© Ufficio Stampa
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Basta vederla per realizzare che non c'è un centimetro quadrato in comune tra questa e la precedente Tucson. L'immagine è quella di un SUV robusto, massiccio quasi come un culturista sul palco intento a tirare i muscoli per metterne in mostra tutta la definizione e i volumi. Le linee sono tese e gli ingombri molto più abbondanti rispetto a prima: la filosofia Art of Steel s'ispira all'integrità delle materie prime, per poi ricavarne (come uno scultore) i dettagli e darne una forma definitiva. Anche l'abitacolo è stato completamente riorganizzato per riflettere il cambiamento all'esterno. Migliora la qualità di materiali e rivestimenti mentre la digitalizzazione accelera: il quadro strumenti riduce le proprio dimensioni mentre aumentano quelle del sistema di intrattenimento di bordo. Fino a 17" di diagonale per lo schermo al centro della plancia da cui si controlla tutto, anche se i tasti fisici rimangono per garantire ergonomia ed evitare distrazioni durante le fasi di guida