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Inter, notte di festa a Milano per lo scudetto: anche i giocatori in Piazza Duomo coi tifosi

Dopo il trionfo a San Siro contro il Parma, i nerazzurri celebrano il 21° scudetto tra cori, fumogeni e migliaia di tifosi nel cuore di Milano

04 Mag 2026 - 10:16
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Al triplice fischio di Inter-Parma a San Siro è scoppiata la festa. Il popolo interista ha festeggiato il 21esimo scudetto con in propri beniamini tra le mura amiche, come non accadeva da quasi quarant'anni. E così, al termine della partita è stata festa grande sotto la Nord, con i giocatori e il mister che, uno a uno, sono andati a prendersi il loro tributo con un coro ad hoc per ognuno. 

Nel corso dei festeggiamenti in campo c'è stato spazio anche per qualche puntura ai cugini nerazzurri con Thuram, Dumfries, Lautaro Martinez scatenati al coro "chi non salta rossonero è".

La festa dell'Inter è proseguita poi fino a notte inoltrata a Milano. La prima tappa è stato lo Sheraton San Siro, tradizionale quartier generale anche del calciomercato. Il primo ad arrivare è il vicepresidente Javier Zanetti, seguito a ruota da dirigenti e squadra al completo, con il presidente Beppe Marotta e il ds Piero Ausilio. Tra brindisi, musica e una torta celebrativa, il gruppo ha festeggiato per circa un'ora con un dj set, tutti con indosso la maglia bianca commemorativa del titolo. Un momento raccolto ma carico di significato, tra presente e memoria: proprio nello stesso hotel, due anni fa, era arrivata la festa per la seconda stella.

Fuori, però, la città chiama. Già durante il rientro in pullman, Federico Dimarco si erge a trascinatore, incitando i tifosi assiepati e dando appuntamento sui social in Piazza Duomo. Con lui anche Marcus Thuram, protagonista con un look eccentrico e spirito da festa. Dopo l'una, i primi lasciano l'hotel: tra questi Alessandro Bastoni e lo stesso Marotta, mentre altri si dirigono verso il centro. Poi la promessa mantenuta. Intorno alle due, un boato ha accolto Marcus Thuram, Federico Dimarco e Pio Esposito, a cui si sono aggiunti poi Lautaro Martinez e Nicolò Barella: comparso un megafono, i calciatori nerazzurri si sono improvvisati capi ultras, lanciando cori cantati dalle migliaia di presenti. Dalle 2.30, i tifosi hanno iniziato a defluire.