MotoGP, pagelle Phillip Island: l'azzardo di Vinales vale il 10, Iannone e Dovi appena dietro

Applausi per Bautista, per Rossi i soliti problemi

di ALBERTO PORTA

VINALES 10 - Maverick azzarda ma non troppo la scelta della gomma morbida anteriore e viene premiato alla grande. Guida fluido senza sbavature e saluta presto la compagnia dopo essere risalito dalla nona posizione al primo giro. Si merita un premio extra per aver riportato la Yamaha alla vittoria dopo un digiuno durato 25 gare.

IANNONE 9 - Il talento di Andrea viene fuori come al solito su una delle piste più difficili del mondiale. La ciclistica perfetta della Suzuki aiuta e se ci fosse una cavalleria adeguata dentro il 4 cilindri giapponese il 29 sarebbe imprendibile. Arriva il quarto podio stagionale dopo quelli di Austin, Jerez e Aragon.

DOVIZIOSO 9 - Su una pista mai digerita completamente il Dovi mette in mostra tutta la sua maturità agonistica, aiutato da una Ducati che a Phillip Island sembra tornata quella dei 4 successi di fila con Casey Stoner. Il podio produce un piccolo allungo su Rossi nel mondiale.

BAUTISTA 9 - L’esodato della MotoGP giganteggia nelle vesti di supplente e non fa rimpiangere alla Ducati l’assenza di Jorge Lorenzo. Potrebbe fare anche un pensierino al podio il buon Alvaro che contribuisce allo show per tre quarti di gara, e che nel finale dà via libera al Dovi.

RINS 7 - Là dove conta il talento puro, lo spagnolo dai modi gentili paga dazio a Iannone. Alex ha comunque il merito di rientrare bene sul gruppetto in lotta per il podio e non si fa mancare bei sorpassi, ultimo quello su Rossi dopo bella lotta proprio nel finale.

ROSSI 6,5 - Il Dottore, per guida, assetto differente e caratteristiche fisiche, non può usare quella gomma morbida anteriore che fa la differenza sulla moto del socio di box. Si diverte Vale nella bagarre ma quando comincia a cedere la posteriore saltano fuori i problemi di sempre.

MARQUEZ SV
- Continua la maledizione australiana, per la terza volta dopo il titolo conquistato a Motegi per Marc Phillip Island non è l’isola della felicità. Tamponato a 280 all’ora da Zarco, stavolta è senza colpe il campione del mondo che aveva tutto per potersi mettere in tasca un’altra vittoria.

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