NBA

Basket, Nba: i Lakers ingranano la sesta, i Thunder volano con Paul  

Los Angeles travolge 117-87 New York, ma si ferma Davis dopo un colpo alla schiena. Gallinari ai box nel 111-103 di Oklahoma su Brooklyn

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I Los Angeles Lakers travolgono 117-87 New York con 31 punti di Lebron James e ottengono la sesta vittoria di fila in Nba. Paura per Davis, uscito dal campo dopo un brutto atterraggio di schiena sul parquet: per l'ex New Orleans sembra comunque nulla di grave. Vince Oklahoma senza Gallinari (dolore al polpaccio): 28 punti di Paul nel 111-103 all'overtime contro Brooklyn. Blitz di Portland a Toronto, decide Anthony nel finale. Ok anche Detroit, Memphis e Sacramento.

LOS ANGELES LAKERS-NEW YORK KNICKS 117-87
Prevedibile il successo dei Lakers (30-7) su New York in quello che è quasi un testacoda tra le forze della Nba. Un 117-87 senza storia, incanalato dal 62-45 del primo tempo e sigillato da un ultimo parziale concluso sul 32-17. LeBron James mattatore di serata con 31 punti in altrettanti minuti e sei triple su 12 tentativi. Solido il contributo di Kyle Kuzma (16 con 6/11 dal campo), notevole la prestazione di Kentavious Caldwell-Pope, autore di 15 punti in 18 minuti, con 5/7 al tiro e 3/4 da tre. Ma è tutta la squadra a girare, lo confermano i 27 assist complessivi (contro i 15 dei Knicks) e le percentuali realizzative (50% dal campo, 47% da tre). L'unico neo della serata è l'infortunio di Anthony Davis, caduto male sulla schiena dopo aver tentato di fermare sotto canestro Julius Randle. The Brow esce dal campo molto dolorante ma sulle proprie gambe: non dovrebbe essere niente di grave, sembra però scontato il riposo nell'immediato. I Knicks (10-27) non danno mai l'impressione di essere in partita: il migliore è RJ Barrett (19 punti), seguito da Randle con 15.

TORONTO RAPTORS-PORTLAND TRAIL BLAZERS 99-101
Dopo essere stata davanti per tutto il match, con un gap anche di +14, Toronto viene beffata nel finale da un tiro di Carmelo Anthony a quattro secondi dalla fine. In carriera è il suo 17esimo canestro decisivo negli ultimi cinque secondi, quattro in più di ogni altro giocatore dal 2003. Sangue freddo e mano calda che danno 28 punti a Portland (16-22) e un successo di prestigio sul campo dei campioni in carica. Damian Lillard ne aggiunge 20, Hassan Whiteside si ferma a 14 ma si conferma una sentenza nel pitturato, con 16 rimbalzi e sette stoppate. Portland capitalizza un 12/19 di squadra dal campo nell'ultimo quarto, mentre Toronto si inceppa (21 punti). I Raptors (24-13), ridotti all'osso dagli infortuni, hanno in Kyle Lowry il miglior realizzatore con 24 punti e dieci assist.

BROOKLYN NETS-OKLAHOMA CITY THUNDER 103-111 OT
Non c'è Danilo Gallinari, tenuto a riposo per un piccolo dolore al polpaccio, ma Oklahoma (21-16) raggiunge al supplementare la sesta vittoria nelle ultime sette partite. È Chris Paul a rompere l'equilibrio in una partita tiratissima con i suoi 20 punti negli ultimi 17 minuti. Paul, che in totale ne realizza 28, avvia con due jumpers il parziale di 8-0 che spezza la parità a 103 e mette la pietra tombale sull'overtime. Brooklyn, infatti, non segna più, e Shai Gilgeous-Alexander fissa il +8 finale dalla lunetta. Il canadese è il secondo miglior realizzatore di serata con 22 punti, precedendo Taurean Prince e Caris LeVert, i migliori di Brooklyn (21 e 20, rispettivamente). Spencer Dinwiddie si ferma a 14 e i Nets (16-20) collezionano la settima sconfitta consecutiva.

MEMPHIS GRIZZLIES-MINNESOTA TIMBERWOLVES 119-112
Sono ancora i giovani a trascinare i Grizzlies (16-22) addirittura a ridosso della zona playoff a Ovest: Dillon Brooks e Ja Morant combinano 53 punti in due (28 e 25), e l'ottavo posto occupato da San Antonio è distante solo mezza gara. La decima vittoria in 16 partite arriva in rimonta: Memphis infatti deve recuperare da un -8 negli ultimi sette minuti, e lo fa con 11 punti di Jaren Jackson Jr. e dieci a testa di Morant e Brooks. Normale che i padroni di casa capovolgano il match con un 38-27 di parziale. A guidare lo score di Minnesota (14-22) è il rookie Jarrett Culver: 24 i punti della sesta scelta nell'ultimo draft, con un ottimo 8/11 dal campo e un 3/5 da tre.

CLEVELAND CAVALIERS-DETROIT PISTONS 113-115
Un tiro di Derrick Rose a 26.1 secondi dalla fine regala la vittoria a Detroit (14-24). Il più giovane Mvp della storia realizza 24 punti e trascina i Pistons alla rimonta dal 100-91 in apertura di ultimo quarto. Da rilevare anche il contributo del solito Andre Drummond, autore di 23 punti e di 20 rimbalzi, per chiudere una striscia di sei trasferte consecutive. Sekou Doumbouya, il più giovane eleggibile nell'ultimo draft, aggiunge 15 punti con un ottimo 6/9 al tiro: una buona notizia per coach Casey, dopo l'ufficialità dell'intervento al ginocchio per Blake Griffin. In casa Cleveland (10-27) l'ultimo ad arrendersi è sempre Kevin Love, che pareggia il suo massimo in carriera (30 punti): i Cavaliers restano penultimi a Est, davanti solo ad Atlanta.

PHOENIX SUNS-SACRAMENTO KINGS 103-114
Sembrava finita per Sacramento, sotto di 21 (83-62) nel terzo quarto, e invece la squadra di Luke Walton centra la seconda vittoria consecutiva, la terza nelle ultime quattro. Dewayne Dedmon e Trevor Ariza, entrambi in uscita dalla panchina, sono i protagonisti del parziale di 30-8 che ribalta Phoenix in appena otto minuti a cavallo degli ultimi due parziali. Il migliore dei Kings (15-23) a livello realizzativo è De'Aaron Fox, con 27 punti, mentre Nemanja Bjelica ne aggiunge 19, seguito da Buddy Hield (16). I Suns si aggrappano al solito Devin Booker, autore di 34 punti: è la sua settima gara consecutiva con almeno un “trentello”, il guaio è che Phoenix (14-23) in questa striscia ne ha vinte solo tre.

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