MANOVRE BIANCONERE

Nel bilancio di Lucio il futuro della Juve: chi resta, chi va e chi (forse) arriva

La qualificazione Champions resta centrale, ma tecnico e club hanno fatto le proprie valutazioni. E non saranno molti i confermati

17 Mar 2026 - 09:18
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Quattro mesi e mezzo non sono tanti ma possono bastare e allora la lista di Luciano Spalletti comincia a delinearsi: questo resta, questo vedremo, questo può partire, questi sarebbe bene che arrivassero. Il centro di gravità di un progetto che in ogni caso si svilupperà attorno all'allenatore e a Yildiz resta la qualificazione alla prossima Champions. Indispensabile, a dire poco, per mettere una pezza a un bilancio sempre un po' sofferente e per permettersi un mercato all'altezza.

Già, perché i fatti sono questi: Lucio vuole una squadra competitiva perché crede di poter lottare per obiettivi ben più ambiziosi di un quarto posto e per questo ha chiesto alla società di stabilire dei paletti. Ad esempio, gli intoccabili sono pochi, ma ben definiti: Kalulu e Bremer dietro, McKennie, Locatelli, Thuram e Cambiaso in mezzo al campo, Conceiçao, Vlahovic e, ovviamente, Yildiz, in attacco. Forse Kelly. Fine della lista. Gli altri sono sacrificabili o, quanto meno, giocatori per i quali si ascolteranno eventuali offerte. Non è detto che tutti partano, ma certamente tutti possono partire, perché è evidente che l'obiettivo sia quello di alzare l'asticella con un misto di giocatori giovani e di prospettiva e di campioni magari un po' avanti con l'età ma in grado di portare esperienza, qualità e mentalità al gruppo. 

Così la lista dei candidati si infittisce da un giorno all'altro: Koné, reduce da una grande stagione al Sassuolo, è uno di quelli per i quali si farà un tentativo. I neroverdi vogliono 30 milioni, ma Carnevali è uno che sa trattare e sa, soprattutto, con chi trattare. Il che, in altre parole, significa che potrebbe valutare l'inserimento di qualche giocatore nell'affare. Chi è difficile dirlo, ma se qualche giocatore non è stato considerato da Juve, sarebbe certamente all'altezza di una stagione di alto livello in un ambiente sereno come quello del Sassuolo. Ingaggi permettendo, che poi è quasi il punto centrale di ogni trattativa. 

Se Koné è il giocatore di prospettiva, Goretzka e Greenwood sarebbero gli uomini di esperienza. Trattative non semplici, specie per il primo, che ha molti estimatori all'estero e anche in Italia, dove ha attirato l'attenzione di Inter e Milan. Però a metà marzo i nomi sono solo nomi e non bisogna farsi distrarre troppo da questo: quel che conta è il profilo, il tipo di giocatore, il ruolo, la condizione fisica, la voglia, in alcuni casi, di rilancio. Certamente i casi di Modric e Rabiot stanno facendo scuola, perché è bastato il loro arrivo a portare un Milan da nono posto a ridosso della prima posizione. Ecco, è questo che la Juve proverà a fare. A proposito di Milan: Tonali resta il grande sogno bianconero e un obiettivo molto complicato. 

Un peso importante se non decisivo avranno anche altri due fattori. Il più importante è il rinnovo di Vlahovic, per cui la Juve è al lavoro da tempo e per il quale le possibilità di arrivare a dama, solo due mesi fa a dir poco remote, aumentano di giorno in giorno. Il secondo sono le cessioni, alcune delle quali molto complicate. Sulla carta i bianconeri hanno in mano un bel tesoretto, ma piazzare oggi, per dirne due, David o Openda non è così banale, come banale non sarà trovare eventualmente una nuova squadra a Zhegrova, giocatore che ancora non è stato del tutto bocciato ma che in ogni caso ha portato davvero pochino alla causa bianconera. 

Se quattro mesi e mezzo sono però un tempo sufficiente per un bilancio, i prossimi due mesi saranno decisivi in tutti i sensi. La Juve si giocherà Champions e futuro, alcuni giocatori permanenza o addio.