Figuraccia MotoGP, un disastro annunciato

Inaccettabile e vergognoso ciò che è accaduto a Silverstone

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Cinque ore di attesa per prendere una decisione scontata fin da subito. Tanto il tempo impiegato per arrivare alla cancellazione del Gran Premio di Gran Bretagna causa impraticabilità della pista. Una domenica da dimenticare per la MotoGP e per chi organizza questo circo che fa girare milioni di euro. Più che la pioggia la causa dell'annullamento è da ricercare nella natura dell'asfalto posato alla fine di gennaio, drenante come lo sarebbe un sacco di plastica. In primis la responsabilità è di chi gestisce l'impianto di Silverstone. Il rifacimento del manto stradale era già stato criticato per gli avvallamenti dai piloti di Formula 1, che qui avevano corso l'8 luglio.

Ben diversa la fattispecie della MotoGP, con i piloti che hanno compreso il reale problema del circuito solo sabato con la pioggia. A rimetterci è stato Tito Rabat, travolto dalla moto dell'incolpevole Morbidelli. Si trattava dei primi inquietanti segnali di un disastro annunciato. Per mettere una pezza la Dorna ha anticipato alle 12.30 la gara della MotoGP. Peccato che già all'ora di pranzo, per questi ragazzi che hanno bestie metalliche sotto il sedere, fosse quasi impossibile stare in piedi in rettilineo anche nel lentissimo giro di schieramento, nonostante l'intensità della pioggia fosse inferiore a quella caduta in passato a Sepang e a Suzuka, dove si corse regolarmente. In un mondiale MotoGP è inaccettabile e vergognoso ciò che è accaduto a Silverstone. Chi ha asfaltato la pista? Chi ha avallato il nuovo manto stradale? Perché la Dorna o l'IRTA non hanno fatto opportune verifiche sul drenaggio visto che l'asfalto è stato posato mesi fa? Domande che mai ci saremmo immaginati di dover porre prima di questa domenica da incubo per lo sport.

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