Zanardi, attesi in migliaia per funerali. Don Marco: "Lui patrimonio per tutti"

03 Mag 2026 - 15:34

A Padova è una domenica di lavoro per il Gabinetto del sindaco e la Prefettura che stanno lavorando per predisporre un piano di gestione dell'arrivo di migliaia di persone dentro e fuori la Basilica di Santa Giustina. La grande chiesa che si affaccia come la vicina Basilica di Sant'Antonio da Padova sulla piazza più grande d'Europa ha già visto celebrare, negli scorsi anni, i funerali di Giulia Cecchettin e quello di Stato per i carabinieri vittime della strage di Castel d'Azzano. In quelle occasioni fu predisposto un maxischermo, non escluso anche per dopodomani prevedendo la presenza di molte persone, da cittadini comunue a star dello sport e della tivù. Annunciata, infatti, da ambienti vicini alla famiglia la presenza di Fabio Fazio e Gianni Morandi, oltre a Bebe Vio, come Zanardi oro alle Paralimpiadi. Il funerale sara' officiato da don Marco Pozza con quale Alex ebbe un rapporto di amicizia mai sopito. "Mi ha colpito che mi abbia cercato la moglie ieri mattina e mi ha chiesto se potevo celebrare questo funerale - spiega il sacerdote all'ANSA -; è il suggello di un'amicizia che in questi anni, nel rispetto da tutte le altre parti, è cresciuta. Mi è toccato il privilegio di recapitare una lettera e un rosario alla mamma di Alex da parte di Papa Francesco. Ricordo che l'ultima volta che ci siamo salutati è stato poco prima dei lockdown sui colli Euganei vicino a Vò. Nessuno di noi due poteva immaginare che fosse l'ultimo saluto". Assieme al celebrante ci sarà sull'altare Padre Federico Lauretta, parroco della basilica benedettina.
I familiari hanno scelto per Alex una cassa di legno chiaro che lascerà, alle 10:30, la residenza sanitaria assistita Opera Immacolata Concezione dove Zanardi ha vissuto gli ultimi anni protetto dal massimo rispetto della privacy, gelosamente custodita dalla moglie Daniela. "Cercherò di raccontare la peculiarità di una storia, che certamente ha travalicato quelli che sono i confini di una famiglia, di uno Stato, - continua don Marco - una storia che è diventata patrimonio mondiale dell'umanità e che ad un certo punto è diventato un simbolo. Anche stamattina in carcere, dove sono cappellano, abbiamo ricordato ed abbiamo pregato per Alex. Per me significa celebrare il funerale anche di un amico che a me, umanamente, ha lasciato tantissimo". "E quindi - aggiunge - spero, con le mie parole quelle della liturgia, di poter far uscire dalla chiesa le persone con la consapevolezza di chi fosse Alex. Non vedo in lui l'eroe tragico di Giobbe, vedo la furbizia evangelica che viene elogiata da Cristo, perché di Alex- confida - mi piaceva che ogni volta che lui incontrava una difficoltà sapeva trovare una crepa, una fessura, come se fosse la curva in cui infilarsi per un sorpasso e metterci dentro un briciolo di speranza. Se fosse Giobbe vorrebbe dire che lui si è lamentato, faceva la vittima di quello che gli è capitato e invece io l'ho sempre ammirato e amato perché non ha mai cercato la compassione della gente, ma sempre ha cercato di trasformare in bene il male che gli è capitato". Massimo, come di consueto, il riserbo nella casa di via De Gasperi a Noventa Padovana, località dove nessuno ha più visto Zanardi negli ultimi sei anni. Qualche curioso si aggira nella via cercando di scorgere qualche movimento nella villetta dalle imposte chiuse dove la moglie Daniela assieme al figlio Niccolò vivono in privata intimità il lutto familiare. A Noventa Padovana fino a martedì le bandiere del municipio saranno a mezz'asta in segno di lutto.