpo importante come quello di Houston. I padroni di casa accumulano un margine di 15 punti nel corso del primo tempo, ma poi cedono alla distanza, dilapidando il proprio vantaggio e subendo il sorpasso definitivo nel finale. Il merito va, senza dubbio, alla coppia Okafor-Holiday. Il primo chiude con una doppia doppia da 27 punti e 12 rimbalzi che non fa per nulla rimpiangere l'assenza dell'Unibrow, il secondo mette sul campo tutta la propria grinta, difendendo su James Harden come pochi altri giocatori della lega. Alla sirena finale, sono 19 i punti per lui, conditi da 6 rimbalzi, 8 assist ma, soprattutto, 6 stoppate (massimo in carriera). Ai Rockets, non basta l'ennesima prova da 37 punti di James Harden, che porta a 24 il numero di trentelli consecutivi. Il 'Barba', che aggiunge anche 11 rimbalzi e 6 assist, continua, però, a tirare con basse percentuali: 11/32 dal campo. Ancora poco incisivo Chris Paul, che deve superare la fase di rodaggio dopo il rientro dall'infortunio e chiude con appena 10 punti e 9 assist.

SAN ANTONIO SPURS-PHOENIX SUNS 126-124
Ci è voluto il buzzerbeater del sempreverde Rudy Gay per avere ragione degli indomiti Phoenix Suns. Terza vittoria consecutiva per i San Antonio Spurs che, non senza soffrire, piegano le resistenze della peggior squadra della Western Conference, imponendosi 126-124 al termine di una partita tiratissima. Senza DeMar DeRozan, assente per la terza gara consecutiva, tocca all'ex Memphis Grizzlies assumersi le responsabilità in attacco nel finale. Il numero 22 non tradisce, realizzando il canestro dalla media distanza che spegne i sogni di gloria dei giovani Suns. Per Phoenix, non bastano il massimo stagionale di Devin Booker, che ne mette 38 a referto, e i 22 punti uscendo dalla panchina del grande veterano, Jamal Crawford. Troppo pesante l'assenza sotto alle plance del giovane rookie DeAndre Ayton, tenuto ancora ai box a causa di qualche problema fisico. E così, LaMarcus Aldridge può fare la voce grossa nel pitturato, chiudendo con 29 punti e 14 rimbalzi. L'ex Portland Trail Blazers è il migliore tra le fila degli Spurs, che trovano il solito prezioso contributo dalla panchina: sono 18 i punti di Davis Bertans, a cui si aggiungono i 17 di Marco Belinelli (4/7 dall'arco e tripla numero 1.110 in carriera per l'azzurro). Un successo che consente alla squadra di coach Gregg Popovich di trovare la W numero 30 in stagione regolare, che mette un discreto margine di sicurezza nei confronti dei Los Angeles Lakers, noni.

LOS ANGELES LAKERS-PHILADELPHIA 76ERS 105-121
Sembrava potesse essere l'occasione giusta per tornare a riammirare sul parquet LeBron James e, invece, i Lakers devono ancora fare i conti con la pesantissima assenza del 'Re'. Assenza che rende molto più agevole il compito di Philadelphia: i Sixers si impongono 121-105 allo Staples Center e mettono nel mirino il terzo posto degli Indiana Pacers. La vittoria di Embiid e compagni non è mai in discussione: Philadelphia chiude il primo quarto con 19 punti di vantaggio, complici le 9 palle parse dei Lakers, mettendo in ghiaccio la W dopo appena 12 minuti di gioco. La reazione di LA arriva nel secondo periodo quando la schiacciata mostruosa di Brandon Ingram cu Corey Brewer riporta i gialloviola sotto in singola cifra di svantaggio. Si tratta, però, solo di un fuoco di paglia, perché Phila riprende a macinare gioco, guidata dalle letture di Ben Simmons (19 punti, 8 rimbalzi e 6 assist) ma, soprattutto, dalla fisicità di Joel Embiid, che domina sotto alle plance, chiudendo con una prova da 28 punti e 11 rimbalzi. Ai Lakers non basta la prestazione monstre di Brandon Ingram, che cerca di non far rimpiangere più di tanto l'assenza del 'Re', chiudendo con 36 punti, 5 rimbalzi e 5 assist. Troppo poco, però, il contributo del supporting cast: il migliore è JaVale McGee, autore di una doppia doppia da 17 punti e 14 rimbalzi. Sconfitta pesante per i Lakers, che restano al nono posto nella Western Conference, a due partite di ritardo dai cugini dei Clippers.

DETROIT PISTONS-MILWAUKEE BUCKS 105-115
I Golden State Warriors sono la squadra più in forma della lega con 11 vittorie consecutive, ma il miglior record di tutta la Nba appartiene ancora ai Milwaukee Bucks. Che lo rivendicano contro Detroit, piazzando la W numero 36 in stagione regolare: la truppa di coach Mike Budenholzer, si sbarazza dei Pistons 115-105. Un successo che arriva senza nemmeno il bisogno del miglior Giannis Antetokounmpo. Il greco chiude in doppia doppia con 21 punti e 11 rimbalzi, tirando con il 50% dal campo: solo lo stretto necessario per avere ragione della modesta Detroit, alla seconda sconfitta consecutiva, la sesta nelle ultime 10. I Bucks controllano dall'inizio alla fine, senza mai concedere ai Pistons la possibilità di provare a tornare in partita: anche Eric Bledsoe chiude con 20 punti, mentre sono 16 quelli messi a referto da Pat Connaughton in uscita dalla panchina. Detroit cerca di affidarsi ai chili e ai centimetri di Andre Drummond, che chiude con l'ennesima doppia doppia della propria stagione: 20 punti e 13 rimbalzi. Il miglior marcatore per i padroni di casa, però, è Reggie Jackson, che ne mette a referto 25. Contro l'unico giocatore in grado di contendere il premio di MVP a James Harden, fatica Blake Griffin, che chiude con 18 punti, 7 rimbalzi e 9 assist. Detroit resta così al nono posto nella Eastern Conference, ma sono tre le gare di ritardo dagli Charlotte Hornets, che occupano l'ultimo posto utile per la post season.

