Dal dentista di Capo Verde al pastore dell'Iran: le storie dei portieri sconosciuti diventati star al Mondiale
Vozinha ha conquistato cuori e followers grazie alle parate contro la Spagna, la vita da film (letteralmente) di Beiranvand, il record per Curacao di Room e non solo...
di Paolo BorellaSu tutti, Messi, Mbappé, Haaland e Yamal. In attesa di CR7, le stelle più attese non stanno deludendo al Mondiale. Ma oltre agli attaccanti che si prendono le copertine, splende anche la luce di diversi portieri rimasti nell'oscurità dell'anonimato fino a qualche settimana fa. Il format a 48 squadre, scrutinato nel dettaglio e criticato da tanti, ha avuto però il merito di portare all'attenzione del grande pubblico storie di giocatori mai sentiti prima o quasi.
Tra chi difende i pali delle "piccole", ce n'è per tutti i gusti: dentisti, pastori, ex giocatori di softball, riserve che non hanno praticamente mai visto il campo in stagione nel loro club. Qualcuno ha guadagnato milioni di followers, altri sperano di strappare contratti inattesi per allungare la carriera, tutti sanno che difficilmente avranno una vetrina come questa.
© sportmediaset
Vozinha, il dentista di Capo Verde già nella storia
L'intreccio con i Mondiali si nascondeva nel nome per Vozinha, soprannome di Josimar Dias, portiere 40enne di Capo Verde. Il padre gli diede quel nome in onore di Josimar Pereira, terzino del Brasile protagonista nell'edizione 1986. Anche se la prima idea era quella di chiamarlo Jorge Valdano per l'attaccante dell'Argentina, ma l'ufficiale di stato dell'anagrafe respinse la richiesta perché il nome non poteva essere straniero. Meglio, dato che Vozinha, nomignolo che deriva dai pianti a casa della "nonnina" dopo che i bulli al parco si facevano gioco di lui, ha fatto il portiere.
O meglio, si è fatto strada a fatica iniziando la carriera da professionista a 25 anni in Angola e nel mentre aveva acquisito l'abilitazione come dentista. Ha fermato la favorita Spagna all'esordio a suon di parate, ha guadagnato 10 milioni di followers su Instagram in poche ore, ma al momento è ancora svincolato dopo l'esperienza in Serie B portoghese al Chaves. La sua storia, con tanto di arrivo della mamma per la seconda gara dopo che le era stato inizialmente negato il visto, ha emozionato tutti i tifosi, allo stadio e davanti alla tv. Chance per un nuovo contratto a buoni livelli?
Room, recordman per Curacao e il precedente con Messi
Qualche anno in meno, "appena" 37, per Eloy Room, il guardiano della porta di Curacao. Dopo i 7 gol presi dalla Germania, pronto riscatto contro l'Ecuador, con porta inviolata nello 0-0 finale con tanto di record Mondiale di 15 parate in una partita da 90'. "Dovrebbero farmi una statua a Curacao...", le parole a fine gara di Room, nato in Olanda e che ha scelto Curacao grazie alle origini paterne e alla chiamata dell'allora ct Patrick Kluivert.
Cresciuto nel Vitesse e passato anche dal Psv, oggi gioca nel Miami Fc, l'altra squadra della città rispetto ai campioni dell'Inter Miami di Messi. Quando i due si affrontarono in nazionale nel 2023, 7-0 con tripletta di Leo, l'argentino gli regalò la maglietta: "È stata una partita molto difficile. Ho subito tanti gol, ma ho anche parato diversi tiri a Messi. Quegli highlights mi serviranno per Youtube", aveva scherzato il portiere, pronto a giocarsi addirittura il sogno passaggio del turno contro la Costa d'Avorio.
© X
Beinranvand, il pastore iraniano che ha fermato CR7 e Lukaku
Quando Alireza Beiranvand si presenta ai Mondiali, non è mai per fare la comparsa. Il portiere dell'Iran, 34 anni, nel 2018 parò un rigore a Cristiano Ronaldo, mentre pochi giorni fa ha chiuso lo specchio agli infiniti tiri del Belgio con i vari Lukaku, De Bruyne e De Cuyper. E pensare che lui era destinato a fare il pastore: da bambino, il padre gli tagliava guanti e divise per costringerlo a concentrarsi sul lavoro. Alireza si allenava lanciando le pietre, scappò da casa e fece di tutto per mantenersi: panettiere, sarto e soprattutto lavavetri delle auto in un autolavaggio, dove si "specializzò" nei Suv a causa dell'altezza (1.98 m) e incrociò la leggenda del calcio locale, Ali Daei.
Troppo timido per parlargli, prese allora la strada più lunga: per settimane dormì fuori da alcuni centri sportivi di Teheran per invitare i club a dargli una possibilità con un provino. Missione compiuta e il resto è praticamente storia: dal Naft Teheran al Persepolis, con piccola parentesi all'Anversa e poi ritorno in patria al Tractor. Un percorso da cinema, tanto che gli fu dedicato il film "Beyro" nel 2022. L'eroe nazionale iraniano è entrato anche nel Guinness dei Primati: suo il lancio più lungo con le mani in una partita di calcio con la distanza di 61,26 m.
Beach, altro che 3° portiere: dal softball al debutto da applausi con l'Australia
Patrick Beach era arrivato al Mondiale come possibile terzo portiere, invece si è preso i pali dell'Australia. Superato a sorpresa il veterano Mathew Ryan del Levante (104 gare in nazionale) e con pieno merito, considerato l'esordio con 2-0 alla Turchia e una serie di parate non banali. Nella sconfitta 2-0 contro gli Usa non è riuscito a fare la differenza nello stesso modo, ci riproverà col Paraguay.
Intanto il 23enne del Melbourne City si gode settimane impensabili per chi come lui ha alternato fino a 15 anni calcio e softball, risultando anche una discreta promessa. Solo nell'ultima stagione è esploso davvero come portiere: ha vinto il campionato australiano, guadagnandosi l'esordio in nazionale a novembre e adesso i Mondiali da protagonista. Futuro in Europa?
Il reparto unico della Scozia: 3 riserve da 7 presenze in stagione e un 43enne (Gordon)
Non è da tutti presentarsi al Mondiale con tre portieri che sono riserve nei rispettivi club e puntare con fiducia al passaggio del turno. È il caso della Scozia, che non ha nemmeno un portiere titolare: né il proprio numero uno Angus Gunn, schierato contro Haiti e Marocco, né le alternative Liam Kelly o Craig Gordon.
In tre, hanno raccolto appena 7 presenze complessive nel 2025/26: Gunn col Nottingham Forest ha giocato solo 45' in Premier contro il Crystal Palace, Kelly è stato il portiere di coppa per 3 gare per i Rangers, il 43enne Gordon, giocatore più vecchio convocato al Mondiale 2026, in campo per appena 3 partite con gli Hearts. Basterà lo spirito scozzese per superare il turno per la prima volta nella storia della loro nazionale?