Nba, Gallinari show con Indiana

Senza LeBron, i gialloviola si arrendono 115-101 a Milwaukee, incredibile rimonta di Brooklyn contro Sacramento grazie ai 44 di Russell

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Continua il momento magico di Gallinari in Nba. Contro Indiana, il 'Gallo' mette 24 punti che permettono ai Clippers di imporsi 115-109 e di trovare l'ottava vittoria nelle ultime 10 partite. Se la passano decisamente peggio i cugini dei Lakers, sconfitti 115-101 da Milwaukee in una sfida in cui mancavano sia James sia Antetokounmpo. Incredibile rimonta di Brooklyn contro Sacramento: da -25 al 123-121 finale nel segno di un Russell da 44 punti.

LOS ANGELES CLIPPERS-INDIANA PACERS 115-109
Continua il momento magico dei Los Angeles Clippers e di Danilo Gallinari. Contro Indiana, una delle squadre di vertice della Eastern Conference, LA trova l'ottava vittoria nelle ultime 10 partite giocate: 115-109 il punteggio finale. Ancora una volta, come sempre più spesso sta accadendo nelle ultime settimane, il trascinatore è il 'Gallo', che gioca una partita da vero leader, chiudendo con 24 punti e un eccellente 8/17 al tiro in soli 31 minuti di utilizzo sul parquet. Alla super prestazione dell'azzurro si aggiunge il prezioso contributo della panchina: Montrezl Harrell ne mette 20, mentre Lou Williams, più silente rispetto al solito, realizza la giocata decisiva nel finale, respingendo il tentativo di rimonta di Indiana, tornata sul -3 a 40 secondi dalla sirena. Ai Pacers, che mandano sei uomini in doppia cifra, non bastano i 19 a testa di Bogdanovic ed Evans. Le uniche note positive arrivano da due giocatori che potranno essere decisivi nei playoff: Domantas Sabonis chiude con una doppia doppia da 13 punti e 16 rimbalzi, mentre Doug McDermott ne aggiunge 17 dalla panchina. Grazie a questa vittoria, i Clippers (42-30) blindano l'ottavo posto a Ovest, mentre Indiana (44-28) perde terreno rispetto ai lanciatissimi Sixers.

MILWAUKEE BUCKS-LOS ANGELES LAKERS 115-101
Doveva essere la riedizione dell'ultimo All-Star Game, con Team LeBron e Team Giannis a sfidarsi sul parquet, ma né la stella dei Los Angeles Lakers, né quella dei Milwaukee Bucks sono scese in campo. Il 'Re' resta ai box, mente il 'Greek Freak' deve smaltire i postumi dei problemi alla caviglia accusati nella partita contro Philadelphia (in cui ha messo 52 punti, record in carriera). Se le speranze di riuscire a piegare la prima squadra della Nba sembravano vane anche con il 'Chosen One' in campo, senza LeBron non può che arrivare la nona sconfitta nelle ultime 10 partite per i gialloviola, sempre più relegati nelle posizioni di rincalzo della classifica. Il migliore tra le fila dei padroni di casa è Khris Middleton, che cerca di non far rimpiangere l'assenza di Antetokounmpo, chiudendo con 30 punti. A questi, si aggiungono anche i 29 di Brook Lopez e i 23 di Nikola Mirotic. Per LA, invece, il migliore in campo è uno scatenato Kentavious Caldwell-Pope in uscita dalla panchina, che ci crede fino alla fine e chiude con 35 punti. Da rivedere tutti gli altri: Rondo ne mette 13 con 10 assist, mentre sono 17 i punti di Kye Kuzma, che non riesce a fare le veci di LeBron. Milwaukee si conferma così la miglior squadra di tutta la Nba, mentre i Lakers restano all'undicesimo posto a Ovest, a 11 partite e mezzo di ritardo dai cugini dei Clippers.

SACRAMENTO KINGS-BROOKLYN NETS 121-123
La partita della notte è sicuramente quella che va in scena al Golden 1 Center di Sacramento dove i Nets sono protagonisti di una incredibile rimonta: sotto di 25 punti all'inizio dell'ultimo periodo, si impongono 123-121 nel segno di un super D'Angelo Russell. Il canestro decisivo, a 8 decimi di secondo dalla sirena finale, porta la firma di Rondae Hollis-Jefferson, ma l'eroe indiscusso è proprio l'ex Los Angeles Lakers, che realizza 23 dei suoi 44 punti nell'ultima e decisiva frazione, chiusa sul punteggio di 45-18 per i newyorkesi. Come se non bastasse, D'Angelo aggiunge anche 12 assist, 4 rimbalzi e 4 recuperi, diventando il secondo giocatore dai tempi di Stephon Marbury a toccare queste cifre in maglia Nets. La notte da sogno del numero uno bianconero, rovina la festa di Sacramento, che ha bisogno di vincere per continuare a sperare in un posto nei prossimi playoff, che appare ormai come un traguardo irraggiungibile. Ai Kings, semplicemente perfetti per tre quarti di gioco, non bastano i 28 punti di Marvin Bagley III e i 27 (con 9 assist) di De'Aaron Fox. Per Sacramento (34-36) si tratta della quarta sconfitta nelle ultime cinque partite, mentre Brooklyn (37-36) allunga su Miami in classifica e mette il sesto posto di Detroit nel mirino.

