Basket, Messina a New York: "Il progetto Nba Europe una grande opportunità"

11 Mar 2026 - 14:22

"Il progetto Nba Europe sarebbe una grande opportunità per ripulire l'ecosistema in Europa. I giocatori giocano troppe partite, ed e' importante creare l'abilita' di avere un successo finanziario. C'e' una conversazione tra Eurolega ed Nba per capire se si puo' arrivare ad un accordo tra le due organizzazioni, che probabilmente sarebbe nel migliore interesse dell'ecosistema del basket in Europa. Spero si trovi un percorso comune". L'allenatore di basket Ettore Messina e' a New York come ospite speciale per un evento Ibbl (Italian Brands Basketball League), e nel corso di una conversazione al Consolato Generale d'Italia, parla di cio' che accomuna pallacanestro e business, della sua carriera e del progetto dell'Nba in Europa, appunto. "L'Nba parla con un gruppo di team, Olimpia Milano ne fa parte. Ci sono sette o otto squadre europee, e altre da creare 'artificialmente' in città come Roma, Manchester, Parigi. Stanno lavorando molto duramente", spiega.

Riguardo al suo addio alla guida tecnica dell'Olimpia, l'anno scorso, dice di aver "capito che non potevo piu' fare quel lavoro, anche se mi piaceva il mio team e mi piacevano i miei giocatori. Avevamo gia' preparato un piano di successione con il mio primo vice assistente per l'anno successivo e abbiamo deciso di farlo subito". Introdotto dal Console Generale a New York Giuseppe Pastorelli, Messina traccia un parallelo tra il ruolo di allenatore e quello degli imprenditori e afferma che quando si pensa a un manager ci sono tre tipologie di persone: "quelle che hanno tutti gli elementi in mano, ma non funzionano, quelle che consumano tutti gli asset a loro disposizione, e infine chi mentre cerca i risultati sviluppa gli asset, e quando se ne va, il team continua a vincere perchè ne ha creati di nuovi. Ho sempre pensato che fosse una responsabilità per me non solo fare il meglio per il mio club in quel momento, ma creare un futuro".

Messina, uno degli allenatori di basket più titolati tra gli europei, ricorda anche i suoi anni negli Usa, prima con i Los Angeles Lakers e poi con i San Antonio Spurs. Dei primi spiega che chi lo ha aiutato di più è stato Kobe Bryant: "lui ha vissuto in Italia ed era un grande fan del basket europeo, mi ha aiutato a essere accettato". Mentre con gli Spurs, dove ha passato 5 anni come vice allenatore di Gregg Popovich, rivela un episodio nell'estate 2014 quando hanno iniziato gli allenamenti: "Mi aspettavo che lui parlasse dell'eccellenza, invece ha detto che quando arrivi in campo, prima crei un contatto fisico con i giocatori, gli stringi la mano, una pacca sulla spalla, poi inizi una conversazione ma non parlando di basket, e solo dopo parti ad allenarli".