MOTOGP

L'isola dei... bramosi: cinque per uno, maxi-offerta titolo a Phillip Island

Il terzultimo atto del Mondiale chiama i protagonisti della corsa al titolo ad un impegno che va molto oltre la semplice guida in pista

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Passino i punti di differenza - due, venti, oppure quaranta - passino le qualità delle moto e il numero delle tappe in calendario passi pure l'ormai alta attendibilità delle previsioni meteo. Parallelamente ai dati certi però la partita australiana per la corsa al titolo piloti è destinata a svilupparsi anche sul binario del confronto di personalità e sulla tenuta mentale alla distanza: che è poi quella di tre soli Gran Premi al traguardo finale. Da questo punto di vista, le dichiarazioni della vigilia di Phillip Island dei protagonisti della corsa al titolo disegnano già strategie non così occulte, da mettere in campo sin dal primo turno di prove libere, ma che solo domenica al via esprimeranno tutto il loro potenziale. 

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Inesistenti come in buona sostanza il margine che li separa nella classifica iridata (due punti), le differenze di approccio psicologico tra Fabio Quartararo e Francesco Bagnaia. Davanti ai microfoni, entrambi predicano serenità pressoché assoluta. Pretattica, naturalmente! Il francese ha il vantaggio di... sapere già come si fa. Sembra poco, potrebbe non esserlo. Deve fare tutto da solo, perché non ha alleati certi: Marc Marquez e tutti gli altri piloti - in ordine sparso - a caccia dei soli premi di consolazione possono indifferentemente giocare a favore (o contro) uno oppure l'altro dei due candidati principali. Il Diablo insomma può e deve guardare solo a se stesso: potrebbe fare la differenza. Da parta sua, Bagnaia arriva in Australia sull'onda di una stagione che - raggiunto l'apice - non lo ha praticamente più lasciato, anche se la vittoria gli manca dal GP di San Marino dei primi di settembre.

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Pur non vincendo più tra Aragon, Motegi e Buriram, "Pecco" ha incamerato altro 36 punti che (opposti ai soli otto - un quarto dei suoi - del rivale nel medesimo periodo) gli sono valsi il sostanziale aggancio in vetta. Bagnaia ha chiuso al quarto posto il suo unico GP d'Australia della MotoGP (tre anni fa), mentre nella stessa occasione Quartararo non è andato oltre il primo giro. Pecco guidava già la Desmosedici italiana (quella del team Pramac), Fabio la M1 Petronas. La Ducati non vince più a Phillip Island dal 2010 (Stoner) mentre la Yamaha fa dal 2011 al 2019 si è imposta tre volte: con Lorenzo, Rossi e (solo quattro anni fa) con Vinales. I dati certi continuano insomma a mischiarsi al dato psicologico, rendendo il quadro generale sempre più incerto ed appassionante. La presenza di due altri ducatisti (Jack Miller ed Enea Bastianini) nel pacchetto di mischia - rende bene l'idea - potrebbe spostare in modo decisivo gli equilibri. Ducati ha il dovere di istruire a dovere i propri uomini e sottolineare le proprie priorità. Il quadro è esplosivo: l'australiano Miller ha in più di un’occasione quest'anno dato prova di fedeltà alla causa ma una vittoria, un secondo posto ed un quarto negli ultimi tre GP lo hanno inaspettatamente rimesso in gioco e Jack è un pilota di razza, un combattente ed un generoso: il che non significa necessariamente un rinunciatario. Oltretutto se - nella tua gara di casa - ti giochi quella che attualmente pare una "irripetibile" chance di vincere la gara di casa! Quanto a Bastianini, le gare post-estive hanno già mostrato la riluttanza (inutile chiamarla in altro modo) a cedere il passo... a chicchessia.

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Abbiamo dimenticato qualcuno? No di certo, perché Aleix Espargarò - solitario nella terra di mezzo tra il tandem Bastianini-Miller e quello Quartararo-Bagnaia - ha le carte in regole per rilanciarsi clamorosamente e - lui sì per davvero - la serenità di chi non ha nulla da perdere e viceversa un titolo a sensazione da vincere. Il treno del Mondiale che non t'aspetti passa però piuttosto raramente ed ha osservato solo un paio d'anni fa l'ultima fermata, con il successo di Joan Mir e della Suzuki. Difficile, molto difficili che entri di nuova stazione e prenda a bordo i sogni e le ambizioni del pilota spagnolo e dell'Aprilia, per portarli "in perfetto orario fino al capolinea di Valencia.

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