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Basket, Serie A: Bologna continua a vincere, Venezia cade nel derby

Quinto successo in campionato per la Virtus: Varese piegata 87-80. I campioni d'Italia vengono sconfitti 90-79 a Treviso

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Spettacolo al PalaDozza in apertura del quinto turno della Serie A di basket: la Virtus Bologna batte 87-80 la Openjobmetis Varese e prosegue il cammino immacolato tra campionato ed Eurocup. Nonostante un Josh Mayo da 27 punti, Varese deve piegarsi a un ultimo quarto da 30 punti da parte di Bologna. Nelle altre partite, una brutta Venezia cade nel derby contro Treviso (90-79) e conferma l'avvio balbettante di stagione. Trieste batte Brescia 76-74.

La Virtus per nutrire un sogno, Varese per fermare la striscia di sette vittorie consecutive degli emiliani. Al PalaDozza c'è grande entusiasmo ad accogliere la squadra di Sasha Djordjevic, in testa a punteggio pieno in Serie A. La Openjobmetis, che ha riposato nell'ultimo turno, parte però meglio e sfodera un Josh Mayo strepitoso dall'arco: tre le bombe vincenti del numero 14 degli ospiti, che chiudono avanti il primo quarto (21-22) grazie a un'altra tripla, segnata stavolta da Ingus Makovics. La Virtus nei primi dieci minuti tira meglio degli ospiti ma crea con difficoltà i presupposti del canestro. La musica non cambia nel secondo quarto, solo che Varese sporca le percentuali di tiro e realizza solo altri 12 punti prima dell'intervallo lungo, così le V nere possono andare al riposo sul +6 (40-34) sigillato da una tripla di Giampaolo Ricci. Nella ripresa i padroni di casa tentano un ulteriore allungo, andando a +10 sempre con Ricci, ma Varese, nonostante le grandi giocate di Teodosic e Markovic, recupera punto dopo punto: un gioco da quattro di Nicola Natali riporta la squadra di Caja a -4, mentre Mayo (27 a fine serata) è incontenibile e con sette punti consecutivi riporta Varese avanti, prima che Markovic trovi i liberi del 57-55 con cui le squadre affrontano l'ultimo quarto. Ed è qui che la Segafredo scava il solco: Ricci realizza due triple e viene imitato da Weems, Markovic schiaccia e il PalaDozza esplode (70-63). La guerra dall'arco prosegue e Varese mostra di avere le armi per combattere alla pari, con Jakovics e Vene. La Openjobmetis arriva fino al -2 (78-76), poi si scatenano Vince Hunter e Milos Teodosic (19 punti, il migliore dei suoi), che realizza la tripla della tranquillità a 16" dal termine.

DÈ LONGHI TREVISO-UMANA REYER VENEZIA 90-79
Prosegue l'inizio di stagione a dir poco balbettante dei campioni d'Italia, che perdono la terza partita nelle prime cinque in Serie A, stavolta nel derby contro Treviso. Dopo un primo tempo non spettacolare e sicuramente equilibrato, terminato sul 35-35, la Dè Longhi mette il turbo aprendo la ripresa con un parziale di 12-0 che risulta decisivo nell'economia del punteggio. Tutto il quintetto titolare dei trevigiani va in doppia cifra: 23 punti Nikolic, 18 Cooke, 15 Logan, 14 Fotu e 11 Parks. Venezia, invece, tira con il 37.7% e si ferma ai 23 punti di Austin Daye. Non possono bastare i 10 punti portati a casa da Watt, Chappell e Filloy. Venezia riesce a portarsi sul -3 con le triple di Denicolao, Bramos e Daye, Treviso risponde con un controparziale decisivo di 11-3.


PALLACANESTRO TRIESTE-GERMANI BASKET BRESCIA 76-74
Nell'altra partita di giornata, Trieste batte Brescia 76-74 e trova la seconda vittoria in campionato. Partono meglio i giuliani, avanti 18-6 grazie a Juan Fernandez, autore di 15 punti. La Germani risponde soprattutto con Awudu Abass e ricuce fino al 26-20 nel corso del primo quarto, gap poi aumentato fino al +7 dell'intervallo lungo (46-39). Nei successivi dieci minuti torna sotto Brescia, che si porta sul 64-61, trascinata da una tripla di Ken Horton e soprattutto dai punti di Abass, Luca Vitali (12) e DeAndre Lansdowne (16). Combattuto, ma con medie realizzative basse, l'ultimo quarto: Trieste va di nuovo sul +7 con un alley-oop di Dequan Jones, Brescia reagisce e va a -2 con una tripla in sospensione di Lansdowne. I padroni di casa allungano ancora, poi un'altra bomba, stavolta di David Moss, dà il -3 alla Germani, ma è troppo tardi.

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