FORMULA 1

Da Leclerc a Verstappen, da Sainz Jr. a Mick Schumacher: buoni propositi per il 2021

Archiviata l'ennesima "campagna" trionfale di Lewis Hamilton e della Mercedes, la Formula Uno guarda al 2021 tra piani di conferma, urgenza di rivincite e tanta voglia di novità.

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Un 2021 all'insegna della ritrovata normalità? Sì, se stiamo parlando di un Mondiale che sia veramente tale e che scatti - come da... ambizioso calendario - il primo giorno di primavera con il Gran Premio d'Australia a Melbourne. Ed ancora sì, ma solo per il Cavaliere Oscuro Hamilton e l'altrettanto tenebrosa Freccia, se parliamo di scala dei valori e di prospettive a medio termine. Sul concetto di "straordinaria" normalità puntano tutti gli altri: a partire dalla Ferrari, proseguendo con Max Verstappen, per finire con ... Valtteri Bottas.

Il passaggio da un anno all'altro offre sempre l'opportunità di gettare uno sguardo all'indietro sugli ultimi dodici mesi che però - nel caso del Mondiale consegnato alla storia dal GP di Abu Dhabi del 13 dicembre scorso -si sono ridotti a sei di mesi di azione vera. Con un risultato finale quasi del tutto identico a quello delle sei precedenti edizioni del Campionato del Mondo. Meglio quindi lanciarsi in avanti, indagando le "missioni" che i protagonisti del 2021 hanno già ben delineate in testa. Anche se al primo GP mancano poco meno di tre mesi ed anche se, a dispetto di un calendario coraggioso e da primato (23 tappe), lo scenario resta parecchio incerto.

Più ancora chead una vera e propria candidatura al titolo, Charles Leclerc e la Ferrari devono puntare ad una stagione che sia di consolidamento del proprio ruolo di "punta rossa" per il futuro da parte del mongasco e di rimonta tecnica per la Scuderia. L'ottavo posto di Leclerc tra i Piloti ed il sesto di Maranello tra i Costruttori rappresentano un minimo storico da allontanare presto nel tempo, possibilmente cancellandone la memoria a suon di quei risultati che - nel 2020 - si sono visti con  il contagocce (tre sole presenze sul podio). La missione ferrarista non può che essere quella di lottare GP per GP con McLaren, Racing Point (da qui in avanti Aston Martin) e Renault. Mettendo già nel mirino Red Bull e preparando il terreno per una sfida 2022 alla Mercedes. Di riflesso, nulla di meno che il podio finale può bastare a Leclerc.

 

Un discorso a parte merita Carlos Sainz Jr. Lui è convinto (ci mancherebbe altro) di aprire un proprio "ciclo" a Maranello, noi glielo auguriamo, la Ferrari punta su di lui per "puntellare" i piani di riscossa di cui qui sopra ma - in qualche modo - il suo ruolo pare un po' quello di "ponte" verso una formazione ferrarista un po' più... luccicante. Intanto, il madrileno ha chiuso il Mondiale al sesto posto, dando il maggior contributo alla corsa della McLaren verso il terzo posto tra i Costruttori, facendo quindi meglio del più giovane, più "predestinato" ma ancora un po' acerbo Lando Norris, nono della generale.

Due volte vincitore quest'anno (Silverstone-bis e Abu Dhabi), come nel 2019 Max Verstappen ha vinto il Mondiale degli altri: nel senso di tutti quelli che non disponevano di una Mercedes: in pratica nulla o poco più, soprattutto se hai i numeri del campione e lo dimostri ad ogni GP e poi devi appunto rassegnarti al secondo o (più spesso) al terzo gradino del podio. Il fatto è che - per quanto poco più che ventitreenne - il pilota olandese corre al vertice (togliendosi però solo soddisfazioni parziali) da ormai quattro stagioni e  non ha prospettive immediate di un cambio di registro. Non solo: nel 2021 Honda affronta la sua ultima stagione in Formula Uno e difficilmente potrà garantirà alla Red Bull il necessario sviluppo lungo la propria stagione d'addio. Insomma, un brillante avvenire dietro alle spalle, per Verstappen? Non esattamente, ma forse la necessità - per puntare al Mondiale - di abbandonare il calduccio del "marsupio" Red Bull.

Strepitoso quarto della generale, alle spalle proprio di Verstappen (e suo prossimo compagno di squadra), Sergio Perez è arrivato ad un passo dalla "pensione" o quantomeno dell'esilio dorato. Ed invece il suo miglior piazzamento finale in dieci anni di Formula Uno (oltre che il sostegno economico degli sponsor di un intero Paese) permette al messicano di meritarsi una chance nuova di zecca, lucidata dal primo successo nel Mondiale al GP di Sakhir. La missione 2021 di Sergio gliel'ha già assegnata la Red Bull stessa ed a noi pare molto simile a quella che la Ferrari si aspetta da Sainz: spalleggiare a dovere  la prima punta del team, offrire un'alternativa nel caso di passaggi a vuoto del leader e - più positivamente - contribuire con punti pesanti e regolari alla rincorsa delle rispettive squadre al titolo Costruttori...

Dopo Verstappen e Perez, la breve lista dei piloti capaci di strappare il primo gradino del podio ai piloti Mercedes si completa con Pierre Gasly che il suo "timbro" lo ha messo alla casella del Gran Premio d'Italia. Circostanze anomale certo (basta guardare il resto del podio monzese: Sainz e Stroll) ma nulla da togliere al pilota francese che però a quel punto avrà pure pensato di aver messo le basi per un 2021 di ritorno sulla Red Bull ed invece proprio da lì in avanti ha iniziato a rientrare nei ranghi: più spesso a confronto con il compagno di squadra Daniil Kvyat che con i vari Ricciardo, Sainz, Perez e Leclerc. Fino a doversi accontentarsi di un'altra stagione con Alpha Tauri e di un nuovo compagno di squadra: il debuttante giapponese Yuki Tsunoda. Insomma, tutto da rifare per Pierre. Un po', anche se con le dovute proporzioni, come per Sebastian Vettel. Protagonista (si fa per dire) della sua peggior stagione al volante della Ferrari, anzi della sua intera carriera nel Mondiale (mai fuori della top ten, solo una volta fuori dalla top five), il tedesco è pronto a vestirsi di verde Aston Martin per la sua ultima avventura nel Mondiale. Paradossalmente con maggiori chances (o quantomeno le stesse) di fare nel 2021 meglio che nella sua ultima stagione rossa. La sostanza però non cambia: il presente appartiene ad altri, a maggior ragione ha il futuro. Quello dietro l'angolo per George Russell, quello invece tutto da delineare per  Mick Schumacher. Lo sa bene (anzi meglio di tutti) Valtteri Bottas, due "sole" vittorie con la Mercedes ed un secondo posto nella generale salvato con tanto di affanno finale dall'assalto di Verstappen. Per il finnico, l'unica missione possibile è anche la sola... impossibile. Battere Lewis Hamilton, ovviamente. Quanto al Cavaliere Oscuro, gli abbiamo lasciato le ultime righe, l'ultima fila: insomma, paraggi che lui non frequenta mai. E solo per dire che anche Lewis ha una missione scontata. In questo caso però possibile, addirittura probabile: puntare al titolo numero otto, staccare Michael Schumacher, diventare il nuovo e solitario punto di riferimento per tutti. E per molti anni a venire...

 

 

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