ORLANDO MAGIC-OKLAHOMA CITY THUNDER 117-126
Sesta vittoria consecutiva per gli Oklahoma City Thunder, che superano 126-117 gli Orlando Magic. I protagonisti del successo per OKC sono Paul George, che chiude con 37 punti, Russell Westbrook, autore della sua quarta tripla doppia consecutiva (23 punti, 14 rimbalzi e 14 assist) e Dennis Schroder, che realizza 18 dei suoi 21 punti finali negli ultimi 5 minuti della partita. Il tedesco, da solo, fa meglio di tutta Orlando (18-8), regalando, di fatto, il successo ai suoi Thunder. Dall'altra parte, tutto il quintetto dei Magic chiude in doppia cifra alla voce punti segnati: il migliore è ancora una volta Nikola Vucevic, che realizza una doppia doppia da 27 punti e 11 rimbalzi. A questi, si aggiungono i 17 di Evan Fournier e i 32 della coppia Gordon-Ross, che ne mettono 16 a testa. Prosegue, dunque, la risalita di OKC che, dopo la crisi di inizio anno, sta macinando vittorie su vittorie, puntando con decisione al secondo posto in classifica alle spalle degli Warriors. Il merito di questa ritrovata giovinezza è da attribuirsi senza dubbio allo straordinario momento di forma di Paul George, stabilmente sopra quota 30 punti di media nelle ultime partite. Per Orlando, invece, si tratta della sconfitta numero 31 in stagione regolare, che relega i Magic all'undicesima posizione nella Eastern Conference, a 5 partite di ritardo dall'ottavo posto di Charlotte.

CLEVELAND CAVALIERS-WASHINGTON WIZARDS 116-113
Cleveland non è più la peggior squadra della Nba. Grazie al successo contro Washingotn, l'undicesimo in stagione regolare, infatti, i Cavs scavalcano New York a Est, relegando i Knicks all'ultimo posto in classifica. Eppure, anche questa volta, I Cavs ce l'hanno messa tutta per complicarsi la vita. Dopo aver chiuso il primo tempo con 6 punti di vantaggio, Cleveland piazza un break taglia gambe, che consente a Clarckson e compagni, di toccare anche il +24 con la tripla di Della Vedova a inizio quarto periodo. Improvvisamente, però, si spegne la luce per i Cavs, che cedono di schianto, soprattutto in difesa, consentendo agli Wizards di riportarsi sul -3 con i canestri di Bradley Beal e l'energia di McRae, Payton II e Porte Jr. dalla panchina. Nel finale, però, decisiva la giocata di Cedi Osman, che strappa il pallone del possibile overtime dalle mani di Tory Brown, regalando la terza vittoria nelle ultime 21 partite giocate a Cleveland. Il miglior marcatore per i padroni di casa è Jordan Clarckson, che chiude con 28 punti uscendo dalla panchina, ai quali si aggiungono i 26 di Osman (che raccoglie anche 5 rimbalzi e 7 assist). Dall'altra parte, il top scorer è Bradley Beal, che mette a referto 31 punti. Una sconfitta pesantissima per Washington, che resta a 3.5 partite di distanza dall'ottavo posto occupato da Charlotte.

BROOKLYN NETS-CHICAGO BULLS 122-117
Dopo la sconfitta subita a Boston, i Brooklyn Nets tornano al successo nel back-to-back contro i Chicago Bulls: 122-117 il punteggio finale. Il protagonista assoluto della sfida ì D'Angelo Russell, che chiude con 30 punti, a cui aggiunge anche 7 rimbalzi. La partita corre lungo i binari dell'equilibrio fino alla fine: Chicago prova a prendere le distanze nel primo tempo con i 17 di LaVine, ma Brooklyn resta aggrappata ai Tori, con le triple del numero 0 bianconero. Nella ripresa, sono i padroni di casa a prendere il comando delle operazioni: Shabazz Napier ne mette 24 uscendo dalla panchina, compreso il layup che scrive la parola fine. Oltre ai 30 del già citato Russell e ai 24 di Napier, per Brooklyn arrivano 17 punti dall'ottimo Joe Harris, autore della tripla che affossa le speranze di Chicago nell'ultimo minuto, e 18 per Rondae Hollis-Jefferson, che si conferma in un buon periodo di forma. A Chicago, che incassa la sconfitta numero 40 in stagione regolare, non bastano i 26 punti di LaVine, ai quali si aggiunge la doppia doppia da 18 punti e 19 rimbalzi di Lauri Markkanen. Prezioso anche il contributo di Jabari Parker, che ne scrive 22 uscendo dalla panchina. Vittoria numero 20 nelle ultime 26 partite per i Nets, che blindano, forse in maniere definitiva, il proprio sesto posto nella Eastern Conference. Restano sul fondo della graduatoria, invece, i Bulls, incappati nella quarta sconfitta consecutiva, la nona nelle ultime 10 partite giocate.

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