Tennis, Alcaraz si allena con una racchetta speciale ma il rientro resta lontano
Lo spagnolo, out da aprile per un infortunio al polso, è tornato a lavorare in campo. Per rivederlo competere però bisognerà aspettare almeno la seconda metà di agosto
Carlos Alcaraz torna a impugnare la racchetta e alimenta le speranze dei tifosi, ma il rientro in campo resta ancora senza una data certa. Il campione spagnolo, fermo dallo scorso aprile per un infortunio al polso destro, ha pubblicato sul proprio profilo Instagram foto e video di una seduta di allenamento all'Accademia di El Palmar, accompagnati da un messaggio eloquente: "Sulla buona strada".
La racchetta speciale
Nelle immagini Alcaraz esegue esercizi anche con una racchetta priva delle corde e con una parte del telaio rimossa. Si tratta di una metodologia utilizzata nelle fasi di recupero dagli infortuni al polso o all'avambraccio: consente di riprodurre il gesto tecnico completo senza l'impatto con la palla, riducendo al minimo vibrazioni e sollecitazioni sull'articolazione. L'obiettivo è recuperare progressivamente fluidità, timing e memoria muscolare, aumentando il carico di lavoro senza compromettere il processo di guarigione.
Out anche a Montreal
I progressi mostrati dal numero tre del mondo rappresentano un segnale incoraggiante, ma non modificano, almeno per il momento, il programma del suo staff. Alcaraz, infatti, non figura nell'entry list del Masters 1000 di Montreal, in calendario dal 2 al 13 agosto, segno che il ritorno alle competizioni non è ancora imminente. La prima finestra utile potrebbe quindi essere il Masters 1000 di Cincinnati, in programma dal 13 al 23 agosto, ultimo grande appuntamento prima degli US Open. Anche questa ipotesi, tuttavia, resta subordinata all'evoluzione del recupero e al via libera dello staff medico. Secondo quanto riferiscono i media spagnoli, inoltre, la visita di controllo inizialmente prevista per oggi sarebbe stata rinviata di alcuni giorni. Una decisione che non sarebbe legata a complicazioni nel decorso, ma alla volontà di valutare le condizioni del polso dopo un ulteriore periodo di lavoro sul campo, confermando la linea di massima prudenza scelta dal team del due volte campione di Wimbledon.