NEL MIRINO

F1, Verstappen: "Le frecciate di Hamilton? Ormai mi temono"

L'olandese dopo il contatto in Messico: "Mi concentro su me stesso, ma non chiedetemi di stare dietro"

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Max Verstappen risponde in pista, ma anche a parole agli attacchi degli avversari. Nel giovedì di Austin è toccato a Lewis Hamilton finire nel mirino dell'olandese della Red Bull. "Le frecciate di Hamilton? Vuol dire che sono nella loro testa, ma io non ho bisogno di farlo, perché parlare in conferenza non è corretto e io parlo in pista. Lotto e mi piace farlo al limite, se vogliono che stia dietro e che non battagli con loro, meglio stia a casa. Le vittorie sono ciò per cui viviamo", ha detto.

In particolare, si è parlato dell'incidente con l'inglese al via dello scorso GP: "L'ho centrato come un siluro? Io non ho sentito Hamilton dirlo, ma non mi sembra che io sia stato così nei suoi confronti in Messico, mi sembra una dichiarazione stupida. Comunque, mi concentro su me stesso. Non ho avuto la possibilità di competere con Hamilton spesso, però il più delle volte ha dimostrato di essere il migliore",

Sulla penalizzazione nelle qualifiche del Messico:: "Credo sia stato corretto, ho parlato con gli steward, non ho visto le bandiere gialle ed è stata una sfortuna. Non mi serviva fare il giro perché ero già in pole e ho migliorato il mio giro. La prossima volta alzerò comunque il piede con un incidente. Per ora non siamo ancora in grado di lottare sempre per la pole e quindi ho dato il massimo".

In Texas Verstappen taglierà il traguardo dei 100 GP in carriera. "Cento gare in F1? Dico che è un buon inizio, a 22 anni sembra una cosa impensabile. Sono anni passati velocemente da quando ho iniziato: Possiamo fare una buona gara, quest'anno vogliamo partire più davanti. In Messico la macchina è andata molto bene", ha concluso.

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