Dodici mesi per ritrovarsi quasi al punto di partenza. Non c'è pace per Jack Draper. Presente nel main draw di Washington grazie a una wild card, l'ex n.4 del mondo è stato costretto all'ennesimo forfait per via di un riacutizzarsi di un infortunio al braccio sinistro che dalla fine dello scorso US Open continua ormai a tormentarlo. Il ranking lo vede oggi sceso al n.147 e nell'ultimo anno le partite da lui giocate sono state appena quattordici (9-5). Poche, pochissime e inversamente proporzionali a un talento che seppur a giri ridotti era riuscito a fargli cogliere una semifinale a Eastbourne e un quarto di finale a Indian Wells, torneo dove si era imposto nel 2025. "Negli ultimi mesi ho vissuto solo problemi e contrattempi - ha scritto il britannico sui suoi profili social - Continua a sperare di poter fare importanti passi avanti e trovare il modo di progredire. Accettare questa condizione e aver pazienza con il percorso intrapreso è la mia sfida più grande, ma so di essere ormai vicino al punto in cui voglio tornare. Sono fortunato ad avere intorno a me persone meravigliose in grado di guidarmi attraverso questa tempesta. Continuiamo a perseverare". Chiuso anzitempo il suo 2025 a New York, Draper era riapparso fugacemente in avvio di 2026 in Coppa Davis e a Dubai e dopo l'exploit californiano era nuovamente incappato in una battuta d'arresto che l'aveva costretto a rinunciare allo swing sulla terra battuta. Il dispiacere fu solo in parte lenito dall'attesa di rivederlo, alimentata per di più dall'ingaggio di sir Andy Murray, scelto come coach nella marcia verso Wimbledon, Slam a cui dovette ancora una volta rinunciare a poche ore dal via per l'ennesimo riacutizzarsi di un dolore che a Eastbourne sembrava definitivamente lasciatosi alle spalle. E così, ora che anche Washington è andata ad aggiungersi alla liste di occasioni mancate, a Draper non restano che i due Masters1000 agostani di Montreal e Cincinnati, eventi a cui però per ragioni di ranking non potrà ambire se non da alternates, o in virtù di un ranking protetto o passando dalle forche delle qualificazioni. La sua presenza nella entry list del Challenger di Browunsburg - collocato tra la seconda settimana del torneo canadese e la prima di quello in Ohio - lascerebbe intuire una diversa programmazione, più leggera, in vista dell'ultimo Slam della stagione ma visti i recenti e reiterati stop più che dai risultati è la continuità quel che più ora serve al talentuoso britannico. Dimostratosi in passato tra i pochi a poter infastidire il duo Sinner e Alacaraz e oggi costretto a inseguire in primis quella che è stata e si spera possa ancora essere la miglior versione di sé stesso.