MINNESOTA TIMBERWOLVES-GOLDEN STATE WARRIORS 107-117
Se i Golden State Warriors faticano tra le mura amiche della Oracle Arena, dove sono arrivate due brutte sconfitte contro Boston e Phoenix, decisamente meglio va in trasferta. Contro Minnesota, infatti, arriva il terzo successo nelle ultime quattro gare, che permette ai campioni Nba di riprendersi, in solitaria, il primo posto nella Western Conference. Al Target Center finisce 117-107 per i Guerrieri della Baia, che si affidano al solito Steph Curry. Il numero 30 chiude con 36 punti e un eccellente 8/14 dall'arco, che gli permette di superare quota 300 triple in stagione e di avvicinarsi alle 316 di James Harden. La stella degli Warriors si scatena nel terzo quarto, in cui mette 22 punti, che servono per riportare a contatto i suoi, dopo che Minnesota aveva tentato la fuga nel primo tempo. Oltre al solito Curry, Steve Kerr può fare affidamento sull'altro Splash Brother, Klay Thompson, che ne mette 28 e sulla serata da incorniciare di Jonas Jerebko, che chiude a quota 18. I Padroni di casa, invece, trovano la solita super prestazione di Karl-Anthony Towns, che chiude con 26 punti e 21 rimbalzi, ma non basta. I 20 punti di Andrew Wiggins e i 19 di Josh Okogie, infatti, non sono sufficienti per spodestare i campioni in carica.

ATLANTA HAWKS-HOUSTON ROCKETS 105-121
Dopo aver un po' tirato il fiato a causa di uno stiramento ai muscoli del collo che ne ha rallentato l'andamento, James Harden torna a scaldare i motori in vista dei prossimi playoff. il 'Barba' sale nuovamente sopra quota 30 punti, fermando il tassametro a 31, a cui aggiunge anche 8 rimbalzi e 10 assist. Una prestazione maiuscola, che consente ai Razzi texani di trovare la dodicesima vittoria nelle ultime 13 partite giocate, nonché la decima nelle ultime 13 trasferte. Un ruolino di marcia di tutto rispetto, che accredita i Rockets come una delle franchigie favorite per la vittoria finale. Oltre che sul solito Harden, coach Mike D'Antoni può fare affidamento anche sui chili e sui centimetri di Clint Capela, che chiude con una doppia doppia da 26 punti e 11 rimbalzi (con un quasi perfetto 11/13 al tiro), e sul solito Chris Paul, anche lui in doppia doppia (13 punti e 11 assist). Ad Atlanta, giunta al terzo ko consecutivo, non bastano le prove dei suoi giocatori più rappresentativi: Trae Young chiude con 21 punti e 12 assist, mentre John Collins ne mette 20, conditi da 10 rimbalzi. Grazie a questa vittoria, Houston (45-26) si conferma la terza forza della Western Conference, alle spalle di Warriors e Nuggets, mentre Atlanta (24-48) resta nei bassifondi della classifica a Est.

CHARLOTTE HORNETS-PHILADELPHIA 76ERS 114-118
Quarta sconfitta nelle ultime cinque partite giocate per gli Charlotte Hornets, che rischiano davvero di dover dire addio al sogno playoff. Contro Philadelphia, infatti, finisce 118-114 allo Spectrum Center nonostante l'assenza di Joel Embiid, tenuto precauzionalmente a riposo dallo staff medico di Phila. I Sixers, però, non hanno bisogno dei chili e dei centimetri del camerunense, vista l'enorme qualità del quintetto a disposizione di coach Brett Brown: sono 22 i punti di Tobias Harris, a cui si aggiungono i 28 di Ben Simmons (miglior marcatore della squadra) e i 23 di Jimmy Butler. Da sottolineare, però, la partita di uno scatenato JJ Redick, che sfiora la tripla doppia chiudendo con un ricco bottino di 27 punti, 10 rimbalzi e 8 assist. Dall'altra parte, gli Hornets si affidano ai canestri delle proprie guardie: Kemba Walker ne mette 21 (seppur con un rivedibile 8/18 al tiro), mentre sono 26 (con 11 rimbalzi) quelli di Jeremy Lamb, in uscita dalla panchina. Una sconfitta che rischia di costare davvero cara a Charlotte (31-39), che perde altro terreno dagli Heat e dai Magic in vista del rush finale per l'ottavo posto a Est. Philadelphia (46-25), invece, consolida il proprio terzo posto, allungando sugli Indiana Pacers, sconfitti dai Los Angeles Clippers di Danilo Gallinari.

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