MOTOGP

Yamaha e Honda, test illimitati: superlavoro in vista per Quartararo e Marini

Le Case giapponesi agevolate dal sistema delle concessioni appena aggiornato e che sarà nuovamente rivisto la prossima estate

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Yamaha e Honda, test illimitati: superlavoro in vista per Quartararo e Marini - foto 1
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Una carta in più da giocare per Honda e Yamaha (per tutte le Honda e le Yamaha) nel Campionato del Mondo della MotoGP che scatta il secondo weekend di marzo in Qatar. La versione 2024 del regolamento delle concessione - varato a fine 203 dall'Organizzatore del Mondiale - concede grande libertà alle due Case giapponesi sopracitate in termini di test durante la stagione: in assoluto e soprattutto in confronto a quanto potranno fare i rivali DucatI, KTM e Aprilia. A causa dei deludenti risultati delle due ultime stagioni, Honda e Yamaha (quest'ultima in realtà in crisi nera solo nel 2023) appartengono ora alla fascia di rendimento più bassa (la D): KTM e Aprilia appartengono alla C, noblesse oblige la sola Ducati alla A, che rappresenta l'eccellenza.    

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Di fatto, Honda e Yamaha potranno sostenere un numero illimitato di sessioni di test, su ogni circuito e affiancando i propri piloti titolari ai rispettivi collaudatori: anche nelle sessioni normalmente riservate a questi ultimi, a partire dallo Shakedown in programma i primi tre giorni di febbraio in Malesia (da giovedì 1. a sabato 3), che precede il debutto ufficiale dei piloti titolari di Ducati, KTM e Aprilia da martedì 6 a giovedì 8 febbraio. In buona sostanza i vari Quartataro, Rins, Marini e Mir ma anche gli hondisti clienti(LCR) Zarco e Nakagami potranno godere (se le loro squadre decideranno in tal senso) di tre giorni di test in più rispetto a Bagnaia, Martin, Binder o Vinales, per fare solo qualche nome. Unica limitazione in merito ai test è il divieto a svolgerne su tracciati che due settimane dopo (o meno) ospiteranno un Gran Premio valido per il Mondiale.

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Sempre in base alle concessioni, Honda e Yamaha potranno contare su un numero più alto di pneumatici da provare rispetto alla concorrenza italiana e austriaca (260 contro i 220 di KTM/Aprilia e i 170 Ducati), di nove o dieci motori a stagione al posto di sette/otto, del doppio degli aggiornamenti aerodinamici (due al posto di uno solo) e infine di ben sei wild card: in questo caso le stesse di Aprilia e KTM, mentre Ducati non ne avrà. Ne sono previste tre per la fascia B, alla quale però nessuna delle Case in lizza appartiene. Il ranking attuale "scade" all'inizio della pausa estiva del Mondiale al via tra poco meno di un paio di mesi a Losail. Vale a dire dopo il Gran Premio di Germania di inizio luglio, round undici del calendario iridato. In base ai risultati della prima metà dell'anno, una nuova versione dello schema-concessioni potrebbe entrare in vigore a partire dal Gran Premio d'Inghilterra che - il primo weekend di agosto - segna l'inizio del girone di ritorno: dieci GP da Silverstone al classico "sipario" di Valencia. Ricordiamo che il ranking viene stilato in base ai punti conquistati dalle Case nella classifica Costruttori: quelli del miglior pilota di ogni Casa classificato al traguardo.  

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Insomma, se Ducati sembra ancora in gradi di dominare la scena (anche grazie al numero di Desmosedici in griglia: otto) e se KTM e Aprilia - quattro moto a testa tra factory e clienti - puntano in alto, è vero anche che i piloti di Honda e Yamaha hanno qualche chances in più di recuperare terreno ma soprattutto hanno davanti una stagione da...stakanovista del manubrio. E pensiamo soprattutto a Marini, investito subito di ulteriori e grandi responsabilità. Si vocifera che HRC abbia in mente di svolgere una ventina abbondante di sessioni di test nell'arco della stagione e che per questa stia pensando di affiancare un secondo test rider alla sua ormai storica "ruota di scorta" Stefan Bradl.  

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