Da Palestra all’Inter a Greenwood alla Roma, da Gabriel Jesus al Napoli fino a Kessie alla Juve, passando per il mancato approdo di Goncalo Inacio al Milan. È stata un’estate caldissima per il calciomercato italiano, fatta di colpi di spessore, sorprese last minute, ma anche trattative che sembravano a un passo dal chiudersi… e poi sono sfumate.
Le ragioni sono infinite e diverse caso per caso. Il tempismo sbagliato, una serie di coincidenze avverse, ma anche a volte anche un pizzico di sfortuna. La beffa nel mondo del calcio, soprattutto nel mercato, può capitare a tutti. Anche alle migliori.
Anche a una squadra come l’Inter che, dati i risultati delle prime due giornate di campionato, la rosa a disposizione e il titolo di campione in carica, si candida quest’anno a essere nuovamente la favorita per la vittoria del tricolore. Basti pensare a Marco Palestra, protagonista di uno dei casi più clamorosi dell’estate. I 50 milioni sul piatto, l’accordo col giocatore e l’intesa con l’Atalanta. Poi arriva il Chelsea e fa saltare il banco con un’offerta migliore sia per i bergamaschi che per l’esterno, e così Palestra vola in Premier. L’Inter ci riprova poco dopo per un altro laterale: Khalaili dell’Union Saint-Gilloise, ma anche questa storia non ha un lieto fine. Trovata l’intesa tra i club per 25 milioni di euro la nota stonata arriva dalle visite mediche. Durante i controlli in Italia al Coni, il giocatore non ottiene l’idoneità sportiva e l’affare sfuma, con l'esterno che, prima di trasferirsi al Crystal Palace, lancia una frecciatina ai nerazzurri: “Sono sano, ho giocato 99 partite in due anni”.
Per non parlare di Nico Paz, corteggiato a lungo dall'Inter prima dell’acquisto del Como dal Real per 60 milioni. Sembrava che i rapporti tra la famiglia del giocatore e quella di Zanetti potessero essere la chiave per assicurarsi il giocatore. Finché Fabregas, allenatore del Como, non fa muro pubblicamente: “Una cosa la so di sicuro: Nico Paz non giocherà nell’Inter”. I fatti hanno dato poi effettivamente ragione al tecnico lariano. Nerazzurri, invece, che si consoleranno nelle settimane successive con gli innesti del trio inglese Spence, Stones e Jones.
Ad aver avuto qualche complicazione sul mercato, comunque, non è stata la sola Inter. Proprio in questi giorni si è conclusa la vicenda Kessie-Juventus. Dopo un’estate ad aspettare la Vecchia Signora il giocatore non è più approdato a Torino a causa dei paletti del sempreverde Fair Play finanziario. Nello stallo si è così inserita l’Atalanta, che è riuscita a convincere il giocatore che tornare a Bergamo potesse essere una bella idea per tutti.
Carnevali, a mercato chiuso, ha commentato: “Probabilmente non c’era questo grande interesse a indossare la maglia della Juve”. Sempre per questioni economiche, anche se diverse, è saltato l’arrivo di Zirkzee. Due i principali motivi: l’offerta dei bianconeri al Manchester United, di circa 30 milioni, la cui formula non convinceva gli inglesi, e la cessione di David che faticava a sbloccarsi. L’esito? L’olandese non ha potuto di conseguenza fare il tanto sognato ritorno in Serie A. La Juve, tuttavia, ha saputo correre ai ripari prima del gong della chiusura di mercato. Per il centrocampo è stato preso Pape Sarr dal Tottenham, mentre per l’attacco si è virato su Woltemade del Newcastle.
Al Milan, invece, è stata la difesa a dare qualche grattacapo sul mercato. Alla fine niente Goncalo Inacio, pupillo di Amorim per mesi obiettivo dei rossoneri. Per il centrale lo Sporting Lisbona ha rifiutato offerte pari a 40 milioni, rimanendo fermo sulla richiesta della clausola rescissoria da 60 milioni. Nelle ore delle ultime trattative sembrava potessero aprirsi nuove possibilità, ma nulla. Il giocatore è rimasto allo Sporting. Ancora più complicata, forse un sogno proibito, era stata la chance di vedere Ruben Dias al Milan. Mendes, agente del difensore, ci avrebbe provato a portarlo a Milanello. La trattativa però è presto naufragata a causa dei costi proibitivi del cartellino.
Rimane a bocca asciutta il Napoli di Allegri. Il grande colpo dell’estate partenopea sarebbe potuto essere Gabriel Jesus. Verbo che alla fine è rimasto solo al condizionale nonostante il giocatore avesse aperto al trasferimento in terra campana. A congelare l’operazione un mercato in uscita che, Lukaku e Gutierrez a parte, non è mai decollato. Ne ha approfittato allora il Barcellona, inseritosi nella trattativa con la forza però di poterla chiudere. Per Gabriel Jesus gli spagnoli hanno messo una cifra di circa 15 milioni di euro e il brasiliano è diventato un nuovo giocatore blaugrana. Infine la Roma, la cui partenza incredibile in Serie A non farebbe credere possa avere avuto difficoltà in estate. Greenwood è stato il primo grande obiettivo per l’attacco della Roma di Gasperini, salvo poi tramontare a causa di ingaggio mostre richiesto dall’entourage del giocatore (ben 11 milioni).
Sfumato l’inglese, la Roma si è poi fiondata sull’esterno del West Ham Summerville. L’intesa con il calciatore e un’offerta che si pensava avesse convinto i londinesi. Sembrava tutto fatto. Questo perlomeno prima del rilancio decisivo dell’Al-Hilal di Simone Inzaghi. E poi non ve lo siete dimenticati? Diego Moreira, il giovane talento belga arrivato al Milan dallo Strasburgo. Prima dei rossoneri sul giocatore era arrivata la Roma, impostando però l’affare a cifre minori rispetto a quelle per le quali se l’è poi assicurato il club milanese. Insomma, Gasperini la sua ala tanto richiesta non l'ha più avuta, ma con un Malen così l’attacco va lo stesso a gonfie vele.