Sci nautico per disabili, Mondiali 2017: leggenda Cassioli, cinque medaglie d'oro per la terza volta consecutiva

L'atleta italiano, cieco dalla nascita, realizza il grande slam in Australia e si conferma il più grande: "La passione davanti alle difficoltà, è un'emozione indescrivibile"

di CESARE ZANOTTO

L'ha fatto ancora, l'ha fatto da fenomeno, l'ha fatto andando oltre gli interminabili ostacoli trovati di fronte a sé negli ultimi 13 mesi. A Myuna Bay (Australia), Daniele Cassioli conquista cinque medaglie d'oro ai Mondiali di sci nautico per disabili: campione nello slalom, nel salto, nelle figure, nella combinata per non vedenti e nella combinata assoluta. Eccolo qua il grande slam. Un'altra volta, la terza consecutiva dopo i Mondiali 2013 all'Idroscalo di Milano e i Mondiali 2015 di Elk Grove, in California (Stati Uniti). Mai nessuno come lui. Un palmarès, quello del super campione azzurro cieco dalla nascita, che è sempre più impressionante, straripante, stupefacente: 22 ori mondiali, 20 ori europei, 27 ori ai campionati italiani. Numeri che sono storia, mito, leggenda.

Un trionfo nato il 26 marzo 2016 all'ospedale di Ciriè (Torino), quando una spalla distrutta nel corso di un allenamento sulla neve metteva a serio rischio una carriera che, invece, un anno dopo tocca il suo apice con questi cinque ori guadagnati con grinta, fatica, tenacia, coraggio, testa e tantissimo cuore. "E' un'emozione indescrivibile - racconta Cassioli a Sportmediaset.it -. Tredici mesi fa ero in un letto d'ospedale, rischiavo di dover fare anche un secondo intervento dopo il primo d'urgenza. Invece ho ripreso alla grande e ho sconfitto la paura nel salto, che è una disciplina traumatica. Ho ritrovato questa fiducia, questa voglia animata dalla mia passione. Ho cercato di non farmi condizionare da quello che era successo. Ho messo il cuore oltre l'ostacolo e la passione davanti alle difficoltà, perché ce ne sono state molte".

L'impresa più grande, a proposito di difficoltà, è l'oro conquistato nello slalom dopo tre settimane d'inferno e una finale-thrilling: "Una settimana prima di venire in Australia si è rotto il riferimento sonoro che permette a chi non vede di fare slalom e quindi abbiamo dovuto sospendere gli allenamenti - spiega Cassioli -. Poi, una volta arrivato in Australia, non trovavo il feeling con la barca perché era vecchia, non mi dava le risposte che speravo. Oltretutto l'acqua era salata e il piano d'acqua molto basso, poco profondo. Tutto questo ha reso un po' più complesso l'avvicinamento alla gara e ha scatenato in me delle insicurezze che prima non avevo. Poi, due giorni prima della gara, hanno cambiato barca e sono riuscito a trovare feeling, ma chiaramente non c'era tempo per allenarsi". Poco importa, però, perché poi i fuoriclasse emergono sempre al momento decisivo: "Oggi ho sfoderato la miglior prestazione da quando sono qua in Australia. Sono felicissimo, la sciata più importante l'ho tirata fuori quando serviva". Ovvero in una finale nella quale è successo di tutto: "Noi, come detto, abbiamo un segnale sonoro che dà indicazioni allo sciatore e indica ai giudici se stai completando correttamente il passaggio oppure no. Dopo di me ha sciato l'americano, Mike Royal, che ha fatto un risultato peggiore del mio come indicato chiaramente dal segnale sonoro, ma incredibilmente il giudice di barca - nonostante fosse a 20 cm dalla sirena - non ha segnalato l'errore e dunque avevo virtualmente e ingiustamente perso. Abbiamo fatto ricorso e dopo un conciliabolo fuori luogo, perché era già chiaro, mi hanno assegnato la medaglia d'oro".

Sabato, con 2140 punti, era arrivato il primo titolo nelle figure, letteralmente dominate sin dalle eliminatorie: "Ho fatto due sciate di altissimo livello e, anche se non mi hanno convalidato il record del mondo per alcuni dettagli tecnici, sono felicissimo perché questo testimonia il fatto che sono sempre più ad alto livello e continuo a migliorarmi. Pensare che da piccolo, visto che non vedo, nemmeno me le facevano fare...".

Il suo Mondiale da favola si chiude con l'oro nel salto (un balzo di 17 metri), che garantisce all'atleta di Gallarate anche il successo nella combinata per non vedenti e nella combinata assoluta. Un pokerissimo che gli regala vibrazioni uniche: "Lo dedico alla mia famiglia, ai miei genitori che sono venuti fino in Australia per vedermi; lo dedico al mio amico e accompagnatore Giuseppe Caino e a tutte le persone che non hanno mai smesso di starmi vicino e di farmi stare bene anche nei momenti più complessi. Poi ringrazio il nostro coach Daniele D'Alberto e più in generale la Federazione, che ci permette di avere condizioni ottime per allenarci e sciare. Siamo un paese all'avanguardia per quanto riguarda il movimento dello sci nautico paralimpico, che sebbene non è tanto conosciuto, è accessibile a tutti. Qualsiasi tipo di disabilità può approcciarsi senza problemi a questo sport, siamo fortunati".

Sono soprattutto due le leve che accendono Daniele: "Con gli sci ai piedi mi sento molto più a mio agio di quando cammino per la strada, dove trovo ostacoli di varia natura. Con gli sci sono libero. E poi l'emozione più grande, per me, è far toccare ai bimbi queste medaglie fresche". Cassioli è infatti impegnato in prima linea per aiutare e supportare i bambini non vedenti: "Una vittoria, se non è condivisa, non è un vero successo. E quindi voglio sfruttare la visibilità di una vittoria non solo per lanciare un messaggio. Io voglio prendere per mano queste persone e far passare di mano in mano questo messaggio. Non basta parlare, bisogna dedicare a loro del tempo. Dedicare a loro quel cuore e quell'amore che spesso si rischia di perdere in situazioni di difficoltà".

ITALIA: ALTRE 5 MEDAGLIE DA DE MARIA, BASSI, RIVA E LANTHALER

Oltre ai cinque ori di Cassioli, l'Italia in questi Mondiali australiani festeggia anche le medaglie di Piero De Maria (argento nello slalom, categoria seated), Sabrina Bassi (argento nello slalom, categoria seated), Christian Lanthaler (argento in salto e argento nello slalom, categoria standing) e Uber Riva (bronzo in figure, categoria vision impaired). La nazionale azzurra ha chiuso terza nella classifica a squadre, alle spalle di Australia e Stati Uniti.

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