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Nba, i Lakers affondano sempre più

Il "Re" realizza 29 punti, ma Los Angeles si arrende a Toronto, tutto facile per Boston, che supera Sacramento

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In Nba è già finito l'entusiasmo in casa Lakers, crollati nuovamente contro Toronto. Nonostante i 29 punti di LeBron, i gialloviola si arrendono 111-98 ai Raptors e sprofondano sempre più nella Western Conference. Tutto facile per Boston, che supera Sacramento 126-120 grazie alla tripla doppia di Irving (31 punti, 10 rimbalzi e 12 assist). Jokic, sulla sirena, regala il successo a Denver contro Dallas (99-100), cadono i Thunder contro i Pacers (106-108).

TORONTO RAPTORS-LOS ANGELES LAKERS 111-98
È già finito l'entusiasmo in casa Los Angeles Lakers. Se l'ultima vittoria contro i Chicago Bulls aveva riacceso i sogni e le ambizioni playoff di LeBron James, a ricacciare indietro i gialloviola ci ha pensato la brutta sconfitta di Toronto: 111-98 il punteggio finale. L'ennesima partita mai giocata dai Lakers, che scendono sul parquet con un atteggiamento indolente e che chiudono sotto all'intervallo lungo con 11 lunghezze di ritardo. I Raptors sono una delle corazzate di questa lega e non fanno sconti a nessuno: nell'ultimo periodo, con i gialloviola in rimonta, i canadesi serrano le maglie della propria difesa, concedendo solo 14 punti all'attacco di coach Luke Walton, spegnendo sul nascere ogni velleità di riaprire i giochi. Ai Lakers non basta l'ennesima prova super del 'Re': 29 punti, 4 rimbalzi e 6 assist. Davvero troppo scarso il contributo del supporting cast, con i soli Alex Caruso e Rajon Rondo a raggiungere la doppia cifra: il primo ne mette 16 con 5 rimbalzi e 5 assist, mentre il secondo ne aggiunge 13. Per i Raptors, il miglior realizzatore è, come al solito, Kawhi Leonard, che chiude con una prova da 25 punti e 8 rimbalzi. A questi si aggiungono i 20 di Norman Powell e i 16 di Pascal Siakam. Da sottolineare anche il prezioso contributo di Marc Gasol, alla sua miglior partita da quando si è trasferito in Canada: 15 punti e 7 rimbalzi. Con questa vittoria, Toronto (49-20) accorcia le distanze dai Bucks al primo posto nella Eastern Conference, mentre i Lakers (31-37) restano all'undicesimo posto a Ovest, a sette partite e mezzo di ritardo dai cugini dei Clippers.

BOSTON CELTICS-SACRAMENTO KINGS 126-120
I Boston Celtics tornano a vincere dopo la brutta sconfitta con i Los Angeles Clippers e lo fanno nel segno di un super Kyrie Irving. La tripla doppia dell'ex compagno di merende di LeBron James a Cleveland (31 punti, 10 rimbalzi e 12 assist) è decisiva per il successo dei biancoverdi, che si impongono 126-120 sui Sacramento Kings. Al TD Garden, sono gli ospiti a partire meglio, volando presto in doppia cifra di vantaggio grazie ai canestri di Buddy Hield e Harrison Barnes. Il primo ne mette 34 con 7 assist alla sirena finale, a cui si aggiungono i 20 dell'ex Golden State Warriors. A tenere in carreggiata i Celtics ci pensano le penetrazioni del numero 11 e la fisicità sotto a canestro di Marcus Morris, autore di una prova da 21 punti e 13 rimbalzi. Decisiva, però, l'energia di Jaylen Brown dalla panchina, che realizza il canestro del sorpasso sul finire del terzo periodo, spianando la strada a Boston negli ultimi 12 minuti. A scrivere la parola fine sul match è il jumper di Jayson Tatum, al rientro dopo l'infortunio, che regala un vantaggio in doppia cifra a poco più di un minuto dalla sirena finale. Una vittoria che permette a Boston (42-27) di accorciare in classifica nei confronti di Philadelphia e che, di fatto, rischia invece di compromettere il cammino di Sacramento verso i playoff. I Kings (33-34), rimasti gli unici a poter insidiare l'ottavo posto dei Clippers, scivolano infatti a 5 partite di ritardo da LA, con un record tornato sotto al 50% di vittorie.

DENVER NUGGETS-DALLAS MAVERICKS 100-99
Un finale al cardiopalma. I Denver Nuggets superano i Dallas Mavericks 100-99 al termine di un match deciso solo negli ultimi 6 secondi, certamente non adatti ai deboli di cuore. Con il punteggio in equilibrio, ci pensa Luka Doncic a rompere l'impasse: il rookie sloveno approfitta di un'errata rotazione difensiva della squadra di coach Mike Malone per penetrare verso il canestro e inchiodare la schiacciata (con fallo) del +1 a sei secondi dalla sirena. L'ex Real Madrid, però, sbaglia il tiro libero supplementare, regalando, di fatto, un ultimo possesso ai padroni di casa. Che si affidano alle sapienti mani di Nikola Jokic: il serbo riceve lontano da canestro, compie un paio di finte sul proprio piede perno e poi, completamente fuori equilibrio, lascia partire un tiro che termina la propria parabola nel canestro dei Mavs a fil di sirena. Un buzzerbeater che scrive la parola fine sul match e che suona come una beffa per un attonito Doncic. A Dallas, giunta alla settima sconfitta consecutiva (la dodicesima nelle ultime 13 partite giocate), non bastano i 24 punti del classe 1999, a cui manca un solo assist per raggiungere la tripla doppia. Il migliore tra le fila dei Nuggets, invece, è Paul Millsap, che gioca una partita da incorniciare: 33 punti e 8 rimbalzi. L'eroe, però, resta il centrone serbo, che mette a referto 11 punti, con 14 rimbalzi e 8 assist. Grazie a questa vittoria, Denver (44-22) avvicina il primo posto della Western Conference, portandosi a una sola partita e mezzo di ritardo dai Golden State Warriors.

