Infantino, non è la prima battuta contro l'Italia: il precedente del 2019 e il "caso" Qatar

12 Giu 2026 - 16:15
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Quella della serata inaugurale dei Mondiali 2026 non era la prima battuta di Gianni Infantino sull'Italia. Il presidente della Fifa aveva già punzecchiato gli azzurri gli azzurri nel 2019, poco più di un anno dopo la prima delle tre mancate qualificazioni alla massima competizione globale. 

In una conferenza stampa a Roma, Infantino aveva aperto alla possibilità di allargare il Mondiale a 48 squadre già da Qatar 2022 (circostanza che poi non si è verificata, dato che il primo torneo allargato è quello in corso): "Abbiamo parlato del mondiale del 2022 in Qatar e della possibilità di aumentare il numero delle partecipanti perché vogliamo che partecipi anche l'Italia", disse sorridendo con toni simili a quelli utilizzati nella serata di giovedì. 

Il presidente Fifa poi aggiunse: "La decisione di andare a 48 l'abbiamo già presa, a partire dal 2026. A partire dal 2022 la questione è diversa, ma se siamo convinti che 48 sia il numero giusto perché non provare a farlo prima? Sarà oggettivamente molto difficile organizzare un mondiale a 48 squadre solo in Qatar, per via della geografia del Qatar, è un Paese piccolo che organizzerà un mondiale spettacolare a 32".

Salto nel tempo a 7 anni dopo, Infantino a CazéTV, a poche ore dal fischio d'inizio di Messico-Sudafrica, non si è dimenticato dell'Italia rimasta fuori dopo lo spareggio contro la Bosnia: "Abbiamo discusso di un Mondiale con 64 nazionali, con un coinvolgimento maggiore in tutto il mondo. Forse l’Italia si qualifica con 64 nazionali. Chissà, magari se ne mettiamo 208...", ha chiuso ridendo.