Djokovic mette a tacere i critici: battuto Sinner, la rivincita di Nole parte da quelle parole "irrispettose"
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Novak Djokovic non dimentica e, soprattutto, non smette di stupire proprio quando i pronostici sembrano remargli contro. La vittoria ottenuta oggi contro Jannik Sinner agli Australian Open ha il sapore dolcissimo della rivincita, non tanto verso l'azzurro, quanto verso chi lo aveva già declassato troppo in fretta a semplice "inseguitore" dei nuovi fenomeni del tennis mondiale.
Tornano prepotentemente alla mente le sue parole piccate rilasciate dopo la sfida con Musetti, quando Nole aveva bollato come irrispettosa l'idea di dover dare la caccia ad Alcaraz e Sinner, ricordando a tutti, con una punta di nervosismo, i suoi 24 Slam e quindici anni di dominio assoluto. "Io inseguo Jannik e Carlos? In che senso? Sono sempre quello che inseguo? Ho vinto 24 Slam, ogni tanto vale la pena ricordarlo" aveva detto.
Quell'orgoglio ferito si è trasformato oggi in energia pura sul cemento di Melbourne, dove il serbo ha dimostrato con i fatti di non aver ancora alcuna intenzione di abdicare, ribaltando i favori della vigilia e confermando che, nonostante l'avanzare dell'età, il trono può restare ancora roba sua.