INDIANA PACERS-OKLAHOMA CITY THUNDER 108-106
Ritorno amaro a Indianapolis per Paul George, uscito sconfitto dal parquet del Bankers Life Fieldhouse con i suoi Oklahoma City Thunder: 108-106 in favore dei Pacers. Una partita dai due volti quella di OKC che, prima scappa via, arrivando a toccare anche il +19 con i canestri di PG13 e Russell Westbrook, salvo poi cedere di schianto e farsi beffare negli ultimi due secondi dal game-winner di Wesley Matthews, bravissimo a raccogliere per primo il rimbalzo dopo l'errore di Bogdanovic. George gioca comunque una partita maiuscola davanti ai suoi ex tifosi, fermando il proprio tassametro a quota 36 punti, conditi da 6 rimbalzi e 5 assist. A questi, si aggiunge anche l'ennesima tripla doppia di Russell Westbrook, che ai 19 punti addiziona anche 14 rimbalzi e 11 assist. L'anima della rimonta di Indiana, invece, è il centro lituano Domantas Sabonis, autore di 26 punti uscendo dalla panchina. 23, invece, quelli di Bojan Bogdanovic, ormai sempre più leader dell'attacco di coach Nate McMillan dopo l'infortunio di Victor Oladipo. Grazie a questa vittoria, i Pacers (44-25) tornano al terzo posto nella Eastern Conference con mezza partita di vantaggio nei confronti di Philadelphia, mentre Oklahoma City (42-27) è addirittura quinta a Ovest, alle spalle di Rockets e Blazers.

UTAH JAZZ-MINNESOTA TIMBERWOLVES 120-100
Seconda vittoria consecutiva per gli Utah Jazz, che schiantano i Minnesota Timberwolves 120-100 e si riprendono il sesto posto nella Western Conference, superando i San Antonio Spurs di Marco Belinelli. Partita mai in discussione quella della EnergySolutions Arena, con i padroni di casa che si costruiscono un vantaggio in doppia cifra già dopo i primi 12 minuti di gioco, senza più voltarsi indietro. Tirano malissimo i T'Wolves, che non fanno mai canestro da 3 punti: 5/24 per un pessimo 19% scarso. I Jazz, invece, regalano la solita, ottima prestazione di squadra, mandando sei uomini in doppia cifra e dominando a rimbalzo (39-48). Il migliore tra le fila di Utah è Donovan Mitchell, che chiude con 24 punti, 3 rimbalzi e 6 assist. A questi, si aggiungono le doppie doppie di Rudy Gobert (10+13 rimbalzi) e di Derrick Favors (17+11 rimbalzi). A Minnesota, invece, non basta l'ottima prova di Karl-Atnhony Towns, che ai 26 punti aggiunge anche 12 rimbalzi e 4 assist. Una sconfitta che, ammesso che ci fossero ancora dubbi, taglia definitivamente fuori anche i T'Wolves (32-37) dalla corsa playoff: sono 7, infatti, le partite di ritardo dai Los Angeles Clippers, ottavi a Ovest.

ORLANDO MAGIC-CLEVELAND CAVALIERS 120-91
Niente da fare per i Cleveland Cavaliers, che cavalcavano il miglior momento della propria tribolata stagione. Contro Orlando arriva una sonora sconfitta, che spegne un po' di entusiasmo e ridimensiona ulteriormente i vicecampioni Nba. Tutto facile per i Magic, che chiudono i conti su 120-91 e restano così in corsa per l'ottavo posto a Est. Partita mai in discussione per gli uomini di coach Steve Clifford che, all'Amway Center, chiudono i conti già dopo i primi 12 minuti di gioco, toccando il comodo +16. Come sempre, da celebrare la prestazione di Nikola Vucevic, che gioca una partita accorta e chiude con 19 punti e 11 rimbalzi, senza strafare. Il miglior realizzatore per i padroni di casa è Aaron Gordon, che si ferma a quota 21, a cui si aggiungono i 20 di D.J. Augustin uscendo dalla panchina. L'unico a crederci fino alla fine per i Cavs è il rookie Collin Sexton, che mette altri 24 punti, e avanza la propria candidatura a miglior rookie del mese di marzo. A nulla è servito il rientro di Kevin Love, fermatosi a 10 punti e 8 rimbalzi. Orlando (32-38) torna in nona posizione in classifica a una partita e mezzo di ritardo da Miami, mentre Cleveland raccoglie la sconfitta numero 52 di una stagione da incubo.

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