Europei 2032

Palermo, scoppia il caso-Barbera: la società annuncia lo stop al progetto di riqualificazione

Con una lettera l'Ad della società siciliana ha comunicato l'intenzione del club di ritirarsi dalla partecipazione alla ristrutturazione dell'impianto

28 Lug 2026 - 20:23
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Lo Stadio Renzo Barbera di Palermo vede la propria candidatura a ospitare partite degli Europei 2032 a fortissimo rischio: nelle ultime ore la società, con una missiva firmata dall'Ad Giovanni Gardini, ha affermato di volersi ritirato dall'iniziativa di riqualificazione dell'impianto. Al centro dello scontro le modifiche al progetto apportate dalla Ragioneria generale del comune siciliano e dalla segreteria comunale che avrebbero reso i costi privati (250 milioni) ben più alti, fatto ritenuto inaccettabile e oltremodo pesante sul piano economico dal club. 

I motivi dello scontro

 Tra i principali nodi, secondo quanto appreso da ANSA, ci sarebbero i 30 milioni di euro che il Palermo era pronto ad anticipare per sopperire alla mancanza dell'apporto pubblico previsto dal Piano economico-finanziario. La nuova formulazione della convenzione prevederebbe infatti che un eventuale successivo finanziamento statale resti nelle casse del Comune anziché essere destinato a rimborsare l'investimento sostenuto dal City Football Group. Contestato anche lo stralcio delle esenzioni fiscali inizialmente previste, pari a circa 300 mila euro l'anno, con un impatto stimato di circa 27 milioni di euro nell'arco dei novant'anni di concessione. Tra le altre criticità evidenziate figurano poi l'obbligo di sostenere la manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree pubbliche esterne allo stadio per l'intero anno e non solo durante gli eventi sportivi, il meccanismo di revisione decennale del Piano economico-finanziario, che imporrebbe al club di condividere con il Comune gli eventuali maggiori ricavi lasciando però interamente a proprio carico le perdite, e l'esclusione dalla convenzione di circa 2,5 milioni di euro di crediti vantati dal Palermo per manutenzioni pregresse, che sarebbero rinviati a successivi provvedimenti.

Le parole del club

 "Quanto sottoposto all'esame del Consiglio comunale - si legge nella nota del club rosanero - stravolge radicalmente la proposta fatta dalla Società (all'esito di lunghe, talvolta dure e serrate, ma sempre leali interlocuzioni con gli Uffici) che, pertanto, non è in condizioni di procedere oltre nella prosecuzione dell'iniziativa. Un colpo al Piano Economico-Finanziario, dopo che il club si era già detto disponibile a coprire altri 30 milioni di euro di quota pubblica mancante. Senza un ritorno al testo condiviso, il rapporto col Comune resterà legato solo alla Concessione in vigore (scadenza dicembre 2032). Resta l'orgoglio di aver proposto qualcosa di veramente straordinario, di aver messo sul tavolo investimenti privati per oltre 250 milioni di euro e di essere stati in grado di offrire alla Città e ai tifosi uno Stadio degno delle loro giuste aspettative, assicurando la possibilità di candidarsi a ospitare le manifestazioni di Euro 2032". 

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La replica del Comune

 "Dieci mesi di intenso lavoro sono oggi a un passo dalla conclusione attesa e fortemente voluta, in primo luogo dall'Amministrazione comunale e dal Palermo FC che, con il sostegno della Regione Siciliana, hanno sviluppato un confronto costante e costruttivo, giungendo, nel rispetto dei termini fissati, alla definizione di una proposta progettuale cantierabile e già completa delle autorizzazioni necessarie". Lo dichiara, in una nota, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla. "Come è naturale che sia per un procedimento di questa rilevanza - osserva il primo cittadino - è stato sottoposto al vaglio finale dei competenti uffici comunali, prima del definitivo passaggio in Aula. In tale fase sono state introdotte alcune necessarie modifiche di natura tecnico-contabile, corredate dai prescritti pareri di regolarità, che non modificano l'impostazione generale del provvedimento né alterano l'equilibrio economico-finanziario dell'intervento, che resta un progetto strategico per Palermo, con investimenti complessivi superiori a 300 milioni di euro". E ancora: "L'amministrazione comunale ha adempiuto con responsabilità ai propri compiti, trasmettendo la delibera al Consiglio comunale affinché, già da domani, possa svolgere le valutazioni di propria competenza, ancorché quest'ultimo abbia già costruttivamente contribuito al confronto maturato in fase istruttoria. A questo punto, sono certo che il Consiglio, nella sua autonomia, saprà affrontare l'esame degli atti con lo stesso senso di responsabilità dimostrato fin qui e con piena consapevolezza dell'immenso valore che il progetto riveste per il futuro della città". "Da parte nostra - afferma il sindaco - resta immutata la determinazione di proseguire nel rapporto di leale e proficua collaborazione con il Palermo FC, nella convinzione che il dialogo tra le parti sia la strada migliore per conseguire un obiettivo che appartiene all'intera comunità". E conclude: "Ai tifosi rosanero desidero rivolgere un messaggio tranquillizzante: l'amministrazione comunale continuerà a fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità e competenze, certo che anche il Palermo FC vorrà confermare la propria disponibilità affinché un progetto così importante possa giungere a compimento, nell'interesse dello sport, di Palermo e della sua grande passione calcistica". 

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I passi successivi

 La frattura pare molto grave, se non insanabile: il City Group pretende che si utilizzi quindi la bozza precedentemente accordata, non quella revisionata. A tal proposito è giunta una nota in merito dall'opposizione del consiglio comunale di Palermo a firma di consiglieri del PD: "La nota inviata oggi dal Palermo FC ai consiglieri comunali, prima ancora che il Consiglio abbia ricevuto formalmente la proposta di delibera, è un fatto gravissimo e senza precedenti. La società sostiene che il testo predisposto dall’amministrazione Lagalla stravolgerebbe radicalmente la proposta sulla quale si era sviluppato il percorso e chiede di tornare al testo precedentemente condiviso, prospettando in caso contrario l’interruzione dell’iniziativa. È una situazione che ci preoccupa profondamente, soprattutto perché arriva nel momento decisivo e quando il tempo a disposizione è ormai agli sgoccioli. Vogliamo però essere altrettanto chiari su un punto: il Ragioniere Generale e il Segretario Generale non sono e non possono diventare il bersaglio di questa vicenda. Difendiamo con fermezza la loro autonomia e la loro libertà di azione. Il loro compito è verificare gli atti, tutelare l’interesse pubblico, garantire la correttezza amministrativa e la sostenibilità giuridica ed economica delle scelte. Non è accettabile che chi svolge il proprio lavoro con rigore venga indicato come responsabile di una situazione che è il frutto di un percorso politico evidentemente non governato con la necessaria capacità e tempestività". Uno scontro quindi che non sembra destinato a rientrare a breve, con l'enorme rischio che Palermo perda una grande opportunità per riqualificare lo storico impianto e ospitare la competizione, all'opposto di quanto accaduto con lo stadio Erasmo Iacovone di Taranto in occasione dei Giochi del Mediterraneo, stadio trasformato in uno dei più moderni e funzionali in Italia.