Spagna pigliatutto. Era dal 2021 che la nazionale roja non conquistava entrambi i titoli della FIP World Cup, il Mondiale di padel appena terminato al Khalifa International Tennis and Squash Complex di Doha, in Qatar. Le ragazze non avevano mai deluso, mentre gli uomini di Juanjo Gutierrez si erano arresi per due edizioni consecutive agli eterni rivali dell'Argentina, ma sono tornati a prendersi il successo quest'anno, pur senza Ale Galan, uno dei due migliori giocatori del paese. Proprio l'assenza del madrileno ha aperto un posto fra i titolari al giovane Aimar Goni, al debutto assoluto in nazionale: una convocazione che aveva sollevato qualche perplessità, puntualmente sparite quando insieme a Juan Lebron il talento classe 2005 di Pamplona ha firmato il primo punto della finale, vincendo per 5-7 7-5 6-2 una gran battaglia contro Martin Di Nenno e Leandro Augsburger, arrivati a condurre per 7-5 4-2 prima di subire la rimonta rivale, con Augsburger (decisivo nell'oro del 2024) in difficoltà e Goni protagonista. È stata la vittoria chiave per decidere la finale, visto che i due punti successivi hanno seguito alla lettera i pronostici: Agustin Tapia e Federico Chingotto si sono rivelati troppo forti per Paquito Navarro e Jon Sanz, chiudendo 6-1 6-2 in meno di un'ora e portando la finale sull'1-1, ma nel duello decisivo Arturo Coello e Coki Nieto non hanno dato scampo a Tino Libaak e Gonza Alfonso, imponendosi con un facile 6-3 6-2 e riportando il titolo mondiale maschile in Spagna. "A essere sincero - ha detto Coello - non ero del tutto convinto della decisione di giocare il terzo incontro. Ma il capitano Juanjo Gutierrez ha voluto portarla avanti ed è stata la scelta perfetta. Il merito è tutto suo: ha visto qualcosa che noi non avevamo visto". "In certe situazioni - ha spiegato invece il capitano - bisogna avere il coraggio di prendere determinate decisioni. Il livello dei giocatori è talmente alto che le mosse e le contromosse di chi sceglie gli accoppiamenti possono davvero fare la differenza. Volevo Arturo nell'ultimo match, sicuro che il suo killer instinct potesse fare la differenza. Siamo stati fortunati: tutto quello che avevamo immaginato si è verificato. E ora siamo qui, con la Coppa del Mondo in mano".